La primavera fiamminga sta per cominciare e non solo i corridori hanno iniziato a prepararsi per il primo appuntamento di sabato con l’Omloop Nieuwsblad, 208 km da Gand a Ninove. Un allenamento speciale è stato fatto anche da tutte le figure legate alla sicurezza in corsa. Così le staffette tecniche, i segnalatori mobili e tutte le persone in moto o a piedi intente a presidiare si sono "allenate” per una settimana con l’intento di rendere più sicure le corse. Le prove sono state fatte sia con il sole sia con la pioggia e il vento, perché in Belgio, tra marzo e aprile, il tempo è estremamente variabile.
Per l’ultimo allenamento, segnalatori e staffette tecniche hanno fatto le loro simulazioni con la pioggia e il freddo di fine febbraio sulle strade di Kruishoutem, nelle Fiandre Orientali, poco distante da Oudenaarde. Sono circa cinquanta i membri, esperti e nuovi, dell'organizzazione no-profit Motorbeveiliging (Sicurezza Motorizzata), che hanno seguito un corso per fare un ripasso sulle regole da tenere in corsa: nei giorni precedenti, sul campo ci sono stati i nuovi volontari, che hanno seguito un corso ben pianificato su come rendere sicura la gara per ciclisti e pubblico.
"La sicurezza prima di tutto. Perché questo è il nostro obiettivo. Abbiamo l’obbligo di garantire la sicurezza dei corridori, ma anche della carovana, di noi stessi e degli spettatori - ha detto il presidente di Motorbeveiliging, Chris Cleven - Ci saranno segnalatori a tutti gli incroci. Dobbiamo individuare e mettere in sicurezza tutte le possibili situazioni pericolose: un'isola spartitraffico, un veicolo parcheggiato in un luogo dove non è consentito e tanto altro ancora”.
Uomini e, in misura minore, donne con anni di esperienza sulle due ruote hanno fatto speciali sessioni di allenamento. Con le moto hanno fatto gimkane e controllato gli incroci e verificato i possibili ostacoli sul percorso. "La maggior parte di noi non è salita in moto per qualche mese; l'ultima gara è stata a settembre - ha continuato Chris Cleven - Quando si è fuori servizio per così tanto tempo, bisogna riabituarsi. Si tratta di ritrovare quella fluidità di guida, e allo stesso tempo le leggi e i regolamenti cambiano costantemente. Il nostro personale deve conoscerli tutti. Ecco perché siamo qui".
Le staffette tecniche sono esperte ma, essendo volontariato, hanno difficoltà a trovare giovani disposti a fare questo servizio. “Siamo per lo più persone sulla cinquantina, spesso sulla sessantina e questo sta diventando un problema. La nostra età media è di 55 anni e non abbiamo quasi più giovani. Non sono più interessati, dopo di noi sarà finita. La mia previsione? Tra circa vent'anni correremo su circuiti chiusi”.
I giovani sono pochi, ma comunque ci sono e tra questi c’è il trentunenne Arno Wauters. “Mio padre ha sempre corso e per lui la sicurezza era fondamentale. Io ci sono semplicemente caduto dentro. Penso che il tempo sia il problema più grande per i giovani. Ho anche una famiglia ed è difficile trovarlo. E poi questo non può considerarsi un lavoro, visto che viene dato solo un rimborso. Quest'anno parteciperò solo a tre gare, ma mi piacerebbe farne di più".
Spesso si dice che nelle gare di ciclismo ci sono troppi mezzi. Troppe auto e moto, che potrebbero creare problemi alla sicurezza. "La gente dice spesso: ci sono più auto e moto che ciclisti - riprende Cleven - Beh: siamo davvero necessari. Il Belgio è un Paese speciale, infernale. In Francia si possono percorrere 80 chilometri tra due centri abitati senza trovare nulla nel mezzo. Qui, ogni chilometro è un ostacolo. In una gara di 200 chilometri, spesso si deve intervenire più di 200 volte. Non entriamo nemmeno in contatto con i corridori. Corriamo davanti, ci fermiamo se c'è qualcosa da mettere in sicurezza. E poi ripartiamo una volta che il gruppo è passato".
Le persone delle scorte tecniche fanno continue deviazioni per tornare davanti al gruppo e per farlo devono rispettare le regole del traffico: "Se guidi troppo veloce, la multa ti verrà spedita a casa. E poi la paghi - ha spiegato uno degli istruttori - Uomini e donne sono nelle scorte per divertimento. Ma allo stesso tempo sanno che stanno facendo una cosa incredibilmente seria”. Dopo le lezioni teoriche, i motociclisti si sono poi messi in viaggio per provare i percorsi di gara e individuare i possibili ostacoli.
I segnalatori mobili che guideranno l'Omloop Nieuwsblad e la Kuurne-Bruxelles-Kuurne durante il weekend di apertura stanno lavorando sodo: "È un lavoro di responsabilità verso i corridori. Ecco perché lo dico sempre durante la lezioni di teoria: cercare zia, zio o i nipoti che salutano lungo la strada è assolutamente fuori questione. Abbiamo un solo compito: guidare i ciclisti al meglio delle nostre possibilità".
Nessuno in Belgio fa parte della scorta tecnica per soldi, il rimborso massimo riconosciuto per una singola gara è meno di 60€. Giusto il necessario per pagare la benzina, perché un panino invece viene sempre offerto dagli organizzatori. Nelle Fiandre le gare stanno per partire e la parola d’ordine è sempre la stessa: massima sicurezza per i corridori e il pubblico.