I PIU' LETTI
VINCENZO NIBALI SI RACCONTA: «IL CICLISMO MI HA SALVATO»
di Alessandra Giardini | 16/01/2019 | 12:16

Steve Jobs non aveva ancora trent’anni e da pochi mesi aveva inaugurato l’era del Mac, cambiando il mondo e la nostra vita di tutti i giorni. Nel novembre di quell’anno, il 1984, a Messina venne al mondo un bambino destinato a scrivere un altro pezzo di storia. Quella dello sport, il suo sport. Lo chiamarono Vincenzo, come il nonno che anni prima era emigrato in Australia per campare. Nei nomi spesso c’è il nostro destino: sedici anni dopo, nel nuovo secolo, quel bambino fu costretto a emigrare in Toscana per inseguire la sua idea di diventare un corridore in bicicletta. Nel 2005 diventò un professionista. In questi quattordici ha vinto quattri grandi giri (una Vuelta, due volte il Giro d’Italia, un Tour de France), due Lombardia, una Milano-Sanremo, due campionati italiani, due Tirreno-Adriatico. Una vita dopo, a trentaquattro anni, gli obiettivi della sua stagione sono Giro d’Italia e Tour de France. Ma forse sarebbe meglio definirli programmi, come vedremo.

Vincenzo Nibali, sono passati tanti anni. E’ stato tutto troppo veloce?
«No, perché? Siamo andati alla velocità giusta. E siamo ancora qua, come direbbe Sagan».

Non hai mai voglia di fermare il tempo?
«Fermarlo no. Però tornare indietro per evitare qualche sbaglio, quello sì».

Per esempio?
«La cadute. Ti lasciano i segni».

Adesso hai paura?
«No, parlo delle cicatrici. Mi dà fastidio quando me le vedo addosso».

Nessuna paura?
«Dipende».

E’ normale: dopo quello che è successo all’Alpe d’Huez, non te la senti di correre in mezzo ai tifosi.
«Quello è il meno. E’ più brutto correre in mezzo al gruppo a 70 all’ora».

Michael Antonelli, un ragazzo della Nibali Mastromarco, è gravissimo dopo una caduta in corsa. Samuele Manfredi è stato investito in allenamento.
«Queste sono le cose che cambierei se potessi tornare indietro, le cose che ti segnano. Rivorrei indietro Michele Scarponi».

Cos’altro ti ha tolto il ciclismo?
«Intanto mi ha tolto dalla strada. In Sicilia di lavoro ce n’è poco, quello che c’è sono tutte botteghe di famiglia, le ditte sono poche, le trovi da Roma in su. In Sicilia trovi un lavoro decente se hai una famiglia abbastanza forte, altrimenti rischi di fare una brutta fine. Per questo dico che il ciclismo mi ha tolto di strada. Mi ha tolto magari dalle discoteche, da certe amicizie sbagliate. Non che nel ciclismo non ne potessi trovare, ma quelle ci ha pensato il ciclismo stesso a toglierle di torno, nel vero senso della parola. Mi ha dato tanto successo, gloria, soddisfazione, a me e alla mia famiglia. Mi ha tolto sicuramente una parte di gioventù ma se guardo a tutto quello che ho capisco che è stato soltanto un passaggio».

Non avevi un piano B?
«No. Anzi sì, ma non mi piaceva. Sarei andato a lavorare con i miei, in fondo la fotografia mi piace, la cinetecnica pure. Però ero sempre in conflitto, litigavo con mio padre, i nostri sono due caratteri che andavano sempre in contrasto».

Tu sei emigrato per correre. In questo momento in Italia i migranti sono un problema.
«Non ho le competenze per parlare, ma penso che l’Europa ci debba venire un po’ incontro».

Sei diventato quello che volevi?
«Direi di sì».

Giorno di riposo, e ci sono le interviste.
«Ormai ci ho fatto l’abitudine, so che ho anche questo ruolo nel ciclismo».

Pensi mai che un giorno tutto questo potrebbe mancarti?
«Chi lo ha detto che mi mancherà? Magari ci sarà ancora».

Un giorno di riposo vero com’è?
«Divano, copertina, tivù, Emma che gioca con me. Non si stanca mai, le piace quando la lancio in aria. Ancora non sa leggere, ma comincia a contare, a conoscere i numeri. Quando mi ha distrutto, la metto a letto e si spegne di colpo».

E quando Emma dorme?
«Gioco anche da solo. Sono fissato con il modellismo, ma capita sempre più di rado. Mi piacciono i radiocomandi, le macchine, prima usavo quelle a scoppio, adesso quelle a batteria. Se c’è mia moglie guardiamo un film. Tutti i generi, anche horror, se capita. Altrimenti monto e smonto qualcosa in casa. Ho smontato anche l’Iphone».

Ma allora è vero?
«Sono sempre stato così, anche da piccolo. Ho scoperto che in Svizzera si sono inventati il marito in affitto: sei sola in casa e non sai come aggiustare qualcosa? Lo affitti, e viene a ripararti tutto. Io lo saprei fare».

Un uomo da sposare.
«Già sposato».

Emma vi chiede mai un fratellino?
«Lei no. Io avrei voluto tre figli, o almeno una via di mezzo. E’ Rachele che non si convince».

Potresti restare disconnesso? Niente portatile, niente social, niente telefono.
«Penso di sì, non credo che avrei problemi. Ma non vedo perché: rimanere connessi, almeno con le persone che ami, è più comodo».

Mentre stai facendo la storia, te ne rendi conto?
«No. Io faccio tutto con leggerezza. Se pensi che stai facendo la storia diventa tutto più pesante. Diventa un lavoro, non un divertimento».

Avresti fatto il corridore anche da gregario?
«Perché no? Lo fanno in tanti, non ci trovo niente di disdicevole. A me piace andare in bicicletta».

Sky che lascia è una notizia brutta o bella?
«E’ uno sponsor che lascia il ciclismo. Altri ne arrivano».

In Italia non abbiamo più squadre.
«Ma abbiamo un ciclismo».

E in Sicilia?
«In qualche modo si sta cercando di farlo rinascere. Molto dipende dai soldi, è evidente. Fino a qualche anno fa da noi si parlava anche di gare fantasma».

Quanto pensi al tuo futuro?
«Il mio futuro sono le prossime corse, e in fondo vedo il Giro d’Italia».

Però hai incontrato la Trek.
«Se uno sponsor italiano come Segrafredo ha interesse a investire in un corridore italiano, posso non ascoltarlo? Le cose cambiano, anche qui alla Bahrain Merida: con l’ingresso di McLaren non sarà tutto esattamente come prima. Vedremo».

Scegli un capolavoro fra tanti che hai fatto?
«Il Giro del 2016. L’ho rovesciato in due giorni. Sembravo spacciato, era difficile da credere».

E la Sanremo?
«E’ venuta così, quasi per caso».

Non hai avuto paura che ti prendessero?
«Pensavo che potesse succedere, ma non ho mai avuto paura. Forse è per questo che non mi hanno preso».

Farà Giro e Tour: la doppietta è possibile?
«Sarei cauto su questo. Si può competere, questo sì. Ma partire per vincerli entrambi mi sembra esagerato, non mi voglio stressare con questa storia. Non ho mai detto di voler tentare la doppietta, ci hanno provato in tanti ma non ci sono riusciti. Parto concentrato sul Giro poi tirerò una linea e vedrò. Diciamo che il Giro l’ho voluto fare io, il Tour era una richiesta della squadra: siamo arrivati a un giusto compromesso. Ho la maturità per provare a farlo, ma la vedo dura».

Il Giro è una scelta tua.
«E’ una corsa che mi piace tantissimo, l’anno scorso l’ho saltato e quest’anno da italiano mi sentivo di tornare. Il percorso è bello, anche se manca il sud».

Dopo tanti anni, correre è ancora un divertimento per te?
«Mi diverto, mi piace. Il gusto della competizione è ancora quello di un ragazzino».

Alla tua età è ancora possibile pensare di migliorare?
«E’ difficile. La sfida è cercare di mantenere un livello alto».

Qualcuno ti paragona a Gimondi. Il tuo allenatore Slongo mi ha appena confessato che a volte, quando ti segue in macchina, vede l’eleganza di Coppi.
«Forse sì. Ma in tanti mi dicono che assomiglio di più a Bartali. Come carattere, sai, quella storia che non mi va mai bene niente».

da Il Corriere dello Sport

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A mio parere non esiste un capo tecnico più versatile e...

MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta...

È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto...

L’iconico marchio italiano Bianchi ha unito le forze con la squadra di triathlon più vincente al mondo per lanciare il nuovo progetto Bianchi Pro Triathlon Team. Fin dal suo ingresso...

Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van...

Non facciamone un mistero, i team come la UAE Team Emirates hanno tanto potere in questo momento e possono anche permettersi di scegliere in base alle proprie analisi per adottare...

È stato il primo, il vero punto di riferimento per l’intero movimento ciclistico ed oggi il nuovo Varia™ RearVue 820 si presenta più potente, affidabile e luminoso che mai! L’iconico...

Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto costo d’acquisto, ma anche e soprattuto per caratteristiche race che...

La gamma MILLE/UMA GT S11 contiene evidenti ed importanti novità, un upgrade che permette a questi capi di sfruttare una nuova vestibilità e nuove tecnologie per garantire maggior comfort, traspirabilità...

In un TAAC si va a scuola in bici anche d’inverno. Nato dall’estro creativo di TUCANO URBANO, l’OPOSSUM®, il primo copriseggiolino termico multifunzione per bimbi in bici, entra nella gamma...

I body piacciono sempre più e non solo ai professionisti. Il motivo? Semplice, spesso questi capi incorporano le migliori soluzioni e mai come oggi, regalano aerodinamicità, traspirabilità e anche una...

La notizia è di quelle belle, soprattuto per gli appassionati che seguono con empatia e passione le corse durante tutta la stagione. Scicon Sport replica una splendida iniziativa già adottata tempo fa...

Il nuovo occhiale Aerobeam Titanium nasce come sempre accade in casa Scicon Sports da una grande intuizione ma si tratta anche di un nuovo modello che va a soddisfare le...

Santini Cycling è stata nominata partner ufficiale dell’abbigliamento ciclistico della Gravelking UCI Gravel World Series e fornirà le maglie podio ai vincitori élite e delle categorie age group in tutti...

Nelle corse di questi giorni si possono scovare diverse novità, alcune presentate da poco, altre ancora “segrete” anche se già ampiamente affidate ai team. Quella che vediamo sulla Cannondale di...

Il sensore e fascia di cardio ANT+/BLE di Bryton può essere tranquillamente definito come un accessorio intelligente per fornire dati precisi in tempo reali riguardo la frequenza cardiaca durante  ogni...

Pensate ad un numero compreso tra 320.000 e 500.000, ecco, questo è il numero che rappresenta le bici che vengono rubate in Italia! Scendere nel dettaglio e cercare la soluzione...

Nalini, storico brand italiano di abbigliamento tecnico per il ciclismo di alta gamma, annuncia con orgoglio la nuova partnership tecnica con la Saudi Cycling Federation, diventandone fornitore ufficiale di abbigliamento....

Se c’è un marchio che abbiamo imparato a conoscere velocemente in queste stagioni, quello è certamente Nimbl, un’azienda che produce calzature esclusive per il ciclismo, un nome che si è...

Spesso viene messo da parte e trattato molto meno rispetto a micro elementi tanto in voga che siamo abituati a cercare per rimetterci in forma in situazioni di stress o...

«È una decisione dolorosa ma necessaria per la nostra azienda». Con queste parole Fran Millar, Ceo dell’azienda Rapha, ha annunciato la chiusura dei Rapha Cycle Club di Manchester, Miami, Seattle,...

Con l’inizio della nuova stagione ciclistica, Campagnolo rinnova con orgoglio il proprio supporto tecnico al Team Cofidis, confermando una collaborazione strategica che prosegue nel segno della performance, dell’innovazione e della...

Nel 1986 la neonata Rudy Project presentava un occhiale sportivo destinato a diventare iconico: il "Super Performance", primo modello a mascherina del brand. Quel prodotto conquistò in poco tempo notorietà...

L’operazione è semplice: doppio spessore più doppia ammortizzqzione uguale comfort massimizzato. Questo è il risultato a cui punta la nuova proposta Nabico Roubaix Double, un nastro pensato per chi nei...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
di Giorgio Perugini
Siamo alla quarta generazione per la celebre sella SLR di Selle Italia,  una dinastia di selle che attraversa indomita diverse...
di Giorgio Perugini
Spesso siamo portati a pensare che il pedale sia un oggetto definito che non può cambiare, insomma, un elemento della...
di Giorgio Perugini
Umido o asciutto? Eccoli qui, i due estremi che vi fanno tremare quando pianificate la vostra uscita quotidiana e non...
di Giorgio Perugini
Pare che l’idea di partenza sia proprio questa, ovvero quella di interpretare un nuovo concetto di occhiale sportivo in cui...
di Giorgio Perugini
Vi piace sentirvi veloci? Tranquilli, non siete i soli a desiderarlo mentre pedalate. Oggi Wilier con la nuova Filante SLR...
di Giorgio Perugini
Quando le aziende collaborano con numerosi team professionistici da molte stagioni mettendo a punto prodotti di altissima qualità e altamente...
di Giorgio Perugini
In casa UVEX il look ultra-sportivo e le migliori tecnologie disponibili per gli occhiali danno vita ad una collezione di...
di Giorgio Perugini
Fa caldo? Troppo? Dall’asfalto si elevano solo fiamme ma voi desiderate più di ogni altra cosa uscire in bici? Attrezzatevi...
di Giorgio Perugini
Per le giornate più calde un cycling kit leggero e dotato di massima traspirabilità fa la differenza? La risposta è...
di Giorgio Perugini
Potremmo senza dubbio definirlo il kit più veloce prodotto da Castelli ed è quello con cui il team Soudal Quick-Step...
di Giorgio Perugini
Ieri è sta una giornata prestigiosa per il Team Lidl-Trek, vincitori al Tour de France con un velocissimo Jonathan Milan...
di Giorgio Perugini
Con il modello CGO009 Tenways va ben oltre quello che si intende per e-bike urbana, infatti, si tratta di un...
di Giorgio Perugini
La forcella su una gravel, la stravolge? La rende più comoda ed efficace? Oppure la appesantisce e basta? Le domande...
di Giorgio Perugini
Fizik, brand capace di scrivere pagine importantissime nel ciclismo di oggi con selle e scarpe diventate in breve oggetti di...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy