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COST TU COST. In Kentucky ho messo piede a terra - 9
dalla Redazione | 22/08/2014 | 08:46

Qui in Kentucky non è come da noi. Fai una cosa come questa, a cinquant'anni e passa, cioè il ciclo-backpacker in bici attraverso uno stato-continente, e per la stragrande maggioranza della gente sei un tipo COOL. Una cosa un po' come "figo", mi si consenta l'uso del vetusto neologismo (contraddizione apparente: la lingua è sempre più viva anche se c'è chi attenta costantemente alla sua vita, come lo scrivente). Da noi invece fai una cosa del genere e se ti va bene - sotto sotto - sei visto come: a) un pazzoide fallito con abitudini poco igieniche e un futuro certo come clochard (tipica, diffusissima visione piccolo-borghese); b) un ridicolo neo-hippie anche un po' yuppie (visione medio-altoborghese); c) uno che sta cercando di impressionare qualcuno, ma non cevto noi che abbiam già fatto ben più che tal cosa, pev esempio un tvekking in Kavakovum con gli shevpa fatti venive apposta dal Nepal - son piu` affidabili degli Hunza - e c'eva puve Simone Movo coll'elicottevo, che ci consigliava attvavevso le nostve tablets (visione neopseudoaristocratica, la più odiosa direi).
Siamo onesti e diciamolo: che ti bollino in modo diverso da questi tre è possibile in meno dell’1 per cento dei casi. Per fortuna ne conosco un po’, e "ho" i lettori di tuttobiciwebtech, o almeno alcuni.

Ma in Kentucky e in generale negli Usa no, non si rischia questa forma di (silente) emarginazione sociale, ma al contrario si rischia che capiti in una cittadina che si chiama Clay (ma Shaw o Bertrand? Era l'uomo-chiave del caso JFK, che fu scandalosamente assolto in un processo dei tanti da rifare), ti siedi a mangiare qualcosa, qualcuno chiama il sindaco e quello viene a presentartisi e ti tratta come fossi dello staff di Barack Obama. Immagina l'imbarazzo di uno che quando lavorava per un giornale famoso (diciamo COOL per la maggioranza degli italiani) faceva una fatica boia a confessarlo - e chi mi conosce lo sa -, il che mi è pure costato qualcosa perché l'understatement è una biodiversità poco italiana e poco italiota, ma finiamola qui perché siam lontani nello spazio e nel tempo. Il Kentucky è derby, le più belle corse di cavalli al mondo, è piantagioni di tabacco, è whisky a fiumi (consti che non ho mai consumato dell'uno e rarissimamente dell'altro, neh, detto sia con rispetto per chi sì), ed è anche, almeno in queste date, un'umidità tropicale da non credere, sebben si pedali lungo il 37° parallelo e un'infarinatura liceale di geografia astronomica mi è sufficiente a capire che è abbastanza normale, no?

Quel che non è normale - nemmeno qui negli incredibili States - è arrivare verso sera in un posto così: lago artificiale da un centinaio di ettari o su di lì; riserva naturale entro-e-circostante, con installazioni turistiche discrete ed eleganti, cottage in affitto, campeggi da urlo, golf a 18 buche, aero-superficie con pista da 1600 metri, spiaggia con vista su una riviera di fronte dove tra le fronde della foresta intravedi villazze stile sequenza finale di "Intrigo internazionale"  di Hitchcock (titolo originale a me ignoto: James Mason il cattivo, Cary Grant il buono e la biondina di turno a Hollywoodlandia, che rischia di cadere dal naso del presidente Jackson a Mount Rushmore, do you remember?). Ecco tu arrivi in un posto così e sei l'unico in spiaggia, l'unico al campeggio, l'unico al ristorante-bar, e in giro non c'è un'anima a parte qualche addetto alle pulizie, e non c'è assolutamente nessuno ma perfino l'aeroporto è tutto acceso e ti aspetti che arrivi Joe Biden per un vertice segreto con Bill Gates che probabilmente è il proprietario di tutto (e manco lo sa), e invece niente di ciò: è semplicemente la prima settimana delle scuole aperte e le vacanze in Kentucky sono un pallido ricordo. Ragazzi ma che flash, per uno che dei fine-vacanza ricorda solo quelle atmosphere felliniane da Bagno Adriatico Lux dove nessuno più svuota i cestini, i gabbiani dominano e fa già anche un po' freddino.

Kentucky per il vostro ciclo-inviato era anche il primo poster di basket appeso sopra il letto della cameretta: Jay Shilder, dei Kentucky Wildcats, campioni Ncaa 1978, quando accopparono Moro e a un 15enne di allora l'America sembrava, chissà cosa sembrava, ma non quello che sembra adesso. Cioè un po' di tutto e molto di niente, pero un gran bel niente in tante cose, e peccato ci siano certi peccati originali (ultrasprechi di energia, business armamentistico, neoliberalismi estremizzati) così difficili da emendare.

Scusate il solito divagare da sociologo della mutua e prendete nota dell'aspetto per noi fondamentale delle altimetry: anche qui è roba da elettrocardiogramma di infartato in fase acuta. Doveva succedere ed è successo: in Kentucky, nono stato su 10 da sudare, il vostro Sergio Gh. mise infine piede a terra su una salitella infingarda che i locali (che la fanno in quad) chiamano The Hell. Fatti 500 metri a piedi, come quasi 30 anni fa sul Passo di San Marco, che l'eterno e scorrettissimo rivale De Pascale ha sempre sostenuto avere il sottoscritto scalato interamente a piedi, un falso storico che andrà in qualche modo vendicato.

Ah, e in Kentucky, nel Kentucky più rurale (perché è nel verde più verde che passa logicamente la Route 76 - da 1776-1976 - altro alias della nostra TransAm) ho anche visto il lupo, quello vero, il progenitore dei cani tutti, un'altra cosa che non mi capitava dall'adolescenza, quando mia madre etologa e cinofila tenne in casa per un po' un cucciolone di siberiano puro... ma adesso basta perché qui si va, lo riconosco, verso il freguntubo più totale.

E comunque, prossimo giro Massimo in Olanda, eh? Salite basta. Anche perché (mitico Jannacci), "Gira l'Olanda/gira si sa/perché l'America/bene o male/l'é semper là".
Ciaugraz!

Sergio Ghisleni

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