I PIU' LETTI
L'ORA DEL PASTO. ALE DONATI, I RACCONTI DEL DIESSE
di Marco Pastonesi | 27/02/2019 | 07:52

Chi è un direttore sportivo, se non un ammiraglio? Che indica, accompagna, conduce. Chi è un direttore sportivo, se non un fratello maggiore o un secondo papà? Che comprende, conforta, esorta. Chi è un direttore sportivo, se non un pilota? Che sgomma, sgasa, sfreccia. Chi è un direttore sportivo, se non un sacerdote laico? Che ascolta, confessa, racconta, legge i sacri testi (il Garibaldi, innanzitutto), spesso prega, qualche volta manda al diavolo.

Alessandro Donati, 40 anni da compiere alla vigilia del Giro d’Italia, abruzzese di Atri ma con casa a Pescara, è un direttore sportivo. Alla Nippo-Vini Fantini-Faizané. Al Tour of Antalya, da ammiraglio, conduceva un galeone con due italiani (Damiano Cima e Giovanni Lonardi, poi secondo assoluto) e due giapponesi (Hiroki Nishimura e Hayato Yoshida), e così indicava, confortava, sgommava, spesso pregava e qualche volta mandava al diavolo. E, strada facendo, raccontava. Una storia d’amore. La sua.

Chilometro zero. “Basket e pallavolo, a scuola. Atletica, a 14 anni terzo ai campionati italiani, 2 mila metri, in pista. Calcio, ala destra, mi voleva il Pescara. Invece ciclismo. Perché cresciuto in una famiglia di ciclisti: mio nonno faceva un po’ di tutto per una squadra di dilettanti, il Bar Sportivo Pescara, maglia a strisce verticali bianche e nere come la Juventus, fra i suoi anche Franco Franchi, non l’attore, ma un futuro gregario di Fausto Coppi. Papà William, un anno professionista nella Ferretti, con Alfredo Martini direttore sportivo. E lo zio Antonio, un anno professionista nella Germanvox, von Vito Taccone capitano. E soprattutto mio fratello Walter, più piccolo ma più forte, innamorato di Marco Pantani, andava come un grillo, in salita mi staccava, la sua morte mi ha spinto a tentare quello che avrebbe voluto fare lui. Correre. La mia prima bici una Moser grigia, acquistata da Palmiro Masciarelli. Uscivo con gli amici, di giorno, in bici, uscivo anche con altri amici, di sera, come disc-jockey. Finché un giorno mi hanno chiesto di portare la borsa con il vestiario, e poi mi hanno detto o la borsa o il ciclismo. Per una settimana ho fatto la vita del corridore, a letto presto, poi ho vinto. Fine della carriera da disc-jockey e inizio di quella da corridore”.

Primo traguardo volante. “Così al ciclismo sono arrivato tardi. Junior, dilettante, ho smesso durante il servizio militare, ho ricominciato dopo. E professionista, nove anni, da gregario. Per Stefano Garzelli, Luca Paolini, Michele Scarponi, Fred Rodriguez e Frank Vandenbroucke, che aveva i suoi problemi, ma anche una classe immensa… Orgoglioso di essere stato un gregario. Non ero veloce, lo sapevo, vincere non era il mio mestiere, ma ero un trattore, e amavo dare tutto per il mio capitano, le sue vittorie le sentivo, in parte, anche mie. Tirare e inseguire, portare e riportare, infine rialzarmi, sfatto ma soddisfatto. Alla fine mi ero guadagnato anche il ruolo di regista in corsa: vedevo, intuivo, decidevo. Il massimo riconoscimento da Garzelli: là voglio essere davanti, mi diceva, al resto pensaci tu. Del mio ciclismo non rimpiango nulla, rifarei tutto, magari – potendo – meglio”.

Rifornimento. “La Parigi-Roubaix del 2010. La vigilia facciamo una ricognizione degli ultimi 90 km di corsa, compresa la foresta di Arenberg, dalla quale pensavo che non sarei uscito vivo, pedalavamo con le gomme gonfiate a 4,7 di pressione e il cerchione batteva. In corsa, invece, prima in fuga, poi con Paolini, rimediando a due forature e dribblando qualche caduta, all’ingresso della foresta eravamo appallati, si andava in leggera discesa a 60 all’ora, non era possibile entrare tutti nella strada a imbuto, eppure nessuno frenava, pensai ‘adesso ci sdraiamo’, fui l’unico a sfiorare il freno, e persi una cinquantina di posizioni. Nella foresta si andava così forte che le ruote planavano sulle pietre. Quando Bruno Cenghialta mi ha disse ‘vai!’, io ero già cotto. Ma per orgoglio tenni duro. Vedevo campioni sul ciglio della strada, fermi, o che giravano a vuoto con il 39. Arrivai a Roubaix con una trentina di corridori. Fummo accolti da un boato che, se ci ripenso, mi vengono ancora i brividi.  Non partecipai allo sprint. Ventottesimo, tra Greg Van Avermaet e George Hincapie. Non sapevo che davanti a noi ce ne fossero solo nove, altrimenti qualche altro ‘morto’ lo avrei superato. Comunque secondo fra gli italiani, però non mi filò nessuno. Il giorno dopo pensavo che mi avrebbero raccolto nel sacchetto dell’immondizia, invece non avevo dolori”.

Sosta pipì. “Neoprofessionista, domandai ad Andrea Ferrigato quanto mancasse alla salita. Mi rispose: giovane!, il libriccino va studiato. Ancora da neoprofessionista, Bo Hamburger mi chiese se volessi una Coca-Cola, gli risposi, entusiasta, di sì, e lui mi disse: allora va a prenderne due. Sempre da neoprofessionista, in Belgio, in tre settimane guadagnai quattro kg: mangiavo per fare 200 km, poi dopo 80 mi ritiravo”.

Secondo traguardo volante. “Gran premio di Waregem, forai, per rientrare ci misi 40-50 km, in quel momento Johan Museeuw si era fermato per fare la pipì e il gruppo si era aperto, così mi ritrovai in fuga con dei passistoni, tutte bestie, grandi e grosse, davanti a me c’era lo svedese Magnus Backstedt, due metri, altrimenti non si sarebbe chiamato Magnus, quando si spostava prendevo tanto di quel vento che non riuscivo a dargli il cambio, lui mi diceva ‘tu italiano furbo’, gli rispondevo ‘no, io italiano stanco’, e poi ‘io italiano morto’, finché cedetti, finito come un calzino, nello stesso tratto di pavé venni ripreso dal gruppo e poi staccato”. "Sempre in Belgio, nevischiava, guardavamo all’ammiraglia in cerca di una parola di conforto, Franco Gini ci disse: non sono mica stato io a dirvi di correre in bicicletta”.





Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Questa collezione speciale GIRO - chiamata The Shadow Collection - trova piena ispirazione nella rassegna iridata del 1974 di Montreal e soprattutto nello speciale ritorno del 2026, esattamente sulle stesse...

La nuova capsule “THE ACE”del brand fiammingo Van Rysel basata sulla RCR-G vede la luce ufficialmente al festival Sea Otter Europe e mette in mostra prestazioni di altissimo livello: questa...

Giuseppe Bovo, direttore generale di Nalini, torna dal Giappone con un risultato di grande valore: il settimo posto ai Campionati del Mondo UCI Gran Fondo 2026. La prestigiosa manifestazione sportiva...

L'azienda italiana Repente trova sempre un modo corretto e innovativo per distinguersi, esattamente come accade con la sella Nomad 3D. In questo caso la tecnologia di stampa tridimensionale viene ricoperta...

Dal 20 al 27 settembre 2026 Montréal sarà il cuore del ciclismo mondiale, ospitando i Campionati del Mondo su strada UCI. Per Santini Cycling, l’appuntamento canadese rappresenta un nuovo capitolo...

Ci sono voluti anni di esperienza, attente valutazioni e prove matematiche per arrivarci, ma il risultato è notevole. POC presenta oggi il nuovo casco da cronometro Sonal, un prodotto realizzato...

La ricerca della Grail ha portato gli ingegneri Canyon dal manubrio Double Decker, attraverso i successi di gara della seconda generazione vincente all'Unbound e al Campionato del Mondo, fino a...

Le nuove ruote SC 45 i30 rappresentano la nuova proposta VISION per il fast gravel che spopola oggi, un set dotato di canale interno da 30 mm e una innata...

Tadej Pogačar è tornato a pedalare, ma per ora in casa e lo ha fatto in una nuova serie MyWhoosh "Train with Tadej”, l’occasione giusta per offrire agli appassionati una...

Arexons S.p.A. produttore italiano di prodotti chimici per la cura dell'auto, il fai-da-te e la manutenzione industriale, che ha festeggiato il suo centenario nel 2025, annuncia che Mario Patrick Parenti...

Siamo alle porte dell’autunno e in casa Santini arrivano preziose novità. Si parte con una nuova esperienza di navigazione digitale grazie ad un nuovo portale completamente rinnovato nel suo aspetto...

Dopo aver seguito la presentazione ufficiale, all'Italian Bike Festival abbiamo provato in prima persona la nuova Monoscocca Ducati. In compagnia dei testimonial del marchio motoristico che ha presentato i suoi...

Enric Mas del Movistar Team ha appena inciso il suo nome nella storia del ciclismo portando a casa la classifica generale de la Vuelta a España a bordo della sua...

Castelli amplia la popolare gamma Espresso con il nuovo pantaloncino Espresso Thermal Bibshort e la calzamaglia TRNSTN Bibtight,  capi a cui abbina un gilet Espresso 2 Vest e nuove opzioni...

Dieci giorni per parlare di bici, ma anche dieci giorni per vivere la bici nella sua totalità con i Doctorbike Days dal 18 al 27 settembre, un vero festival ciclistico...

Con 11, 1 kg nel montaggio migliore, la nuova Trek Domane+ SL si conferma la e-road più performante e leggera del brand americano, ma anche quella che vi porta più...

Fotocamera, audio open-ear, Meta AI e integrazione con Garmin e Strava: gli Oakley Meta Vanguard portano la tecnologia degli smart glasses nel mondo del ciclismo. Uno degli accessori più semplici...

È la stessa su cui ho pedalato a lungo per l’ultimo test che vi abbiamo proposto (qui la nostra prova), ma questa volta l’abito è quello delle grandi occasioni visto...

In vista dei Campionati Mondiali su Strada UCI 2026, che si terranno a Montréal, Canada, dal 20 al 27 settembre, l'Union Cycliste Internationale (UCI) e il suo Partner Ufficiale, il...

È stata fatta con il cuore e lo si avverte al primo colpo di pedale. All'International Bike Festival abbiamo provato la nuova De Rosa Merak che sull'asfalto dell'autodromo di Misano...

Non ci sono dubbi, l’Equipe ThermoBooster è l’ultima evoluzione del “mid layer” elvetico, un capo in grado di offrire un equilibrio termico notevole grazie all’isolamento Hyperlight, al tessuto SENS AIR...

Rincorrere un primato è sempre importante, anche perché avere un obiettivo è fondamentale per ogni progetto, ma immagino che nei pensieri di Patrick Clark, proprietario e fondatore di Particle, la...

DMT fa un altro salto di qualità e punta sempre più in alto. Stavolta nel gravel. In occasione dell’International Bike Festival di Misano l’azienda veronese ha presentato il suo nuovo...

Santini svela la collezione FW26/27 con tecnologia Polartec, pensata per affrontare le diverse condizioni dell’inverno: dalla nuova Magic Plus Waterproof Jacket, progettata per affrontare le condizioni meteorologiche più difficili, con...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Dopo aver seguito la presentazione ufficiale, all'Italian Bike Festival abbiamo provato in prima persona la nuova Monoscocca Ducati. In compagnia...
Fotocamera, audio open-ear, Meta AI e integrazione con Garmin e Strava: gli Oakley Meta Vanguard portano la tecnologia degli smart...
È stata fatta con il cuore e lo si avverte al primo colpo di pedale. All'International Bike Festival abbiamo provato...
di Giorgio Perugini
Come spesso accade in casa Giro, anche l’Eclipse Pro nasce da una strettissima collaborazione con i professionisti e in questo...
di Giorgio Perugini
Rudy Project presenta oggi il nuovo occhiale multisport Astral ARC, un prodotto dotato di lente cilindrica e montatura ecosostenibile per...
di Giorgio Perugini
Nel ciclismo moderno ogni grammo fa la differenza, ma saper limare il peso senza compromettere la struttura dell'oggetto che si...
di Giorgio Perugini
Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
di Giorgio Perugini
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
di Giorgio Perugini
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
di Diego Barbera
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
di Giorgio Perugini
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy