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CANYON GRAIL SLX, TUTTE LE DEFINIZIONI LE VANNO STRETTE
di Giorgio Perugini | 27/08/2018 | 09:50

 

Gravel? All road? Strada? Ciclocross? Fitness bike? Bici da viaggio? Difficile arginare le potenzialità di Grail! Non lo so se sono l’unico ma da quando ho visto la Canyon Grail ne sono rimasto letteralmente stregato. Ebbene sì, noi di Tuttobicitech non abbiamo mai deriso il particolare manubrio messo a punto da Canyon, anche perché a noi le novità tecniche ci fanno impazzire. Quando Canyon fa qualcosa, questo qualcosa ha un suo senso e nella norma funziona davvero alla grande. Questo è quello che è capitato anche con il nuovo manubrio Hover Bar, l’elemento principale che caratterizza la strepitosa Grail.

Dobbiamo chiamarla gravel Bike perché le strade bianche e i cambi di terreno sono nel suo DNA, ma vi assicuro che questa bici viaggia alla grande anche sull’asfalto per poi lasciare a bocca aperta chi vi segue nelle varie divagazioni nello sterrato.

Qui non ci sono sospensioni e tutto si basa su un progetto semplice ma ben riuscito in cui la maggior parte delle sollecitazioni derivanti dal terreno vengono filtrate dall’originale manubrio a due piani, un sistema che offre una presa alta comoda come nessun altra ed una bassa perfetta per guidare nei settori più veloci.

Può un manubrio essere così tanto speciale?

Hover Bar ha una parte alta che sfrutta la naturale elasticità insita nei prodotti in composito e si dimostra incredibilmente comoda mentre si pedala in scioltezza non solo sullo sterrato ma anche sull’asfalto. Basta posare le mani sulle parti piatte per capire come il « piano alto » viaggi in prima classe rispetto ad un manubrio tradizionale, con una sola aggiunta rispetto a questo di  soli 120grammi di peso in più. Appena la velocità o il percorso lo richiedono, è possibile scendere con le mani sul drop per avere la sensazione di cavalcare una bici diversa, più agile e nettamente più reattiva.

La presa in questa zona può sfruttare la larghezza del manubrio e tutta l’ergonomia del progetto. Come vedete, Canyon Grail ha due anime e tutto dipende solo dal manubrio. Considerate inoltre che sul passo la presa bassa su Hover Bar concede una posizione parecchio performante per tenere ottime medie e a lungo! Idealmente, questo manubrio integrato si continua sul tubo orizzontale, integrandosi a meraviglia nel design del triangolo anteriore.

Il telaio in carbonio ferma l’ago della bilancia a 865g nella taglia M per la versione SLX (1040 per la SL) ed è un monoscocca di notevole consistenza con geometria sport e interasse abbastanza lungo. Il tubo sterzo e il movimento centrale sono davvero rigidi, una caratteristica che si apprezza grazie alla decisione con cui il telaio risponde quando si spinge con forza sui pedali. Il merito di tanta precisione nella guida si deve anche alla forcella, dritta e sottile nel solito stile Canyon.

I perni passanti e i generosi cerchi in alluminio vi lasciano tutta la libertà di passare da pneumatici tassellati a quelli stradali con grande velocità e di puntare (perché no?) anche sul tubeless, probabilmente la soluzione migliore per gustarsi Grail a fondo. La bici delle foto è allestita con Shimano Ultegra Di2, ma se desiderate potete optare sulla monocorona, anche se ritengo che la doppia sia la trasmissione che vi possa offrire più opportunità. Viaggiare? Perché no, Canyon e Topeak hanno avviato una preziosa collaborazione che ha prodotto una robusta e capace serie di borse per equipaggiare la vostra futura Grail.

 

Il reggisella VCLS 2.0 è l’asso nella manica per addolcire il retrotreno, infatti, questo reggisella filtra tutti gli scossoni senza stravolgere la posizione in sella con inutili compressioni. Nel complesso, il telaio viene curato nei minimi dettagli come se ritrattasse di un prodotto aero, basti guardare le sezioni dei tubi, il morsetto integrato per regolare l’altezza sella ed anche i vari spessori con cui è possibile alzare il manubrio senza creare alcuna interruzione tra tubo sterzo e manubrio.

 

Nello sterrato è perfettamente a suo agio e sull’asfalto morde bene e non disperde molto, a patto che non esageriate con pneumatici votati al fango. Passando da una presa all’altra sul manubrio avrete a disposizione due ciclistiche diverse, una comoda ed una seconda decisa e ruspante.

 

Dire Garvel non vuol dire avere per forza una bici pesante!

I 7.8 Kg nella taglia M sono davvero pochi per una bici come questa, un prodotto pieno di sorprese che stupisce in ogni contesto. Perché scegliere Grail? Semplice, perché non sceglierla! Se siete amatori dal piglio agonistico potete sfruttarla per allenarvi soprattutto d’inverno ma se siete ciclisti meno esasperati e la ricerca della prestazione non è in cima alle vostre esigenze, troverete in Grail un elemento tuttofare con cui potrete passare dall’uscita tirata con gli amici al viaggio estivo libero e selvaggio. Tuto questo è condito dalla solita perfezione teutonica e per quanto riguarda l’Italia, anche da Canyon Italia, una struttura estremamente professionale che all’occorrenza può risolvere qualsiasi problema…a patto che riusciate a trovarlo!

 

https://www.canyon.com/it/road/grail/

 

★★★★★ design

★★★★★ finiture

★★★★☆ tecnologia

★★★★★ pianura

★★★★☆ leggerezza

★★★★☆ montagna

★★★★★ comodità

★★★★☆ versatilità

★★★☆☆ aerodinamica

 

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