È il seguito a una pubblicazione su questo sito, il 24 gennaio scorso, di un articolo intitolato “Tour d’antan – quei due Marcel seduti sul manubrio della bici” che ha indotto il noto fotografo Remo Mosna, trentino di Aldeno, ai piedi del monte Bondone dal versante della Val d’Adige, a proporre, in tema, l’immagine qui pubblicata.
Remo Mosna, con notevole passione e costanza, segue in moto da decenni anche il ciclismo professionistico con un occhio o, meglio nel caso, obiettivo, puntato sui molteplici pedalatori trentini dagli anni d’oro della dinastia Moser fino ai giorni nostri.
La foto scattata al velodromo di Bassano del Grappa durante la Sei Giorni al Velodromo Rino Marcante con pista in cemento lunga 400 metri, ritrae Allocchio, allora con fisico slanciato e i riccioli racchiusi nel casco danese, ai limiti fra la fascia di riposo e il prato del campo di calcio, seduto sul manubrio della sua bici.
Alle sue spalle, un po’ sfuocato dall’ambientazione notturna, s’intravvede Claudio Golinelli, collega, soprattutto pistard, ed amico di Stefano Allocchio. Entrambi possono vantare palmarès di specifico rilievo in varie specialità, sia su strada, sia su pista, testimoniato dagli annuari ciclistici, comunque, assai noti agli appassionati.
Ora Stefano Allocchio, da tempo direttore di corsa del Giro d’Italia e di tutte le corse organizzate dalla Gazzetta dello Sport, svolte le operazioni e le procedure relative alle fasi di ritrovo, trasferimento e via connesse alla sua funzione, può sedere, con ben maggiore confortevolezza e spazio, all’interno della vettura ammiraglia della direzione corsa e poi riemergere dal tettino con il busto esposto nelle fasi calde della competizione con, ahinoi, i residui “riccioli” al vento.