I PIU' LETTI
FABIO FELLINE. «L'OBIETTIVO? TORNARE A VINCERE, SE POI E' UNA CORSA CHE CONTA...»
di Valerio Zeccato | 24/05/2020 | 08:20

Trentenne torinese, da cinque anni residente nel Principato di Monaco, Fabio Felline in questo incredibile e drammatico 2020 ha tagliato il traguardo dell’undicesimo anno tra i professionisti. Questa stagione, la prima nell’Astana Pro Team, doveva essere un anno importante, quello del rilancio per il talentuoso corridore che ha colto risultati importanti in carriera ma non è mai del tutto riuscito a far esplodere le sue indubbie potenzialità.

Non è stato certo fortunato, il piemontese, che sin dalle corse nelle categorie giovanili aveva impressionato per risultati e modo di muoversi nel gruppo. La pandemia ha purtroppo violentemente rimescolato tutte le carte in tavola e Felline - dopo circa 2000 km di gare nell’abbrivio di stagione - è stato costretto a fermarsi, come hanno fatto tutti del resto.

Il torinese aveva esordito con il team kazako in Australia al Santos Tour Down Under dove come miglior risultato ha ottenuto il 5° posto nella seconda tappa; poi altra breve corsa a tappe in Francia al Tour de La Provence e quindi due classiche del pavé in Belgio, la Kuurne-Bruxelles-Kuurne e la Omloop Het Nieuwsblad Elite.

«Il mio programma era incentrato sulle corse di primavera e quello che è accaduto mi ha fatto saltare tutti i piani - spiega il torinese, da tre anni fidanzato con Nicoletta -. Nel 2019 per tanti problemi non sono mai entrato nei primi dieci al traguardo, quest’anno avevo iniziato bene con un quinto e un nono posto in Australia. Poi sono andato in ritiro al Teide alle Canarie e sono tornato a correre a febbraio in Francia per quella che era una corsa a tappe più adatta agli scalatori, nella quale ho aiutato la squadra che è andata forte vincendo con Vlasov e sfiorando il bis con Lutsenko. Nelle due gare in Belgio ho fatto degli errori io e non sono riuscito a fare bene, ma in definitiva la mia partenza di stagione la giudico positiva. Il bello doveva arrivare quando c’è stata la chiusura totale: il clou del mio programma erano le Classiche del Nord col pavé, con l’opzione del Giro delle Fiandre, poi ancora ritiro al Teide e quindi Giro d’Italia. Tutto è saltato purtroppo e adesso con la squadra bisognerà decidere cosa fare col nuovo calendario che per forza di cose è molto concentrato».

Il rapporto con l’Astana Pro Team come è stato in questa anomala situazione di quarantena?
«Ci si sentiva settimanalmente con i direttori sportivi, quelli che mi seguono sono Zanini e Martinelli; il team via mail ci ha tenuto sempre aggiornati su come organizzare gli allenamenti, sui prossimi ritiri e sul nuovo programma di corse, sempre che vada tutto bene e si possa ripartire. Io sono convinto che sarà giugno il mese cruciale per tutto: se ci saranno le conferme che la situazione sanitaria è migliorata veramente, allora anche il ciclismo potrà ripartire».

Il 2017 è stato sicuramente un buon anno per te: splendido trionfo in solitaria nella prima corsa italiana, il Trofeo Laigueglia in Liguria, ottime prestazioni in Belgio con il 16° posto alla Liegi-Bastogne-Liegi e 19° al Giro delle Fiandre, due delle cinque classiche monumento. Che rapporto hai con queste splendide e immortali gare?
«Sono tutte corse che mi piacciono tanto, nelle quali ho dimostrato di poter non dico vincerle, ma di sicuro essere competitivo. Se riuscissi a ritrovare la condizione del 2017, quando non sono andato lontano dai primi, mi piacerebbe riprovare ad entrare nei 10 o anche nei 5 al traguardo. Non sono un fenomeno, ma quell’anno stavo veramente bene e i risultati parlavano chiaro. Al Fiandre ho lavorato sodo per la squadra e alla fine sono comunque arrivato davanti. Stesso discorso per la Liegi e alla Omloop Het Nieuwsblad (una volta denominata Het Volk, ndr) dove ho sfiorato il podio chiudendo al quarto posto, staccando il gruppetto degli inseguitori e arrivando alle spalle di corridori del calibro di Van Avermaet, Sagan e Vanmarcke. Non sono mai stato un campione tale da far dire alla squadra: oggi si corre per Fabio. Ma in quella stagione non mi sentivo lontano da quei campioni e penso di poter ritornare a quel livello, a respirare quelle sensazioni. Il 2016 era stato l’anno condizionato dal grave infortunio alla Amstel Gold Race e la stagione seguente ero arrivato al via preparatissimo dopo aver passato un ottimo inverno e andavo veramente forte. Correvo nella Trek Segafredo ed era arrivato Alberto Contador, per cui avevo le motivazioni alle stelle visto che in squadra c’era il campionissimo spagnolo. Poi non sono stato troppo fortunato, ho avuto grossi problemi con la toxoplasmosi prima e una lesione al tendine poi, oltre a qualche altro incidente: tutte situazioni che non mi hanno permesso di allenarmi bene e di conseguenza raggiungere buoni risultati. In tre anni ne ho persi più della metà per motivi non dovuti alla mia volontà, e sinceramente non era piacevole leggere, o sentire, le critiche di chi diceva che Felline non aveva voglia di fare sacrifici, non aveva voglia di fare il corridore. Cose che fanno decisamente male...».

Passiamo alle classiche in Italia: più che buono il tuo feeling con le Strade Bianche dove ti sei piazzato 8° nel 2015 e 13° nel 2013. Un po’ più complicato il rapporto con la Classicissima Milano-Sanremo dove come miglior risultato hai la 20a piazza nel 2014.
«La Sanremo del 2014, ricordo, era quella che pioveva e faceva un grandissimo freddo, noi avevamo Cancellara in squadra e quindi giustamente si lavorava per lui e non ci si poteva muovere. Nel 2015 sempre per il campione svizzero ho chiuso il buco sul Poggio e poi non ne avevo più, nel 2017 avevo forato prima del Capo Berta ma sulla Cipressa ero già tornato davanti, però lo sforzo di rincorrere da solo in una corsa di 300 km alla fine ti chiede il conto. Voglio dire che la Sanremo è una corsa che sento, sono piemontese e da ragazzino andavamo spesso ad allenarci su quelle strade, d’inverno il ritiro era sempre in Liguria. Sulla carta è una corsa perfetta per le mie caratteristiche, ma bisogna dimostrarlo… Per quel che riguarda le Strade Bianche, il mio miglior piazzamento l’ho ottenuto all’esordio dove ero stato di supporto a Cancellara che però ad un certo punto si era piantato e così ho fatto la mia corsa. Anche con questa gara ho un buon feeling».

Sei capace di destreggiarti su ogni percorso e vai bene anche a cronometro, lo dimostrano i risultati come il successo nel 2017 ad Aigle in Svizzera nel prologo del Tour de Romandie o i podi tricolori con l’argento nel 2018 e il bronzo nel 2017.
«Andare forte al giorno d’oggi a cronometro è determinante se vuoi curare la classifica sia di una breve corsa a tappe che naturalmente di un Grande Giro. E’ una specialità che mi piace e alla quale voglio continuare a dedicarmi, era un obiettivo con l’Astana per questa stagione. Non sono un cronoman puro che nella corsa singola emerge, piuttosto uno che va bene quando la crono è inserita in un contesto di altre tappe dove contano tante altre cose: la fatica fatta, la capacità di recuperare in fretta da un giorno all’altro, e altro».

Una carriera nella quale la dea bendata spesso ti ha girato le spalle. Ma a parte questo hai qualche rammarico?
«Vincere una Classica del World Tour è una cosa grandissima. Vincere una tappa in uno dei tre Grandi Giri è una cosa grande. Palesemente poteva cambiare la mia immagine il fatto di vincere almeno una frazione al Giro d’Italia, il mio rammarico è proprio quello: ho fatto tre secondi posti alla corsa rosa senza mai riuscire a tagliare primo il traguardo. Ho conquistato la maglia verde della classifica a punti alla Vuelta nel 2016, ma mi dispiace moltissimo non aver mai vinto una tappa in questi tre Grandi Giri».

Giugno decisivo per la ripartenza, hai detto. Il programma ora ancora non ce l’hai, ma per questi prossimi frenetici mesi di gare hai il classico “sogno nel cassetto”?
«Non specifico la gara, ma il mio sogno è tornare ad alzare la braccia al cielo sotto lo striscione d’arrivo, non mi importa dove. L’ultima volta che ho sorriso è stato nel 2017, mi manca non esserci più riuscito».


Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha...

Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata?...

Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco...

È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova,...

La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart,...

L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale...

L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita...

Il sistema è uno dei migliori sul mercato: prevede la connessione diretta alla batteria dell’e-bike tramite un cavo D-type da 3, 5 mm, ora scollegabile e sostituibile indipendentemente per semplificare...

È possibile provare la qualità del “fatto a mano” nelle uscite quotidiane senza spendere cifre astronomiche? Con i Challenge ELITE Pro tutto questo è assolutamente realizzabile: è proprio  questo il...

Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta definitiva alla calura estiva. Leggerezza, raffreddamento da primato e aerodinamica...

Chi pratica attività sportiva oltre il tramonto sa bene quanto sia importante essere ben visibili su strada, una sicurezza che possiamo ottenere scegliendo la luce adatta alle nostre esigenze. Passando...

Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere conquistando fama e stima da una popolazione vastissima di pedalatori....

In occasione del Tour de France Femmes avec Zwift (1–9 agosto 2026), Alé ha realizzato una nuova livrea per il team Fenix-Premier Tech, che le atlete indosseranno lungo le nove...

Columbus, lo storico produttore milanese di tubazioni per telai e componenti, ha annunciato l'ampliamento della sua collezione di manubri e forcelle in carbonio con una serie di componenti dedicati al...

Garmin Ltd. (NYSE: GRMN) ha annunciato di aver acquisito le piattaforme di allenamento TrainingPeaks e TrainHeroic, destinate ad atleti e allenatori. L'acquisizione rafforza l'ecosistema fitness di Garmin, offrendo esperienze...

La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello che vi serve davvero sottomano e direttamente sul tubo orizzontale,...

Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30 minuti, operazione piuttosto semplice) sia sulle sue dimensioni mastodontiche. Sarà...

Tadej Pogačar ha vinto il suo quinto Tour de France, entrando nella leggenda del ciclismo. Lo ha fatto ancora una volta indossando gli occhiali Scicon Sports. Per celebrare questo traguardo...

SIDI, brand specializzato nella produzione di calzature da bici ad alte prestazioni, prosegue il proprio percorso nel campo dell’innovazione presentando la Wire 3, nuova scarpa da strada che unisce traspirabilità,...

Dal modello Bikone Aero di 77 grammi, sviluppato in collaborazione con UAE Team Emirates, nasce una edizione speciale di soli 500 esemplari che abbina un esclusivo design celebrativo a prestazioni...

Il marchio Chamois Butt’r, distribuito in esclusiva in Italia da Ciclo Promo Components, si distingue per la produzione di creme di altissima qualità destinate a migliorare il vostro comfort in...

C'è un colore che, nel ciclismo, conta più di ogni altro. Il giallo. Il colore della maglia del leader del Tour de France, e di una delle maglie più riconoscibili...

È lei la regina di casa SIDI, quella con cui il marchio ha rilanciato il nuovo logo proprio sul finire della scorsa stagione, la stessa Shot 3 on cui Isaac...

La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum Series è a mio avviso il capo che la rappresenta...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
di Giorgio Perugini
TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
di Giorgio Perugini
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy