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AIRACE. LE TRAPPOLE DEGLI STERRATI. LIVE E IMMAGINI
di Giuseppe Figini | 25/07/2019 | 07:28

 

Dopo il criterium a tutta velocità di ieri sera a Mestre, l'Adriatica Ionica Race entra nel vivo con la seconda frazione. La linea grafica dell’altimetria – se così vogliamo chiamarla – di questa seconda frazione dell’AIR 2019 è rappresentata e rappresentabile con un continuo tratto uniforme, senza alcuna variazione né all’insù, né all’ingiù, per tutti i km 189 della tappa che unisce Favaro Veneto, la partenza, con Grado, sede d’arrivo nel Friuli-Venezia Giulia. Non è prevista alcuna difficoltà altimetrica, benché minima, lungo il tracciato che si sviluppa nell’entroterra, seguendo l’andamento planimetrico della non lontana costa adriatica con il mare che sarà poi visibile solamente nella parte finale della corsa.

Caratteristica della tappa è di proporre tratti su strade con fondo sterrato della campagna veneta e friulana, con tutto quello che questo comporta per l’andamento della corsa chiamando ogni corridore al massimo dell’attenzione e dell’impegno anche nella gestione di guida della bicicletta.

Il ritrovo e la partenza sono a Favaro Veneto, importante località sempre situata nell’ambito comunale del capoluogo di provincia e regione, ossia Venezia, alla sua estremità orientale della terraferma, e nella municipalità di Favaro Veneto sono compresi pure gli abitati di Ca’ Noghera, Ca’ Solaro, Dese e Tessera dove sorge l’importante e frequentatissimo aeroporto Marco Polo. La municipalità, nel suo insieme, conta circa 25.000 abitanti.

Le origini della borgata costitutiva di Favaro Veneto risalgono al periodo medievale e il suo territorio, con vaste aree boschive e paludose, è stato sottoposto a varie bonifiche in diversi tempi. Questo ha consentito l’espansione urbana, sempre legata alle vicende storiche di Venezia e di Mestre. Il territorio ha comunque conservato vaste aree verdi. Di buon rilievo è la chiesa di Sant’Andrea Apostolo con l’alto campanile caratterizzato da notevole pendenza e il palazzo del municipio. Il centro è dotato di vari impianti sportivi.

Si passano le frazioni di Zuccarello e San Liberale, entrambe frazioni del comune di Marcon per giungere quindi a Quarto d’Altino, popoloso centro attraversato dal tratto finale del fiume Sile con il Parco naturale regionale che riprende il nome del fiume e una rilevante zona archeologica. E’ zona di fiorente agricoltura con varie attività artigianali e della piccola/media industria. Notevole è la chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo.

Segue il passaggio nella contigua provincia di Treviso toccando San Cipriano, frazione di Roncade, località dove è stato girato il film documentario “Terra madre” del regista Ermanno Olmi con un sito di rara bellezza campestre. Per estensione territoriale Roncade è il secondo comune della provincia, dopo il capoluogo Treviso, con importanti ville venete e, fra queste, spicca, Villa Giustinian mentre l’economia presenta buona produzione vitivinicola abbinata ad attività manifatturiere diversificate. Il tracciato prosegue per Monastier di Treviso, comune sparso con sede comunale nella frazione di Fornaci sovente ricordato da Ernest Hemingway nei suoi racconti sul primo conflitto mondiale e, pure qui, sorgono belle ville tipiche.

Ponte di Piave è un altro centro legato al ricordo degli eventi bellici della “grande guerra”, è ora importante riferimento vitivinicolo di pregio. Qui è nato nel 1946, Marcello Bergamo, ottimo professionista dal 1969 al 1978, trasferitosi in Lombardia e imprenditore nel settore dell’abbigliamento ciclistico. Anche il fratello Emanuele è nato qui nel 1949 e pure lui ha gareggiato fra il professionisti per cinque stagioni. Dopo avere superato le frazioni di Levada e Busco, la corsa incontra Fossalta Maggiore, frazione del comune di Chiarano che si prospetta subito dopo e, nel territorio, convive armonicamente la tradizione attività agricola e vitivinicola, con una diffusa rete di produzioni industriali in vari settori. Si prosegue nel comune di Cessalto, per la frazione Sant’Anastasio, quindi Lugugnana, popolosa località di Portogruaro, comune di nascita di vari corridori quali Roberto Amadio, Stefano Cattai, Renato Piccolo e giungere quindi a San Michele al Tagliamento, il vasto comune in provincia di Venezia, al confine orientale  con il Friuli-Venezia Giulia, provincia di Udine, nel cui territorio è compresa la notissima località balneare di Bibione con l’estesa pineta marittima.

In terra friulana il tracciato prevede il passaggio da Precenicco, con la chiesa parrocchiale di San Martino Vescovo, luogo di nascita nel 1946 del noto calciatore e poi dirigente Ariedo Braida, quindi Palazzolo dello Stella, dal nome del fiume che lo attraversa. E’ qui nata Gae Aulenti, Gaetana all’anagrafe, (1927-Milano 2012), designer e architetta di fama e levatura mondiale. Segue Casale della Madonna, località del comune di Carlino, sviluppato centro agricolo, sempre nella Bassa Pianura friulana, per passare quindi da Porto Nogaro, antico porto fluviale sul fiume Corno, nel comune di San Giorgio di Nogaro che abbina alla tradizionale agricoltura varie attività.

Si raggiunge Torviscosa, comune che ha conosciuto un importante sviluppo industriale con la produzione tessile del tessuto in cellulosa che ha originato pure il nome del comune, nella prima metà del 1900, dopo una vasta opera di bonifica. Si prospetta quindi il passaggio da Cervignano nel Friuli, luogo di nascita di Paolo Flores d’Arcais (1944), noto filosofo e saggista. E’ il centro di riferimento della Bassa Friulana. D’interesse architettonico sono il Duomo e altre più antiche chiese unitamente a varie ville. La corsa transita poi da Terzo d’Aquileia, comune interessato da due importanti strade romane quali la via Annia e la via Postumia che conducevano entrambe ad Aquileia, con interessanti edifici religiosi e altri civili. E’ rinomata la“festa della zucca”di metà ottobre che si rinnova annualmente dall’epoca medievale e giunge ad Aquileia, sede di un TV. La località è caratterizzata da lunga e prestigiosa storia iniziata nel 181 a.C., anno di fondazione come colonia romana, poi capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana. E’ pregevolissimo sito archeologico e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli il cui vessillo tre origine dallo stemma di Aquileia. La zona archeologica e la Basilica Patriarcale sono Bene protetto dall’UNESCO. Sono nativi di Aquileia il calciatore e poi allenatore Luigi “Gigi” Delneri (1950) e Paride Tumburus (1939-2015), colonna del Bologna degli anni 1960 con lo scudetto conquistato nel 1964 con la partita spareggio contro l’Inter. Si supera la sua frazione di Viola, la località di San Lorenzo prima di giungere in provincia di Gorizia, a Isola Morosini, frazione del comune sparso di San Canzian d’Isonzo che ha la sede municipale nella sua frazione di Pieris. Questo luogo, ciclisticamente, si collega al ricordo dei fatti qui avvenuti durante la Rovigo-Trieste, 14^ tappa del Giro d’Italia 1946. All’altezza di Pieris dimostranti favorevoli a Titoli impedirono il passaggio della corsa rosa lanciando pietre. Avvenne un arrivo simbolico a Trieste con il triestino Giordano Cottur davanti a Bevilacqua.

San Canzian d’Isonzo è il comune di nascita di famosi personaggi del calcio: Gastone Bean (1936), Lucio Bertogna (1946), Fabio Capello (1946), Mario Tortul (1931-Genova 2008) e altri ancora.

Si raggiunge infine il territorio di Grado, arrivo di tappa, passando da Villaggio Primero e Grado Pineta. Il territorio di Grado si estende fra l’omonima laguna che comprende circa trenta isole con l’isola maggiore di Grado, quella di Schiusa collegata a Grado da due ponti e di Barbana sono stabilmente abitate, la foce del fiume Isonzo e il mar Adriatico. La zona fruisce di un clima temperato e piacevole ed è titolare di una lunga e articolata storia attraverso i secoli testimoniata da varie costruzioni architettoniche di notevole rilievo quali la basilica di Santa Eufemia e la vicina basilica dedicata a Santa Marie delle Grazie e il santuario mariano di Barbana.

L’origine della sua notorietà quale stazione balneare e termale – “Isola del Sole” è la sua definizione - è di lunga data, dalla fine del 1800, quando apparteneva all’impero austro-ungarico, molto amata dall’aristocrazia asburgica per le famose, estesissime, spiagge sabbiose con fondali generalmente bassi. Riserva alla cosmopolita e numerosissima platea dei suoi frequentatori un ampio ventaglio d’offerte per ogni tipo di vacanza che interessano il paesaggio, la cultura, l’ospitalità e le tradizioni di Grado che si richiamano, in parte, a quelle di Venezia.

Biagio Marin (1891-1985) è un poeta e scrittore di primo rilievo, sempre legato luogo di nascita, Grado, alle sue tradizioni e al dialetto gradese. E’ a lui intitolata la centralissima piazza con il palazzo municipale.

Il Giro d’Italia ha proposto nel 1954 la tappa Padova-Grado, vinta da Adolfo Grosso mentre nel 209 vi fu la partenza della 3^ frazione, con arrivo a Valdobbiadene, vinta da Alessandro Petaccchi. In tempi recenti varie gare a tappe, maschili e femminili, hanno proposto alla ribalta Grado.

per leggere la cronaca diretta della tappa a partire dalle 11,50 e vedere le immagini alle 18 CLICCA QUI

 

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