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BICILAB. L'altezza ideale della sella? È soggettiva
dalla Redazione | 21/04/2014 | 08:22

L'altezza sella ideale potrebbe sembrare uno dei parametri più semplici da calcolare in un buon assetto biomeccanico. Invece non è così.

Partiamo da diversi metodi, ognuno ottenuto con una ricerca diversa:
Metodo Pruitt: l'altezza sella ideale è il 107% della distanza sinfisi pubica – terra, il cavallo per intenderci. Il valore ottenuto viene riportato sulla bici da sella a pedale nel punto più lontano ad essa.
Metodo Haushalter: l'altezza sella ideale è quella che consente al tallone di rimanere sempre appoggiato al pedale, pedalando all'indietro, con la gamba completamente stesa nel punto morto inferiore.
Metodo Hinault: l'altezza sella ideale è un semplice calcolo matematico: altezza cavallo * 0.885.
Questi i più diffusi.

Però, secondo noi di Bici Lab Davide Cassani, questi metodi danno sicuramente un buon punto di partenza. Che però, non è necessariamente il punto di arrivo dopo aver effettuato diverse analisi.
Partiamo col dire che la pedalata è fatta di 4 fasi distinte:
−    fase di spinta
−    fase per superare il punto morto inferiore
−    fase di trazione
−    fase per superare il punto morto superiore
Il posizionamento ottimale prevede che il ciclista sia il più efficiente possibile (o che ostacoli il meno possibile) in tutte e queste 4 fasi.
L'altezza sella condiziona l'efficienza in maniera importante. Un'altezza sella più alta, consente un'efficienza maggiore nella fase di spinta. Viceversa, una sella più bassa, consente un'efficienza maggiore nella fase di trazione. Dobbiamo assolutamente trovare il punto che ci consenta di avere più efficienza in fase di spinta senza sacrificare la fase di trazione e per poter superare il più velocemente possibile, con la minore dispersione, i due punti morti.
A tal proposito, in Bici Lab Davide Cassani, noi utilizziamo la formula di Hinault, riadattata secondo i nostri calcoli. Dopodichè effettuiamo una fase in dinamica che analizza tutti i “gradi di pedalata” durante ogni singola evoluzione, variando l'altezza sella di mm in mm. Per ogni singola posizione ottenuta andiamo ad analizzare tutti i 360° di evoluzione di pedalata indivuando il punto di maggior compromesso in tutte e quattro le fasi.



Bisogna sottolineare che molte sono le variabili che intervengono nel determinare l'altezza sella: periodo dell'anno in cui si effettua il test, elasticità muscolare, eventuale squilibri muscolari tra muscoli utilizzati nella spinta e trazione, rotazione di bacino, qualche kg in eccesso che potrebbe far ruotare il bacino per evitare il continuo contatto coscia-addome, etc, etc.
Noi ci facciamo aiutare dal MEP Misuratore di efficienza di pedalata che in tempo reale ci disegna un grafico complesso.



Nella maggior parte dei casi, i vari grafici ed i valori ci aiutano a capire al volo quale punto di altezza sella sia il migliore. Nei casi più complessi, dove magari i picchi di forza applicata al pedale sono più veloci, andiamo a recuperare il file nativo che il misuratore di potenza scrive in tempo reale e andiamo ad analizzarlo.
Aprendolo banalmente su di un foglio di calcolo abbiamo tutti i dati della forza applicata alla pedivella in ogni singolo grado della circonferenza di evoluzione di pedalata. Sia per la pedivella dx che sx. Inoltre abbiamo anche il punto dove viene applicata la forza sul pedale e la relativa direzione.
Questo ci aiuta a poter analizzare la pedalata con tutta calma. Solo così riusciamo a trovare la posizione con più punti di forza applicati alla pedivella, andando a scartare le posizioni con meno punti di forza e soprattutto dove la forza applicata è negativa quindi ostacola la pedalata.



L'obiettivo di una altezza sella ideale è andare a riempire la circonferenza di evoluzione di ogni pedalata con più punti attivi, di spinta o trazione sul pedale.
Infine, bisogna considerare però, che non sarà mai possibile avere una pedalata attiva e produttiva in tutta la circonferenza tracciata. Purtroppo, i vincoli imposti dall'escursione articolare limitata di caviglia, ginocchio e coxo-femorale (anca) vanno a rendere impossibile questo. Avere articolazioni sane e con un buon “gioco”, però aumenta  sicuramente la percentuale di punti di spinta/trazione produttivi.

Marco Gatti
www.bici-lab.it info@bici-lab.it


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