Ok, è un fenomeno, ma immaginarsi Isaac Del Toro già vincente nella prima tappa dell’UAE Tour 2026 era francamente difficile. Su questo stesso arrivo a Liwa Palace l’anno scorso prevalse la potenza di Jonathan Milan e nemmeno un timido tentativo di Tadej Pogačar impedì al friulano di imporsi.
Quello che non è riuscito allo sloveno nel 2025, però, è riuscito al giovane compagno messicano nel 2026. «Volevo provarci, se mi fosse andata male non sarebbe cambiato nulla, invece mi è andata bene e ho guadagnato qualche secondo sui miei avversari - racconta il portacolori della UAE Team Emirates-XRG -. Avevo guardato i video dell’anno scorso e il tentativo di Tadej, e devo ammettere che alla fine è andata meglio del previsto. Realisticamente non pensavo di avere molte chances di farcela, ne ho parlato durante la tappa coi miei compagni e abbiamo concordato che comunque tanto valeva provarci. Avevo vinto la prima gara dell’anno anche due anni fa al Tour Down Under, ma qui ha un sapore diverso, con questa maglia e in questo Paese».
Sono quindi bastati i primi 118 km della sua stagione per capire che sì, è lo stesso Del Toro dello scorso anno. Con questa sono 22 le vittorie conquistate da professionista, 19 delle quali ottenute negli ultimi 11 mesi.
L’attesa per il faccia a faccia con Remco Evenepoel si fa sempre più calda. Domani, con la cronometro individuale di Hudayriyat Island (12,2 km), si entra nel campo in cui il rivale è quasi intoccabile e vederlo difendere la maglia sarebbe ancor più sorprendente, forse, di quanto ha fatto oggi. «Ovviamente uso la bici da cronometro, ma non quanto dovrei in realtà. Vediamo come va domani, se perdo la maglia nessun dramma, non faccio calcoli, quel che succede succede» ha concluso Del Toro con la sua consueta calma olimpica.