C’è ancora un po’ di deserto nell’inizio di stagione di Jonathan Milan. Dopo le due vittorie all’AlUla Tour, il friulano rilancia con l’UAE Tour 2026, dove l’anno scorso si portò a casa due tappe, un giorno in maglia di leader e la classifica finale a punti.
Sereno e pacato, il gigante di Buja ha appena cominciato una stagione piena di obiettivi: «L’anno scorso è stata una bellissima esperienza e proveremo a ripeterci quest’anno - ha detto Johnny alla vigilia -. All’AlUla Tour abbiamo già ingranato la marcia giusta e ora bisogna continuare. Siamo qui con un bel treno, che abbiamo già rodato, ma gli avversari non mancano».
In Arabia Saudita il capitano della Lidl-Trek ha vinto due volate su tre, venendo battuto solo da Matteo Malucelli l’ultimo giorno. Neanche a dirlo, la giornata che più è rimasta in testa all’ultima maglia verde del Tour de France è quella in cui è stato battuto: «Certo, l’ho analizzata bene. I ragazzi avevano fatto un grande lavoro, ma c’era vento laterale e sono partito troppo presto. Mancavano 300 metri e ai -100 metri mi sono seduto perché ero a tutta e Malucelli mi ha passato. Quando non vinci impari, e noi abbiamo imparato».
Le corse arabe fanno storia a sé quando si parla di volate: stradoni larghi e ampi, pochissime curve, velocità altissime e più punti di riferimento per gli sprinter che vogliono battezzare la ruota di un avversario. Quella di Milan sarà senz’altro la più gettonata: «Le volate mi piacciono tutte, sennò sarebbe un problema no? A parte gli scherzi, anche questo tipo di sprint non mi dispiacciono, ma come dico sempre ogni volata fa storia a sé - spiega ancora il friulano -. Queste son belle gare per un velocista, perché sei al caldo e hai tante occasioni per provare a lasciare il segno. E poi c’è la possibilità di ventagli, hai modo di fare sforzi diversi che a inizio stagione sono molto utili, soprattutto in vista delle classiche. Insomma lo spazio per divertirsi c’è sicuramente».
A proposito di ventagli, la prima tappa dell’UAE Tour si svolgerà di fatto in mezzo al deserto del Liwa, con raffiche di vento attese attorno ai 30 km/h e sabbia vagante in strada. È quindi lecito attendersi nervosismo e velocità alte in gruppo, senza dimenticare l’insidioso finale verso il palazzo di Liwa, con la strada che sale al 4% per 1500 metri e che l’anno scorso premiò proprio Milan.
L’UAE Tour, in un certo senso, passerà alla storia perché per la prima volta in startlist ci sono due Milan, Johnny ma anche suo fratello più piccolo Matteo, classe 2003 e all’esordio tra i professionisti con la Groupama-FDJ United. Non sorprendiamoci, quindi, se questa settimana vedremo un Milan cercare la ruota di un altro Milan. «È speciale averlo qui - spiega Johnny -. Eravamo piccolini e sognavamo di sfidarci ed essere professionisti assieme. Sapere che in gruppo c’è anche lui mi rende felice. È in una squadra che crede in lui e che punta molto sulle sue qualità». Guai però a pensare che Matteo sia solo “il fratello di…”, perché più fonti, compreso un certo Simone Consonni, ci hanno confermato che il piccolo di famiglia va molto forte. «Posso confermarlo anch’io. Dovrà prendere un po’ le misure col nuovo mondo e la nuova squadra, ma l’importante è che si diverta» conclude Johnny.
Per l’intervista completa a Jonathan Milan vi rimandiamo alla puntata di BlaBlaBike di lunedì prossimo 23 febbraio. Si parla di margini di miglioramento, Milano-Sanremo, Mads Pedersen e tante altre cose