Sarà un compito delicato quello che avrà Isaac Del Toro questa settimana all'UAE Tour 2026. Il messicano è chiamato a guidare la squadra di casa, la UAE Team Emirates-XRG, in quella che è una delle corse più importanti dell'anno per loro. E qui, quando non è venuto il cannibale Tadej Pogačar, la squadra ha sempre fatto piuttosto fatica. Il ricordo più recente è quello del 2024, quando i capitani designati Brandon McNulty e Jay Vine saltarono per aria salendo verso Jebel Hafeet, privando la squadra di avere almeno un uomo nella Top 10 finale, cosa rarissima per loro.
Certo, sulla scala del talento Del Toro non sembra avere nulla a che fare coi due corridori succitati, seppur fortissimi. Dal canto suo il messicano non vuole fare proclami e, come sempre, è di poche parole alla vigilia della gara. La prima cosa da fare è riportare il motore a pieno regime, visto che questa è anche la sua prima uscita stagionale. «C’è un po’ di pressione e responsabilità, ma siamo tutti consapevoli che questa è la mia prima gara stagionale, quindi non sappiamo bene cosa attenderci».
Per battere questo Evenepoel, però, bisognerà già essere brillanti: «Remco è favorito, anche solo per il palmares che si porta dietro - ammette ancora il campione nazionale messicano -. Ovviamente farò del mio meglio per metterlo difficoltà, vediamo come starò fisicamente, ma la speranza è sicuramente quella di essere davanti a lottare coi migliori. L’inverno è andato bene, ho anche fatto un bel blocco di allenamenti in Messico, quindi mi auguro di avere buone risposte».
Il suo 2025 parla di 18 vittorie, un bottino impressionante per un corridore al secondo anno da professionista. Come fu per Tadej Pogačar qualche anno fa, l'impressione è che questo ragazzo abbia ancora tanto da mostrare: «Sono grato alla squadra per l’opportunità che mi sta dando e per la fiducia che mi dimostra ogni giorno. Quella dello scorso anno è stata una stagione incredibile, ma so che c’è ancora qualcosa da aggiustare e migliorare. Tadej? Ci parlo, abbiamo discusso anche di questa gara, ma non vi dico certo cosa mi dice».