La storia, ormai, la conoscete tutti: Emilien Jacquelin è il biatleta francese tifoso e cultore del mito di Marco Pantani che ha ottenuto dalla famiglia del grande campione romagnolo il dono di poter affrontare le Olimpiadi portando al lobo sinistro l'orecchino di Marco.
Pochi giorni fa Jacquelin aveva sfiorato il podio, giungendo quarto nella Sprint 10 km, ma oggi il sogno è diventato realtà con tanto di dedica al grande Pirata nella prova ad Inseguimento: Emilien Jacquelin ha conquistato la medaglia di bronzo e sul rettilineo d'arrivo ha prima portato la mano al lobo dell'orecchio e poi le ha alzate entrambe al cielo per dedicare il successo al suo mito (gara vinta dallo svedese Ponsiluoma, argento al norvegese Laegreid).
E poco dopo, nello splendido stadio del biathlon di Anterselva, Emilien Jacquelin ha portato idealmente con sé Marco Pantani, a 22 anni e un giorno dalla sua morte, chiudendo quel cerchio olimpico che aveva visto il campione romagnolo al via, dopo mille polemiche, nella prova in linea a Sydney, vinta da Jan Ullrich, nella nazionale che comprendeva anche Paolo Bettini, Michele Bartoli, Danilo Di Luca e Francesco Casagrande.
Una classica storia olimpica, quella di Jacquelin, una storia da medaglia d'oro.