Gennaio 1975, Bologna, Bar Rex. Fu intorno al tavolo da biliardo, tra una briscola e un Campari, che Maranga lanciò la sfida: bicicletta. Febbraio 1975: la prima riunione e la scelta del giorno della corsa. Marzo, aprile, maggio 1975: uscite e allenamenti, la maggior parte in solitaria, per non dare punti di riferimento. 15 giugno 1975: la corsa, il Gran premio Bar Rex, il classico giro di San Lorenzo e Mongardino, 45 km tra andata e ritorno, partenza e arrivo davanti al Bar Rex, in palio un prosciutto e 10 consumazioni gratis, una ventina di concorrenti, pronti-via.
Una delle storie di “La voce del cortile” (Damster Edizioni, 156 pagine, 15 euro) è a pedali. Le altre, Andrea Bartoli le dedica al calcio e al Subbuteo, alle Olimpiadi domestiche e alle biglie, alle cerbottane e al Bologna inteso come calcio la-squadra-che-tremare-il-mondo-fa, ma anche all’asilo di via Monterumici, dove tutto cominciò, o anche a Stanlio e Ollio, insomma un’educazione sentimentale, un c’era una volta, un c’eravamo tanto amati, un romanzo – vero – di formazione.
Ma torniamo al Gran premio Bar Rex. Le otto del mattino, un caldo inaspettato, le temperature oltre la media. L’andatura allegra e già il primo staccato, Delone, che agli altri fece segno di proseguire senza di lui. Il secondo a cedere fu Frizzantino, colpa della colazione del campione appena consumata al bar, un bicchiere di Pignoletto ghiacciato e una crescentina bella unta. Sulle prime rampe si involarono Pelo e Bob, i più giovani del gruppo, su di loro rinvenne Maranga detto il Fenomeno. Poi fu guerra. Salite e discese, a tutta. Con un martire, Sfighè, che in una curva finì lungo, sbatté contro il muro di una casa, cambio distrutto e copertoni forati, finale richiesta di una telefonata a casa per farsi venire a prendere dalla moglie. La fuga solitaria di Maranga fu ripresa nel finale, quando il Fenomeno era vuoto, scarico. A 500 metri dall’arrivo, una rotonda. Maranga la prese in contromano, guadagnò una cinquantina di metri sul gruppo, tagliò il traguardo con le braccia al cielo. Ma così non si vince. Fra le proteste generali, Maranga tentò inutilmente di difendersi e Alfredo, l’organizzatore, fu costretto ad annullare la sfida. Un’ora dopo il contestatissimo arrivo, giunse al traguardo anche Delone, felice e contento.
Morale: qualche mese più tardi i protagonisti del Gran premio Bar Tex si ritrovarono per banchettare con il prosciutto mai assegnato; assente, più o meno ingiustificato, Maranga il Fenomeno; quanto a Delone, si scoprì che quell’ora di ritardo l’aveva accumulata godendosela con la moglie di Maranga, di cui era il virtuoso amante.
“La voce del cortile” è del 2023 e avrebbe potuto essere un film alla Pupi Avati o un amarcord più alla Francesco Guccini che alla Federico Fellini. Sulla copertina del libro c’è la foto di una ventina di cicloturisti, maglie di lana e cappellini con la visiera, braccia conserte e addominali rilassati, scappati di casa e uomini in fuga, amatori da soste al bar e tapascioni da panini alla mortadella. Con storie da raccontare. Come questo dialogo. “’Sai mamma che Marchino questa sera ci fa vedere la bicicletta nuova appena comprata?’. ‘Ah sì, perché domani è già vecchia?’. La risposta gelò il sangue di Folle, mettendolo in pratica con le spalle al muro. Poi, l’intuizione. ‘Certo, andrebbe bene anche domani ma di sera è meglio, questa bici ha le manopole del manubrio fosforescenti’”.