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LE TOUR 2026. 1 SOLA CRONO INDIVIDUALE, 5 CATENE MONTUOSE E 2 ARRIVI ALL'ALPE D'HUEZ: «IN CRESCENDO!»
di Francesca Monzone | 23/10/2025 | 12:28

L'intero percorso del Tour de France 2026 è stato svelato al Palais des Congrès a Parigi e immediatamente si immaginano le salite dove i grandi uomini della classifica generale si daranno battaglia e con i traguardi veloci dove assisteremo alla potenza degli sprinter. Si partirà da Barcellona in Spagna, ci saranno due tappe a cronometro e  poi Pirenei e Alpi per una Grande Boucle che non regalerà niente a nessuno. Dopo la partenza in Spagna, la più meridionale nella storia del Tour, il gruppo arriverà il terzo giorno sui Pirenei orientali, passando per la località di Les Angles, prima di dirigersi a ovest verso Pau. La Gironda e la Dordogna offriranno una tappa di trasferimento ideale per i velocisti prima di due giornate impegnative sul Massiccio Centrale.

Poi i velocisti sfrutteranno le loro ultime opportunità prima dei Vosgi e delle Alpi, teatro dell'unica cronometro individuale di quest'anno e di un'ultima, selvaggia giornata con 5.600 metri di dislivello tra Le Bourg-d'Oisans e l'Alpe d'Huez, prima di tornare a Parigi e correre a Montmartre, come nel 2025.

Ci saranno tante montagne e la corsa gialla toccherà le cinque catene montuose francesi: Pirenei, Massiccio Centrale, Jura e Vosgi e sulle Alpi ci saranno due arrivi all'Alpe d'Huez, tra cui un'ascesa senza precedenti dal Col de Sarenne alla vigilia del traguardo a Parigi. Il viaggio verso nord-est si snoderà attraverso le montagne del dipartimento del Cantal, con arrivo di tappa a Le Lioran (10a tappa), seguito da Jura e Vosgi. Dopo due settimane di gara, Le Markstein inaugurerà un weekend in cui tutto può succedere. La salita alla stazione sciistica arriverà al termine di una serie di sofferenze con la nuovissima Le Haag (14a tappa), che potrebbe rivelarsi decisiva quanto il Plateau de Solaison (15a tappa), pronto a debuttare al Tour subito dopo il Col du Salève.

Gli appuntamenti per i velocisti saranno a Pau (5a tappa), Bordeaux (7a tappa) e a Dordogna (8a tappa), Nevers (11a tappa) e Chalon-sur-Saône (12a tappa), anche se dovranno condividere la scena con gli specialisti delle fuga, che sicuramente segneranno con il pennarello rosso  le tappe di Ussel (9a tappa) e Belfort (13a tappa).

L'unica cronometro individuale si svolgerà sullo sfondo del Lago di Ginevra (16a tappa) e ha il potenziale per rimescolare le carte in vista della trilogia alpina. 

1 tappa: Barcellona - Barcellona (19 km, cronometro a squadre)
Il Tour de France partirà con una cronometro a squadre, come a Bruxelles nel 2019. Come alla Parigi-Nizza dal 2023, verranno presi in considerazione i tempi individuali. Possiamo quindi immaginare i migliori corridori di ogni squadra scortare i loro leader della classifica generale fino ai piedi delle salite finali, le colline del Montjuïc e dello Stadio Olimpico, da dove potranno prendere il via.

Tappa 2: Tarragona - Barcellona (182 km)
Tarragona rappresenterà il punto più a sud mai toccato dal Tour. La parte interessante arriverà nella seconda parte della tappa, dove si concentreranno le difficoltà, tra cui un triplo passaggio attraverso la Côte du Château, il versante più ripido del Montjuïc. Questo sarà il primo incontro per i corridori di classifica, e quindi per Pogacar, Van der Poel e i loro colleghi.

Tappa 3: Granollers - Les Angles (196 km)
Attraverso i Pirenei si viaggerà verso la Francia con una tappa che  prevederà  3.950 m di dislivello. Il Col de Toses, con il versante fino a La Molina, è una classica del Tour de Catalunya, e la salita a Les Angles, nuovo arrivo del Tour, dopo il passaggio per Font-Romeu, non saranno abbastanza impegnativi da innescare una battaglia per la classifica generale. Possibile una tappa da molti risvolti.

Tappa 4: Carcassonne - Foix (182 km)
Si preannuncia una battaglia tra fuggitivi e velocisti sulle colline, mentre si attraversa il Paese Cataro, dove ci saranno ancora quasi 3.000 m di dislivello da superare. Il Passo del Montségur, a 35 km dal traguardo, dovrebbe separare i fuggitivi dai corridori da Classica.

Tappa 5: Lannemezan - Pau (158 km)
Bisogna tornare alle edizioni del 1992 e del 2015 per trovare un Tour de France che ha atteso fino al quinto giorno di gara per il primo sprint di gruppo. Il percorso non presenta punti difficili e Pau, dopo aver incoronato i velocisti Sean Kelly, Robbie McEwen, Arnaud Démare e Jasper Philipsen, dovrebbe essere teatro di un primo testa a testa tra Jonathan Milan e Tim Merlier.

Tappa 6: Pau - Gavarnie-Gèdre (186 km)
La città di Pau, è città di tappa per la 77a volta nella storia del Tour, darà nuovamente spazio agli scalatori con il Col d'Aspin (12 km al 6,5%), l'imperdibile Col du Tourmalet (17,1 km al 7,3%), utilizzato lo scorso anno per la vittoria di Thymen Arensman alla Luchon - Superbagnères (Lenny Martinez in testa), e la salita molto più ondulata di Gavarnie-Gèdre (18 km, 7 km al 3,7%) nel cuore del magnifico circo glaciale di Gavarnie. Il programma prevede 4.150 metri di dislivello.

Tappa 7: Hagetmau - Bordeaux (175 km)
Questa tappa, che lascerà i Pirenei e attraverserà la regione delle Landes, dovrebbe essere ancora una volta adatta agli uomini da classiche.  

Tappa 8: Périgueux - Bergerac (182 km)
Le due città, separate da una cinquantina di chilometri nel loro tratto più breve, hanno legato i loro destini al Tour, avendo ospitato ciascuna la corsa quattro volte: cronometro (1961, vittoria di Anquetil; 1994, vittoria di Indurain; 2014, vittoria di Tony Martin) e un'eccezione nel 2017 con una tappa in linea vinta da Marcel Kittel a Bergerac.

Tappa 9: Malemort - Ussel (185 km)
Sarà questa una tappa con 3.300 metri di dislivello dove potrebbero accadere molte cose e non bisogna lasciarsi  ingannare dall'unica salita sul Suc au May (3,8 km al 7,7%), o dal Mont Bessou, situato a 24 km da Ussel, che dopo il Tour du Limousin, entra per la prima volta nella massima serie con il Tour de France.

Tappa 10: Aurillac - Le Lioran (167 km)
Sarà questa un'altra giornata con oltre 3.000 metri di dislivello (3.900 m per l’esattezza) che riporterà il gruppo a Le Lioran, proprio come nel 2024, quando Jonas Vingegaard superò Tadej Pogacar in volata. La Maglia Gialla aveva preso il comando a 32 km dal traguardo sul Pas de Peyrol, nuovamente in programma (7,8% contro 6%) ma, insolitamente, si era fermato dopo aver accumulato un vantaggio di circa quaranta secondi. Sul terreno di casa di Romain Bardet, al suo ultimo Tour, il danese è risalito sul Col de Pertus (4,4 km all'8,5%) senza ribaltare la classifica generale.

11a tappa: Vichy - Nevers (161 km)
Ritorna con questa frazione  un finale per velocisti con un percorso relativamente tranquillo fino a Nevers, città di tappa spesso vista nella Parigi-Nizza, dove gli sprinter più potenti, hanno sempre avuto la meglio. Come accaduto con le vittorie di Cipollini, Kirsipuu, Steegmans. Al Tour, erano 22 anni che la prefettura della Nièvre non era più una città d'arrivo, quando la vittoria andò ad Alessandro Petacchi.

12a tappa: Circuito di Nevers Magny-Cours - Chalon-sur-Saône (181 km)
Come per la Parigi-Nizza, sarà il circuito di Magny-Cours ad ospitare la corsa gialla . Ma mentre la Parigi-Nizza prevedeva una cronometro a squadre, questa volta avremo una tappa in linea, con qualche salita, a Montagny-lès-Buxy (2,6 km al 4,3%), per movimentare il finale prima della discesa verso Chalon-sur-Saône.

Tappa 13: Dole - Belfort (205 km)
Questa è l’unica giornata che supererà i  200 chilometri e si dirigerà verso est e offrirà una grande opportunità per gli avventurieri, su un terreno difficile. Dopo aver attraversato Mélisey, roccaforte di Thibaut Pinot, tutto potrebbe accadere al Ballon d'Alsace prima di scendere di nuovo a Belfort.

Tappa 14: Mulhouse - Le Markstein (155 km)
Tre anni dopo la vittoria di Tadej Pogacar, Le Markstein torna sul percorso del Tour. Questa volta la partenza sarà da Mulhouse per un tratto breve (155 km) ma molto ripido (3.800 m di dislivello), che include il Grand Ballon, il Col du Page, il Ballon d'Alsace e il finale attraverso il Col du Haag, che tre anni fa era solo una strada sconnessa e quest'estate offrirà alcuni tratti di pendenza impegnativi (11,2 km al 7,3%).

Tappa 15: Champagnole - Plateau de Solaison (184 km)
Poco prima del secondo giorno di riposo, il gruppo correrà quella che dovrebbe essere un'altra delle tappe  memorabile del Tour de France, dopo quella tra Bourg-d'Oisans e Alpe d'Huez (tappa 20). Il finale in Alta Savoia offrirà circa sessanta chilometri di salita sul Salève, lungo la sua pendenza più breve ma impegnativa (4,2 km all'11,2%), prima di dirigersi attraverso l'inesplorata ma tutt'altro che scontata Côte d'Arbusigny, verso il Plateau de Solaison, con le sue pendenze formidabili (11,3 km al 9,2%) e la strada molto stretta lungo tutta la salita.

Tappa 16: Évian-les-Bains - Thonon-les-Bains (26 km, cronometro individuale)
Lungo il Lago di Ginevra, i corridori affronteranno una cronometro che li porterà sulla Côte de Larringes e coprirà 9,7 km con una pendenza del 4,3%. Il 37% di questa cronometro sarà in salita e questo renderà la giornata sicuramente più dura, soprattutto perché dovranno affrontare circa dieci chilometri di discesa per raggiungere il traguardo a Thonon-les-Bains.

17a tappa: Chambéry - Voiron (175 km)
Il massiccio dei Bauges e poi quello della Chartreuse collegano la Savoia all'Isère, Chambéry a Grenoble. I velocisti dovrebbero avere un'opportunità da cogliere, la prima dopo l'11a e la 12a tappa di Nevers e Chalon-sur-Saône. Wout Van Aert vinse a Voiron nel 2019 e la Vuelta si fermò lì nell'estate del 2025, quando il francese David Gaudu conquistò la maglia di leader dopo la vittoria del britannico Ben Turner.

Tappa 18: Voiron - Orcières-Merlette (185 km)
L’arrivo a l'Orcières-Merlette fu la vittoria di Luis Ocaña nel 1971, che si impose al Tour de France a spese di Eddy Merckx durante l'undicesima tappa (prima di perderlo quattro giorni dopo a causa di una caduta in discesa dal Col de Menté). Questa tappa è pensata per gli scalatori fuori dalla classifica generale. Tre sfide: la Côte d'Engins (11,4 km al 5,4%), la Côte de Monteynard (9,7 km al 5%) e la salita finale verso Orcières-Merlette (7,1 km al 6,7%).

Tappa 19: Gap - Alpe d'Huez (128 km)
Con questa tappa ci sarà il primo incontro con l'Alpe d'Huez in questo Tour 2026. Tappa breve, 128 km, impegnativa con 3.500 m di dislivello e divisa in tre parti: due passi d'ingresso per creare una fuga con i difficili Bayard e Noyer.  Poi  ci saranno 60 chilometri di passaggio per arrivare al Col d'Ornon - Alpe d'Huez via Bourg-d'Oisans (13,8 km all'8,1%), con i suoi 21 tornanti.

Tappa 20: Bourg d'Oisans - Alpe d'Huez (171 km)
Sarà una giornata questa da far girare la testa, con un dislivello complessivo di 5.600 metri, la Croix de Fer, il Télégraphe, il Galibier (il tetto del Tour), poi la salita dell'Alpe d'Huez attraverso il Col de Sarenne, percorso utilizzato solo nel 2013 in discesa, questa giornata viene segnata come la tappa regina del Tour 2026.

Tappa 21: Thoiry - Parigi Champs-Élysées (130 km)
Iniziato dai Giochi Olimpici del 2024, il successo del passaggio del gruppo sulla Butte Montmartre al termine del Tour 2025 ha motivato gli organizzatori a ripetere l'esperienza. Rue Lepic verrà scalata  tre volte, ma il resto del circuito sarà diverso: per dare una possibilità ai velocisti, con l'ultimo cambio davanti al Sacro Cuore  situato a 15 km (rispetto ai 6 km del 2025) dal traguardo sugli Champs-Élysées.

«IN CRESCENDO» è il titolo scelto da Aso per presentare il Tour e queste due semplici parole italiane descrivono perfettamente quello che attenderà i corridori nel prossimo mese di luglio.

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