I PIU' LETTI
MONDIALI PISTA. IVAN QUARANTA OVVERO LA RINASCITA DELLA VELOCITA'
di Carlo Malvestio | 11/10/2022 | 08:10

C’è vita nel settore veloce su pista. Dopo anni, anzi decenni, in cui è stato a dir poco agonizzante, da qualche mese a questa parte gli sprinter stanno tornando a fiorire. E non lo stanno facendo per caso, bensì perché la Federazione Ciclistica Italiana ha deciso di affidarli alle sapienti mani di Ivan Quaranta, ex pistard e velocista, che dall’inizio di quest’anno ha preso in mano il settore e sta dando ordine e organizzazione. Un’impresa non facile, perché di ragazzi che vogliono testarsi nella velocità su pista non ce ne sono poi molti, e a livello élite l’Italia è sparita dai radar da moltissimo tempo. Eppure, a Ivan e il suo staff sono ba­stati pochi mesi per raggiungere i primi risultati rilevanti a livello giovanile e costruire una base solida di ragazzi dai quali ripartire.

Un mese fa è arrivata la splendida doppietta di Mattia Predomo ai Mondiali junior di Tel Aviv, in Israele, in cui il bolzanino classe 2004 ha conquistato la maglia arcobaleno sia nel Keirin che nella Velocità, oltre all’argento nel Km da fermo. Qualche settimana prima, aveva fatto lo stesso agli Europei di categoria di Anadia, e la rassegna portoghese aveva messo in lu­ce anche un altro bolzanino, Matteo Bianchi, oro nel Keirin e nel Chi­lo­metro da fermo nella categoria U23, e Daniele Napolitano, argento nel Keirin U23, oltre alla doppia medaglia di bronzo nel team sprint, sia tra gli ju­nior che tra gli U23. Infine, lo stesso Bianchi ha conquistato la medaglia d’argento nel Chilometro da fermo, fa­cendo segnare il record italiano in 59.661, agli Europei élite di Monaco.

Ivan Quaranta, insomma, non male come inizio.
«Direi di no. Sono partito da una base di corridori giovani che qualcosa aveva già dimostrato, penso a Matteo Bianchi che aveva conquistato medaglie internazionali da junior e lo stesso Mattia Predomo, che l’anno scorso era salito sul podio mondiale. Si trattava, e si tratta, di indirizzarli nella maniera più corretta».

Il settore veloce su pista sembrava defunto…
«Lo era. La velocità negli ultimi venti an­ni è stata completamente abbandonata, non è una novità. Dopo Ro­ber­to Chiappa non c’è stato più nessuno, non si è più lavorato coi giovani, il mondo italiano della velocità è terminato lì. Lo stesso era successo al settore endurance prima dell’arrivo di Mar­co Villa: basti pensare che alle Olim­piadi di Rio 2016 avevamo solo Elia Viviani e non eravamo nemmeno qualificati con il quartetto, anche se poi ab­biamo partecipato per la squalifica del­la Russia, e a Tokyo 2020 siamo invece di­ven­tati campioni olimpici dell’inseguimento a squadre, risultando estremamente competitivi in tutte le specialità. Villa, però, giustamente, non aveva abbastanza tempo per seguire con at­tenzione an­che la rinascita del settore veloce e probabilmente a livello fe­derale non c’era nemmeno questo grande interesse. L’anno scorso, però, Cor­diano Da­gno­ni mi ha voluto coinvolgere e Villa, che aveva bi­sogno di qualcuno che si occupasse della velocità a 360°, ha riconosciuto in me la persona giusta per provare ad occuparsi della disciplina».

C’è anche da ricostruire una cultura per la velocità?
«Esatto. Un allievo che a 14 anni manifesta un certo talento per la velocità, che magari vince qualche volata nelle gare di paese, viene spinto da genitori, direttori sportivi e tifosi vari a continuare su strada, perché se lo immaginano già a disputare le volate del Tour de France. Di certo non se lo immaginano fare il torneo olimpico di velocità. Poi magari questi ragazzi smet­tono perché in salita non vanno su...».

Velocità su pista e strada sono in­com­pa­tibili?
«Sono mondi completamente diversi, ora su strada un velocista deve andare forte anche in salita. Arrivano in volata dopo duemila metri di dislivello, ai miei tempi il ciclismo era più amico degli sprinter puri. Un velocista pistard non può più pensare di diventare uno stradista».

Che rapporto c’è col CT Marco Villa?
«C’è un costante confronto, anche ai Mondiali junior di Tel Aviv ci sentivamo alla mattina per discutere, magari su che rapporti utilizzare. Lo stesso succede con Diego Bragato, il responsabile del centro studi, con Dino Sal­voldi e Pierangelo Cristini: ci si confronta e si discute, come è giusto che sia tra tecnici».

Ti saresti aspettato un inizio così medagliato tra Europei e Mondiali?
«Sinceramente no. Se a gennaio mi avessero detto che avremmo vinto quat­tro europei e un mondiale avrei fatto fatica a crederci, anzi avrei dato del pazzo a chi lo diceva. D’altronde erano vent’anni che a queste gare non partecipavamo nemmeno, se si eccettua il grup­po di Francesco Ceci che però faceva fatica a com­petere a livello internazionale. Questo però significa che di margine ce n’è molto, c’è un bel gruppo di giovani che sta crescendo».

Come hai reclutato i ragazzi?
«A inizio anno ho fatto un lavoro di scouting per individuare gli elementi giusti e poter completare la squadra per il team sprint. Bragato mi ha messo in contatto con il CT della BMX, Tom­maso Lupi, che ci ha prestato un U23 e uno junior, vale a dire Matteo Tu­gnolo e Tommaso Frizzarin, che si sono rivelati ottimi innesti».

Ecco, la BMX: come è nata questa “contaminazione”?
«L’atleta che corre in BMX è molto esplosivo, adattissimo alle partenze da fermo. Durante il mio primo impegno ufficiale, la Coppa del Mondo di Gla­sgow, mi sono messo ad osservare le altre Nazioni, per capire il background dei corridori più forti. Ho capito rapidamente che diversi atleti arrivavano dalla BMX, compreso il più forte di tutti, l’olandese Harrie Lavreysen. Così già a maggio, grazie a Bragato che si interfaccia con tutte le discipline, ab­biamo cominciato questa collaborazione con la BMX, che a sua volta può contare su diversi giovani di talento competitivi a livello internazionale».

Quanto potranno aiutare il movimento i risultati ottenuti in questi mesi?
«A livello Élite siamo ancora lontani, sia chiaro, ma a livello giovanile direi che siamo assolutamente competitivi. Tra Europei e Mondiali di categoria qualcosa lo abbiamo conquistato e le acque si stanno muovendo. Fino a tre mesi fa dovevo andare in cerca di qualche allievo interessato alla pista, invece ora sto ricevendo diverse telefonate di ragazzi che vogliono cimentarsi nella velocità. E parlo di ragazzi forti. Ma penso sia normale, perché se vedi Pre­do­mo in maglia di campione del mon­do, Bianchi campione europeo, articoli di giornale e visibilità mediatica, alla fine i giovani li attrai. Non solo, i gruppi sportivi cominciano a farsi avanti e così puoi garantire agli atleti anche una certa stabilità economica. Insomma, più c’è materiale umano a disposizione, più c’è possibilità di tirare fuori qualche campioncino. E questo vale un po’ per tutte le discipline».

Le squadre dimostrano interesse per i vo­stri pistard?
«Da quel punto di vista si può crescere. La Campana Imballaggi Geo&Tex Trentino, per esempio, che ha nel ro­ster Bianchi e Predomo, ha sempre creduto nel nostro progetto, anche perché il suo diesse Alessandro Coden arriva dall­a pista, correva con me, è un grande appassionato del settore. C’è grande collaborazione e un continuo confronto, io mi concentro sugli allenamenti in pista, lui sulla strada, e alla fine credo che anche loro abbiano ottenuto una gran bella visibilità dai risultati ottenuti dai velocisti quest’anno. Vi faccio un altro esem­pio: l’anno scorso ho segnalato alla Colpack Ballan, con la quale collaboravo, Daniele Na­po­li­tano. Loro hanno colto la palla al balzo e all’Eu­ropeo U23 Danilo si è portato a casa due medaglie nel Keirin e nel Team Sprint. C’è anche però chi continua a credere che tesserare un pistard ti porti via un posto per la gara della domenica, ma se fossi una formazione U23 o juniores ci penserei bene. La Campana Imballaggi ora ha un campione del mondo in squadra...».

A questo punto le Olimpiadi di Parigi 2024 possono rappresentare già un obiettivo per questo progetto?
«Dobbiamo crederci. All’Europeo nel Team Sprint ab­biamo chiuso settimi a mezzo secondo dai quarti, non siamo lontani anni luce da quelli che puntano ad andare a Parigi. Da febbraio cominceranno le qualificazioni, abbiamo una squadra molto giovane, nel giro di po­chi mesi Bianchi, Tugnolo e Na­po­litano possono migliorare molto. In più dall’anno prossimo po­tremo inserire anche Pre­do­mo, che passa di categoria e sicuramente ci aiuterà a togliere altri 2-3 de­cimi. Quindi è giusto credere alla partecipazione olimpica a Parigi 2024, per poi magari alzare le ambizioni in vista di Los Angeles 2028. Per raggiungere certi watt, mi riferisco al­la potenza necessaria per imporsi a livello mondiale, ci vo­gliono diversi anni di lavoro, noi siamo insieme da quattro mesi. Io sono convinto che l’italiano  nel DNA sia veloce, i ra­gazzi di talento ci so­no. Va cambiata la cultura, e abbiamo cominciato a farlo».

Un’ultima nota su Mi­riam Vece.
«È una ragazza che ha creduto da subito alla velocità, ha fatto anche scelte importanti, come quella di andare a correre al Centro Mon­dia­le di Aigle, per seguire questa sua passione e sta raccogliendo risultati im­portanti. Nei 500 metri è ormai nell’élite mondiale ma penso che abbia ancora margini di miglioramento e anche con lei stiamo lavorando molto bene».

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Probabilmente il radar è uno dei dispositivi a cui i ciclisti che escono in strada si sono più legati negli ultimi anni ed il motivo è semplice, garantirsi più sicurezza...

La Look G85 Cezal è la novità di casa Look per quanto riguarda il gravel e si tratta di una bici che fa della versatilità la propria arma. Detto questo,...

Si rinnova anche per l’edizione 2026 il legame tra SIDI e L’Eroica: il brand sarà infatti tra i protagonisti e nuovamente partner dell'importante evento che celebra il ciclismo tra turismo,...

Tom Pidcock lo abbiamo visto nella prova del mondiale di ieri e non si può dire che non abbia corso con la solita carica che ha messo in mostra durante...

L'elettrostimolazione entra nell'era 2.0: Compex presenta la nuova gamma Ultimate. Il risultato è piuttosto evidente: il nuovo sistema messo a punto da Compex è più compatto, intelligente e connesso. Questa novità...

Destagionalizzare i flussi turistici, creare un’offerta parallela alle attività legate al mare e agevolare la mobilità locale sono tre obiettivi che l’amministrazione comunale di Ponza ha deciso di perseguire puntando,...

La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano,...

Lei è la punta di diamante della Nazionale italiana e oggi affronterà la prova in linea iridata in sella a una Colnago V5rs unica caratterizzata da una livrea che gioca...

Sono cinque le WILIER FILANTE SLR ID2 create per "WE RIDE PARIS" e sono già all’asta: si tratta di pezzi unici realizzati con la speciale livrea ideata dal Paris Saint-Germain....

Se le previsioni peggiorano, o rullate al caldo o pedalate ben attrezzati su strada. A questo servono le due nuove giacche antipioggia Assos, capi sviluppati in sinergia con il team...

In casa Northwave arriva la Collezione Fall-Winter 26/27: le linee Extreme e Core sono pronte ad affrontare la stagione fredda, dalle prime piogge d'autunno fino alle temperature più rigide di...

MVC Group, gruppo attivo nell'abbigliamento per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Tailfin, leader globale nel segmento premium del bikepacking tecnico. Fondata a Bristol nel 2017 da...

Dopo un debutto ufficiale avvenuto all'Italian Bike Festival, il nuovo comando senza fili firmato Polini Motor è pronto per migliorare l’esperienza in sella alla vostra e-bike, sia che si tratti...

La nuova generazione di prodotti Castelli dotati della tecnologia rivoluzionaria Polartec® AirCore™ vede la luce oggi grazie al lancio ufficiale delle nuove giacche Perfetto 4, Perfetto Pro e Gabba Pro. ...

SIDI presenta Prima 2, la scarpa dedicata al ciclista moderno che offre semplicità d’uso, comfort e prestazioni sicure ad ogni avventura. La nuova scarpa, disponibile anche in versione Woman, è...

Il nuovo occhiale 031 di Salice pesa solo 25 grammi, un valore decisamente positivo che Salice lega a un design minimale e pratico. Oltre alle lenti da sole in Cat...

Questa collezione speciale GIRO - chiamata The Shadow Collection - trova piena ispirazione nella rassegna iridata del 1974 di Montreal e soprattutto nello speciale ritorno del 2026, esattamente sulle stesse...

La nuova capsule “THE ACE”del brand fiammingo Van Rysel basata sulla RCR-G vede la luce ufficialmente al festival Sea Otter Europe e mette in mostra prestazioni di altissimo livello: questa...

Giuseppe Bovo, direttore generale di Nalini, torna dal Giappone con un risultato di grande valore: il settimo posto ai Campionati del Mondo UCI Gran Fondo 2026. La prestigiosa manifestazione sportiva...

L'azienda italiana Repente trova sempre un modo corretto e innovativo per distinguersi, esattamente come accade con la sella Nomad 3D. In questo caso la tecnologia di stampa tridimensionale viene ricoperta...

Dal 20 al 27 settembre 2026 Montréal sarà il cuore del ciclismo mondiale, ospitando i Campionati del Mondo su strada UCI. Per Santini Cycling, l’appuntamento canadese rappresenta un nuovo capitolo...

Ci sono voluti anni di esperienza, attente valutazioni e prove matematiche per arrivarci, ma il risultato è notevole. POC presenta oggi il nuovo casco da cronometro Sonal, un prodotto realizzato...

La ricerca della Grail ha portato gli ingegneri Canyon dal manubrio Double Decker, attraverso i successi di gara della seconda generazione vincente all'Unbound e al Campionato del Mondo, fino a...

Le nuove ruote SC 45 i30 rappresentano la nuova proposta VISION per il fast gravel che spopola oggi, un set dotato di canale interno da 30 mm e una innata...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




di Giulia De Maio
Dopo aver seguito la presentazione ufficiale, all'Italian Bike Festival abbiamo provato in prima persona la nuova Monoscocca Ducati. In compagnia...
di Giulia De Maio
Fotocamera, audio open-ear, Meta AI e integrazione con Garmin e Strava: gli Oakley Meta Vanguard portano la tecnologia degli smart...
di Giulia De Maio
È stata fatta con il cuore e lo si avverte al primo colpo di pedale. All'International Bike Festival abbiamo provato...
di Giorgio Perugini
Come spesso accade in casa Giro, anche l’Eclipse Pro nasce da una strettissima collaborazione con i professionisti e in questo...
di Giorgio Perugini
Rudy Project presenta oggi il nuovo occhiale multisport Astral ARC, un prodotto dotato di lente cilindrica e montatura ecosostenibile per...
di Giorgio Perugini
Nel ciclismo moderno ogni grammo fa la differenza, ma saper limare il peso senza compromettere la struttura dell'oggetto che si...
di Giorgio Perugini
Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
di Giorgio Perugini
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
di Giorgio Perugini
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
di Diego Barbera
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
di Giorgio Perugini
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy