Il prossimo anno sarò al mio 25° anno di attività come direttore sportivo, ho avuto la fortuna di farlo in tutte le categorie, dai Giovanissimi ai professionisti, e dopo tanti anni con i più grandi quest'anno sono voluto tornare nella categoria Allievi. Qui ho visto a che velocità sta cambiando il nostro sport, ho trovato una categoria totalmente cambiata: più mezzi, ragazzi già col potenziometro e con ambizioni sempre più elevate, gli atleti che si mettono in mostra hanno già la "caccia" dei procuratori ma le regole sono ancora quelle di quarant'anni fa.
La tragedia di Samuele Privitera mi fa ancora più pensare se non sia il caso nel 2025 di rivedere alcune regole antiche. Mi spiego. In questi due mesi le gare Allievi arrivano a 80 km sotto un caldo micidiale, e per dirne una non è possibile fare rifornimento dall'ammiraglia: poterlo effettuare servirebbe oltretutto per fare scuola ai corridori per gli anni futuri, inoltre ogni squadra deve arrangiarsi con genitori e tutto il resto, ma non tutti hanno venti persone da poter piazzare per la strada. In secondo luogo, ancora oggi per le gare di due ore non è previsto il cambio ruota ove non richiesto: le gare sono sempre meno, le squadre viaggiano lontano e c'è anche chi dopo 2 km magari deve fermarsi per una foratura, e anche questo potrebbe servire ai ragazzi per imparare a fermarsi a destra e muoversi nella carovana. Terzo aspetto: per fare un passo in avanti penso che nel 2025 gli Allievi in gara debbano essere collegati non dico coi direttori sportivi per la tattica, ma quantomeno con Radio Corsa per la sicurezza. Si tratta di un servizio che in Italia è particolarmente efficiente e fondamentale per conoscere i pericoli in gara: quando sento in ammiraglia dalla radio "pericolo, camion, fila di macchine sulla sinistra, dossi" io che me ne faccio di quella comunicazione? Sarebbe utilissimo però per i corridori.
Quanto vogliamo ancora aspettare per rivedere alcune cose? I nostri atleti all'EYOF (Festival olimpico della gioventù europea) stanno correndo coi rapporti liberi, il ciclismo va avanti come va avanti il mondo: giusto o sbagliato che sia, dobbiamo adeguarci, e mi chiedo come si possa ad esempio approvare circuiti di 2 km con 180 partenti. Mi chiedo se chi si occupa delle regole è sul campo, vede, capisce e cerca di migliorare. Magari mi sbaglierò, ma il ciclismo è la mia vita e non riesco a non mettere a disposizione la mia esperienza per provare a migliorare tutto, in primis la sicurezza. Nel 2025 sarebbe talmente semplice, credo non ci sia un ragazzo che non sia munito di auricolari...
Insomma, apriamo un dibattito, la Federazione Ciclistica Italiana ci coinvolga e vediamo di fare un passo avanti!
Andrea Bardelli
DS Allievi team Coratti