Fino a qualche settimana fa, l’unica trasferta che Daniele Forlin aveva fatto all’estero era per la Coppa delle Nazioni juniores in Slovacchia, l’anno scorso. Da quest’anno, però, per il giovane padovano di Abano Terme cambia tutto, perché in Italia ci correrà veramente poco e gli aerei da prendere saranno diversi. Daniele è infatti uno dei due italiani, insieme a Mattia Proietti Gagliardoni, ad essere stato scelto dalla nuova Movistar Academy, la formazione di sviluppo della storica squadra spagnola.
L’anno scorso vestiva la maglia della Nordest Villadose Angelo Gomme e correva le classiche italiane riservate alla categoria, oggi arriva da un esordio alla Volta a la Comunitat Valenciana in cui c’erano alcuni dei migliori corridori del mondo. «All’inizio ero un po’ preoccupato, perché il livello era alto e la gara dura - ci ha raccontato il classe 2007 -. È stato emozionante, anche perché ogni tanto mi giravo e vedevo Evenepoel e Almeida, però mi sono gestito bene. In gruppo riuscivo a stare tranquillamente, ma quando alzavano il ritmo in salita c’era poco da fare. Sono particolarmente contento di essere riuscito a dare il mio contributo nell’ultima tappa, quando ha vinto il mio compagno Raul Garcia Pierna. Ma la squadra, in generale, mi ha accolto benissimo, è ovviamente tutto più grande rispetto a quello a cui ero abituato, ancor di più quando corro con la WorldTour. Sto cercando di imparare lo spagnolo, è un’opportunità che non devo perdere, però a livello di comprensione son già migliorato molto».
La formazione spagnola ha deciso di buttarlo subito in mezzo alla mischia dei professionisti e sarà così anche alla Figueira Champions Classic in Portogallo, che correrà domani. Dopodiché comincerà un calendario più incentrato sulle corse U23, in particolare la Parigi-Roubaix, se la squadra verrà invitata, la Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro Next Gen. Con i grandi ci tornerà a fine stagione, per Giro della Toscana e classiche venete.
«L’anno scorso ero partito proprio con l’obiettivo di guadagnarmi una chiamata da un Devo team - ha detto ancora Forlin -. Inizialmente ero anche preoccupato, perché nei primi mesi non sono andato benissimo e temevo che tutti i posti fossero già occupati. Invece ho continuato a lavorare con serenità e, grazie ai miei procuratori Maurizio Fondriest e Paolo Alberati, è arrivata questa opportunità nel nuovo progetto della Movistar. Le mie caratteristiche? Mi piacciono i percorsi misti, duri ma non troppo, e che siano comunque abbastanza selettivi».
Daniele, oltre agli obiettivi in bicicletta, ha ovviamente anche quello della scuola, visto che frequenta l’ultimo anno dell’Istituto professionale agrario Duca degli Abruzzi di Padova, che gli ha permesso di allenarsi alla mattina e seguire i corsi serali. «I professori per fortuna mi vengono incontro e tutte le assenze sono giustificate».
Così può concentrarsi al meglio anche sulle gare: «Voglio arrivare più pronto possibile al Giro Next Gen e poi fare un bel Campionato Italiano» ha ammesso ancora Forlin, che ha iniziato ad andare in bicicletta con la Padovani nel 2020, anno del covid, trascinato dalla passione di papà Fabrizio. «Il mio idolo? Van der Poel, perché vince ovunque e in maniera diversa. La corsa dei sogni? Una bella tappa al Giro d’Italia».