I PIU' LETTI
LE PAGELLE DI STAGI. TADDEO CI PORTA AL LUNA PARK, L'ITALIA DELLA BICICLETTA È UNA GIOSTRA
di Pier Augusto Stagi | 20/09/2020 | 18:21

Tadej POGACAR. 10 e lode. Due Grandi Giri, due podi, un terzo alla Vuelta e una maglia gialla sul podio di Parigi. Tre tappe alla Vuelta e una maglia; tre tappe e tre maglie al Tour. Se non è un piccolo cannibale, il giovane Tamau (domani 22 anni, auguri!) ha fame e appetito da vendere. Si diverte a vincere, senza tanti tatticismi e numerini da leggere sul computerino. Va a sensazione, e la sensazione che ho è che non sia finita qui. Non è una minaccia, ma per chi ama il ciclismo è una promessa di spettacolo e delizia. In questo Tour siamo stati tutti al luna park con lui.

TOUR de France. 9. Covid o no, anche quest’anno è stata una corsa di sublime bellezza. Se la corsa la fanno i corridori, qui c’era il meglio del meglio e i protagonisti non si sono risparmiati. Altro che distanziamento sociale, questo Tour ha riavvicinato tanti al ciclismo.

Primoz ROGLIC. 8. Corre da padrone, ma fa i conti senza l’oste, che per altro è un bimbetto sloveno che di nome fa Pogacar. Roglic domina il Tour grazie ad una squadra dominante, che controlla tutto e tutti, solo che c’è una cronometro, una sola, che si corre da soli: uno contro gli altri, spesso contro se stessi. Ed è la sfida con se stesso che perde. Forse la perde prima di partire, fin quando sulla pedana del via era ceruleo in volto, con gli occhi persi nel vuoto di uno che si appresta a perdere.  

Wout VAN AERT. 9. È l’uomo Jumbo e quindi Justo per provare a fare il grande salto, nei prossimi anni, anche nei Grandi Giri. Va spedito su ogni terreno; è un fuoriclasse assoluto. È un vincente su tutta la linea, ma anche come scorta armata dell’armata olandese è più che convincente.

Richie PORTE. 8. Lui ha sempre avuto un solo problema: restare in equilibrio. Se non finisce per le terre, sono dolori per gli altri. Questo Tour conferma il suo potenziale e finalmente se non proprio Gastone, non fa più la figura del Paperino.. 

SUNWEB. 8. Non hanno l’uomo classifica, sono una squadra sulla carta tutta da interpretare e inventare, alla fine sono quelli che più di tutti inventano e si divertono. Per questo vincono con tanti giovani di talento: una con Hirschi e due con Andersen, sempre con azioni da lontano, sempre con un disegno tattico perfetto. Gente che sa scegliere il tempo e la Sunweb che ha saputo scegliere: i talenti. 

Damiano CARUSO. 8. Fa tutto e lo fa benissimo. Ormai è un uomo squadra, che a tratti fa reparto da solo, nel senso che tiene in piedi tutto lui. A me è piaciuto un sacco, l’ho detto sin dall’inizio e lui non mi ha smentito fino alla fine. Bravo lui, non certo io.

Richard CARAPAZ. 6. Salva la baracca Ineos Granadieres, che era venuta per vincere il Tour e torna a casa con le pive nel sacco, non dimentichiamocelo. Dai “marginal gains”, alle grandi batoste. Un budget da oltre 40 milioni di euro che non sono garanzia di successo, e questa per noi appassionati è comunque una gran bella notizia. Con i danè si possono fare tantissime cose, tipo puntare alla maglia gialla, ma in questa occasione non sono riusciti nemmeno a vincere quella a “pois”.

Julian ALAPHILIPPE. 6,5. Ripetere il Tour dell’anno scorso sarebbe stato quasi impossibile, ma Loulou è sempre un piacere vederlo. La sua tappa la vince, poi in più di un’occasione da’ l’idea di potercela ancora fare, e anche questo è garanzia di spettacolo. 

Miguel Angel LOPEZ. 6. Corre bene, senza sprecare energie. Attacca quando deve attaccare, ma nella crono finale non spinge come se non ci fosse domani. Lui forse era rimasto al giorno prima? Ah saperlo…

Sam BENNETT. 8. Si prende la maglia verde battendo Peter Sagan (6 perché ha lottato sempre, fino alla fine) e Matteo Trentin (voto 6,5). L’irlandese sprinta, rintuzza e insegue: non molla l’osso. Duellare con Sagan non è per nulla semplice, ma anche per lo slovacco avere tra i pedali l’irlandese non è stato piacevolissimo.  

Mikel LANDA.  6,5. È il leader della sua Bahrain Merida (voto 8), ma lui è un bomber un po’ distratto e timoroso. Si trova in un paio di occasioni a tu per tu con il portiere e calcia alto. Alte erano le ambizioni del suo team, alto è stato il rendimento di corridori come Caruso e Bilbao oltre al tuttofare Colbrelli. Arriva ai piedi del podio, tutt’altro che male: se solo avesse avuto maggiori gambe e maggior coraggio sul Col de la Loze…

Egan BERNAL. 4. Esce di scena da gran signore, con il sorriso sulle labbra, nonostante quel dannatissimo mal di schiena. Va piano, ma non è il vero Bernal: è qualcosa che gli assomiglia, ma neanche tanto. È giovane, ha tutto per riprendersi, anche quello che ha lasciato per strada quest’anno.

ITALIA. 0. Zero sono il numero di vittorie, ma alla fine la nostra modesta figura l’abbiamo fatta. Un Tour da sufficienza piena, nonostante l’uscita di scena di Nizzolo (guai al ginocchio), Formolo (clavicola fratturata) e Pozzovivo (caduta alla prima tappa provocata da uno spettatore). Abbiamo pero quasi subito anche Fabio Aru, ma questa è un’altra storia, molto più complicata e complessa. Anche Fabio è da zero, non come voto, ma come punto di ripartenza. Riparta da zero: si volta pagina e si pensa positivo. Fabio era la continuità del dopo Nibali: io ci credo ancora. Che sia da zero anch’io?

Thibaut PINOT. 4. Mi spiace dovergli dare un voto così brutto, perché mi è simpatico parecchio, ma ancora una volta, anche lui, è stato tradito prima ancora che da una tenuta fisica da quella mentale. Si consuma, va in ambasce, non è facile farsi scorrere addosso tutto, lui è poco resiliente, ma per nulla impermeabile. Lo fermano i dolori alla schiena, che lo tolgono dalla classifica già alla prima settimana. Gli fa onore concludere la corsa a dispetto dei malanni. I francesi è probabile che non si incazzino, però aspettano: è dal 1985 che aspettano. Voto 3 a Romain Bardet e Warren Barguil: perché li aspettano ancora. Voto 1 a chi li aspetta.

Nairo QUINTANA. 4. Sembrava rigenerato, più attento e reattivo, più sicuro e spavaldo. Sembrava (voto 4 anche per il sottoscritto).

Guillaume MARTIN. 6. Manca la top ten per 3'05", questo il distacco da Caruso. Fa un discreto Tour de France, ma commette qualche errore di troppo a livello tattico e di gestione della corsa. Si dice anche si sia un tantinello imbranato con il cambio, dimostrando molta più dimestichezza sui libri che in sella alla sua magnifica De Rosa. Il ragazzo della Cofidis è comunque il bello del ciclismo, non tanto per il suo aspetto fisico, ma per la sua testa. Tanta, molta, che fa bene a tutto il nostro movimento, al nostro mondo. È un ragazzo pedalante e pensante: non è il solo, è in un bel gruppo.

Made in ITALY. 10. Tanta Italia nei team di mezzo mondo. Tanti corridori italiani a ricoprire i compiti più delicati nelle formazioni più attrezzate, tante le biciclette del gruppo che vengono dal nostro Paese, e vincono da anni. Pinarello ha fatto filotti infiniti. il Tour è in pratica casa sua. Quest'anno sul gradino più alto una Colnago (Uae Emirates), seguita da una Bianchi (Jumbo Visma) e poi una Wilier Triestina (Astana) che fino alla crono decisiva era sul podio anch'essa e la De Rosa (Cofidis) che per poco non entrava nella Top 10. Insomma, sarà anche un modo diverso di valutare le corse, ma se nella F.1 esiste la classifica costruttori, perché nei Grandi Giri dove l'aspetto tecnico non è assolutamente marginale non dovremmo tenerne conto? Italia popolo di santi, poeti e navigatori, ma anhce di ottimi corridori e costruttori: bravi. Molto bravi.

TOUR de France (pubblico). da 0 a 100. Sarebbero da 100 per come hanno organizzato il Tour, soprattutto le bolle, con tamponi per tutti a spese della Grande Boucle. Però c’è anche quell’aspetto dato dalle porte aperte, dei tifosi ammassati, ululanti, tantissimi con la mascherina e troppi senza. Per questo il voto sarebbe zero. Ma forse il percepito di noi italiani è un po’ diverso. Il Covid da noi è un fatto politico, dove ci si scontra tra destra e sinistra, osservanti e negazionisti. In Francia è una situazione complessa e complicata, però non impossibile. Da noi il Giro è un affare privato, da loro il Tour è un affare di Stato. Da noi c’è lo Stato mamma che ci dice quello che è bene fare, da loro c’è uno Stato che dà indicazioni, poi ognuno faccia un po’ come crede. Punti di vista, ma ai punti chi vince? Voto 0: come i casi Covid in gruppo. Lo so vi dà fastidio, ma la Francia ha vinto ancora.

 

 

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Dopo aver divertito grandi e piccoli negli anni '70 con le divertenti bici cross caratterizzate da sospensioni XXL, l'iconico brand Saltafoss ritorna sulle strade cittadine e sui percorsi sterrati con...

BT SBL è lo smanicato tecnico super leggero (Breezy Touch) progettato da SIXS specificamente per il ciclismo (strada, gravel, MTB). È infatti il principale prodotto della linea LIGHT BT V2...

La nuova linea SIXS LIGHT BT V2 nasce per affrontare l’estate nel modo più naturale possibile, lasciando il corpo libero di respirare anche quando il caldo aumenta, la sudorazione diventa...

Castelli svela la sua nuova gamma Hot Weather, un insieme di capi progettati per eccellere quando le temperature salgono ed il sole martella. I plus? Massima ventilazione, rapidissimo allontanamento del...

Drali Milano è pronto per il Giro Next Gen, un viaggio di 1082 km dal 14 al 21 giugno. L’azienda milanese sarà al fianco del Team Drali Repsol per affrontare...

Ci siamo, domenica 14 giugno i professionisti dei Doctorbike Academy proporranno un corso di guida per l’off-road per ogni livello di preparazione. Che tu sia alle prime armi o un...

Sembra ieri, ma sono già passati 25 anni da quando BOA® si è affacciata nel mondo dello sport, una storia intensa fatta di continue innovazioni che hanno migliorato molti aspetti,...

Il nuovo fanalino Magicshine combina il sistema Duo Optics con anabbagliante a cut-off per città e gruppo e un potente abbagliante da 1300 lumen per massima visibilità ad alta velocità....

Lo storico e difficile rapporto tra bici e specchietto retrovisore trova un punto di svolta oggi grazie a R21 di Rizoma, un retrovisore minimale, aerodinamico e dotato di ottica Zeiss®,...

E con questa fanno cinque, cinque stagioni insieme. Dal 2022, infatti, Santini Cycling firma le jersey ufficiali delle classifiche del Tour de France: la Maglia Gialla, la maglia verde, la...

Torq Stick Pro Digital è la proposta di Topeak, marchio distribuito in Italia da Ciclo Promo Component, per potenziare ogni piccola officina domestica. Il kit include anche una comodissima chiave...

Prologo sale per il terzo anno consecutivo sul gradino più alto del Giro d’Italia, questa volta per merito di Jonas Vingegaard. Lo scalatore danese del Team Visma | Lease a...

Garmin (NYSE: GRMN) festeggia il Global Running Day & il Global Cycling Day condividendo i report relativi ai dati running e cycling. Che si tratti di sentieri, strade, pendii montani...

TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e preparato in grado di mettere a punto una collezione estiva...

ASSOS e Db celebrano la loro prima collaborazione con un sistema esclusivo di tre elementi, ovvero la Roamer Pro Split Duffel 50L, il Torq Trunk e la Crown Case, un...

La Unbound Gravel rappresenta per molti la gara gravel per antonomasia ed anche un benchmark per le aziende, sempre pronte ad innovare per dare ai propri atleti importanti marginalità per...

La tendenza è questa ed innegabile che tutti i principali protagonisti del WorldTour pedalino oggi con scarpe dotate di lacci. Ad essere svelate nelle ultime ore sono state le Trek...

Ursus rafforza la propria presenza nel mondo della MTB con una nuova partnership internazionale. Per la stagione 2026, l’azienda di Rosà (Vicenza) fornirà le ruote al Team KMC, una...

È ufficialmente in vendita NALINI AEROBAG BIBSHORT, il primo pantaloncino a integrare un sistema airbag sviluppato specificamente per il ciclismo, Il rivoluzionario prodotto nasce dall’incontro tra innovazione tecnologica, ricerca sui...

Partiamo dal primo punto fermo, ovvero dalla “Equation of Speed”, il modello messo a punto da Specialized in cui troviamo tutto quello che serve come coefficiente aerodinamico, peso, caratteristiche del...

Partiamo da un verdetto che sembra inappellabile: sfruttando una pari costruzione, pneumatici da 32 mm offrono un guadagno nel rotolamento del 5% rispetto ai modelli da 30 mm, migliorando inoltre...

L’ottima storia di Northwave nel mondo del ciclismo off-road continua con una vera regina, ovvero la nuova Extreme X, la calzatura che l'azienda trevigiana ha pensato per il ciclismo moderno che...

Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited Speedsuit, il body prodotto da Castelli sulle indicazioni di chi...

Il Giro d’Italia è arrivato a Milano e per Nuncas la quindicesima tappa ha significato un vero e proprio benvenuto a casa. L’azienda milanese, da anni specializzata nella cura dei...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
di Giorgio Perugini
L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una...
di Giorgio Perugini
830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte...
di Giorgio Perugini
Non sono certo una novità assoluta, ma una cosa dovremmo subito metterla in chiaro: le 303 XPLR S sono ruote...
di Giorgio Perugini
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A...
di Giorgio Perugini
Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
di Giorgio Perugini
Siamo alla quarta generazione per la celebre sella SLR di Selle Italia,  una dinastia di selle che attraversa indomita diverse...
di Giorgio Perugini
Spesso siamo portati a pensare che il pedale sia un oggetto definito che non può cambiare, insomma, un elemento della...
di Giorgio Perugini
Umido o asciutto? Eccoli qui, i due estremi che vi fanno tremare quando pianificate la vostra uscita quotidiana e non...
di Giorgio Perugini
Pare che l’idea di partenza sia proprio questa, ovvero quella di interpretare un nuovo concetto di occhiale sportivo in cui...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy