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IL FENOMENO GANNA E QUEI TECNICI CRESCIUTI IN CASA AMORE&VITA
di Valter Nieri | 01/11/2020 | 07:50

Il pluricampione del mondo verbanese Filippo Ganna, vincitore di quattro tappe al Giro d'Italia, ha colpito il dirigente lucchese Ivano Fanini che non poteva rimanere indifferente a questa impresa. Il Patron di Amore & Vita Prodir dice: "Nell'ultima edizione rosa è sbocciato un campione anche per le corse in linea che riuscirà a crescere ancora ed a inserirsi nella cerchia dei grandi nelle classiche di un giorno dei prossimi dieci anni. Filippo è un lottatore instancabile, dalla potenza unica. Il suo segreto sta anche nelle routine quotidiane e nei tecnici che lo hanno sostenuto nel suo processo di crescita, favorendone l'aumento delle capacità fisiche e mentali".

In questo fondamentale lavoro sostenuto da Filippo Ganna, Fanini ha dei ricordi particolari perchè i D.S. del campione sono tutti suoi ex corridori.
"Lo pensavo a mente quieta, mi sembrava una coincidenza quasi impossibile ed invece è vero. Gli allenatori di Filippo in età giovanile sono stati Florido Barale, Marco Della Vedova e Marco Villa, attuale c.t. della nazionale italiana su pista. Hanno corso tutti per le mie squadre Amore & Vita e conservo di loro buoni ricordi per la serietà ma anche per le vittorie, in particolare ottenute con Marco Villa che con i colori di Amore & Vita ho fatto esordire da professionista nel 1994".

Rimanendo in tema mondiali a Fanini sfugge un particolare: prima di Ganna nella crono individuale l'italiano che raggiunse il podio fu Andrea Chiurato, argento ad Agrigento nel 94, quando correva per la Mapei ma passò professionista nell'89 con la Polli Mobiexport Fanini, poi Amore & Vita. Ganna e Chiurato, tra l'altro,  gli unici due italiani medagliati in quella specialità.

FLORENZO BARALE: FILIPPO DA ESORDIENTE ED ALLIEVO VINCEVA STACCANDO TUTTI IN PIANURA

La storia di Florido Barale è completamente legato al ciclismo. Figlio di Germano, professionista dal ’56 al ’64 che è stato anche gregario di Fausto Coppi, e nipote di Giuseppe, lui pure professionista, Florido vede proseguire la dinastia con la figlia Francesca, campionessa italiana juniores su strada. Florido è stato professionista per un biennio (1990-91) con Amore & Vita, allora come oggi presieduta dall'inesauribile Ivano Fanini. Attuale presidente e D.S. del Pedale Ossolano, fucina di giovani talenti a livello nazionale, ha spiegato quanto era difficile a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta sfondare in qualsiasi ambito sportivo, soprattutto nel ciclismo, dove a differenza di oggi c'erano molti più aspiranti e praticanti.

"Arrivare a correre per una squadra come Amore & Vita - dice l'ex professionista - era la massima aspirazione per tanti giovani ciclisti che potevano realizzare il sogno di partecipare anche al Giro d'Italia. Io ho avuto l'onore e il piacere di riuscirvi alla corte di Ivano Fanini. Un biennio per me indimenticabile, coinciso con la partecipazione al Giro che ho portato a termine in entrambe le occasioni. Mi meritai il passaggio tra i prof dopo diversi successi fra i dilettanti, però eravamo in tanti a scalpitare per il grande passaggio ed allora se non ottenevi risultati il contratto non si rinnovava. È così che a soli 23 anni ebbe fine la mia carriera professionistica. Ivano Fanini è unico, conservo di lui buoni ricordi per come ti faceva sentire importante. Prima ancora di un grande dirigente è un appassionato di ciclismo come pochi".

Oggi lei sta continuando la ricerca di giovani talenti da lanciare...

"Con il Pedale Ossolano stiamo in effetti facendo un buon lavoro mirato alla scoperta di nomi nuovi. Vinciamo in diverse regioni italiane e lo scorso anno ci siamo imposti anche a Lucca nella Coppa Giuseppe Cei categoria esordienti. Vinse il nostro italo-americano Myles Corey Porcelli che superò allo sprint Edoardo Cipollini".

Ci vuole descrivere Filippo Ganna? La sua società ciclistica lo accolse da esordiente vero?

"Iniziò a correre nella Val d'Ossola con noi circa 13 anni fa. Si intravedeva subito il suo talento. Il contesto può facilitare lo sviluppo dell'atleta ma Filippo aveva tante qualità. Le corse riservate ad esordienti ed allievi si svolgevano quasi tutte su circuiti pianeggianti e lui non poteva che diventare il più grande cronoman al mondo perché nei tratti di pianura, dove la velocità è costantemente più alta, staccava tutti con ritmi forsennati difficili da tenere, giungendo quasi sempre solo sul traguardo. Ricordo che sempre con noi ha fatto i primi spostamenti aerei per raggiungere le sedi di partenza più lontane".

Oggi Florido Barale oltre a coltivare la passione ciclistica con il Pedale Ossolano, gestisce due negozi di bicicletta, uno a Verbania e l'altro a Domodossola.

MARCO DELLA VEDOVA: NONOSTANTE L'ALTEZZA GANNA ANDAVA FORTE ANCHE IN SALITA

Il D.S. di Filippo Ganna nel biennio da juniores (2013-14) è stato Marco Della Vedova, prima con la Castanese-Verbania e poi con la Aspiratori Otelli Castanese. Tredici le sue vittorie complessive ottenute non soltanto a cronometro, dove già in quegli anni dimostrava di essere il più forte in assoluto.

"Nonostante in salita i corridori più strutturati fatichino (Filippo è alto 1,93, ndr) - dice il D.S. verbanese - Ganna dimostrava di avere una muscolatura reattiva e buona coordinazione nell'alzarsi sui pedali già nel secondo anno da allievo, quando sulla salita di Levo fece registrare il tempo di 14'57", non male visto che il primato appartiene a Ivan Basso da professionista in 14'30". Vinceva a cronometro ma anche nelle gare in linea. Andando bene in salita potrà vincere tante classiche importanti nei prossimi anni. Lo ha già dimostrato al Giro d'Italia di quest'anno a Camigliatello Silano."

Anche lei è stato un corridore di Fanini?

"Si, da dilettante corsi per Amore & Vita per un triennio dal ’91 al ’93, scoprendo i veri valori del ciclismo utili ad affrontare la vita. Correndo emerge anche l'espressione di un sistema sociale portatore di nuove idee che mi hanno aiutato ad aprire la mente. Da professionista ho corso dal ’96 al 2002 per Brescialat, Lampre e Mercatone Uno, facendo il gregario a Gibo Simoni nel Giro d'Italia che vinse nel 2001 e a Marco Pantani nel 2002. Con Fanini ricordo diversi successi ottenuti a Pistoia, al Giro della Valle d'Aosta e al Giro del Friuli".

Come sta proseguendo la sua attività ciclistica a 48 anni?

"Fino al termine della stagione sono D.S. del Team LVF che però ha annunciato smetterà l'attività a fine anno. Nel 2021 passerò a dirigere la Bustese Olonia, sempre a livello juniores. Continuo soprattutto ad esercitare la professione di ispettore dei percorsi delle gare organizzate dalla RCS della Gazzetta dello Sport".

Si incontra spesso con Ganna?

"Certo. Era a casa mia a prendere un caffè anche il giorno prima della sua partenza per il Giro d'Italia e a fare un saluto al mio cane, un pastore catalano che assomiglia al suo. La sua famiglia abita a Vignone, a una quindicina di chilometri da casa mia, anche se da poco tempo lui ha preso la residenza ad Ascona in Svizzera. Pochi chilometri ci separano dal confine con il Canton Ticino".

IL C.T. MARCO VILLA: GANNA HA I MEZZI PER IMPORSI OVUNQUE

Anche l'attuale c.t. azzurro della pista Marco Villa ha corso per Amore & Vita. Da corridore fu fortemente voluto da Ivano Fanini, che lo fece esordire professionista nel ’94 consentendogli di vincere il suo primo mondiale su pista l'anno successivo a Bogotà. Da grande pistard, Villa ha trasmesso le sue esperienze a Filippo Ganna e fra i due si è creata un'alchimia che ha portato i colori azzurri a trionfare in quattro campionati del mondo nell'inseguimento, mentre su strada siamo fermi al titolo di Ballan a Varese 2008.

"Il bilancio della strada - dice Marco Villa - non è così negativo. Lo scorso anno Matteo Trentin sfiorò il bersaglio giungendo secondo a Yorkshire. E Ganna a Imola ha vinto nella crono individuale. In giro non ci sono fenomeni ma squadre con buoni corridori e con questi riescono a vincere. Ma con calma i risultati arriveranno in maniera più frequente anche per noi. Abbiamo ragazzi che stanno crescendo".

Filippo al Giro ha dato un segnale forte della sua potenza. Può arrivare a vincere la corsa rosa oppure è più tagliato per le cronometro e le classiche di un giorno?

"Lui è costante nel suo percorso di crescita e consapevole dei suoi mezzi che sono notevoli. Che sia tagliato per le corse a tappe lo ha dimostrato di recente anche alla Vuelta a Juan in Argentina, piazzandosi al secondo posto nella classifica finale dietro l'astro nascente, il belga Remco Evenepoel, ed anche nella tappa del Giro vincendo sulla Sila. Resta da vedere come saranno disegnate le prossime edizioni. Se vi saranno diverse cronometro piuttosto lunghe, considerando che tiene anche in salita, può riuscirvi".

E per le grandi classiche?

"Guardi, lui tiene una media di 67 orari per diversi minuti. Le sue accelerazioni possono consentirgli attacchi improvvisi difficilmente contenibili dai suoi avversari. È ovvio che il suo spunto vincente può essere sfruttato nell'ultimo chilometro".

È sempre stato in contatto con i D.S. dell'atleta verbanese?

"Certamente. Lo sono tutt'ora anche con Dario Cioni, suo tecnico alla Ineos. Un momento di confronto, anche sulle tabelle di allenamento è utile sia per me, sia per la squadra di Ganna, che portai in azzurro da juniores ed anche allora mi sentivo costantemente con Della Vedova. Comunque posso garantirvi che all'orizzonte ci sono altri buoni corridori che stanno scalpitando e sui quali si può lavorare, ragazzi che sto attentamente seguendo collaborando con Davide Cassani e Marino Amadori. Il futuro che ci attende potrebbe continuare ad essere vincente per lungo tempo".

L'attuale c.t. azzurro della pista è stato una delle più belle scoperte di Ivano Fanini. Da quel 1994 ad oggi Marco Villa ha proseguito un percorso vincente sia a livello agonistico, sia da tecnico dell'atleta che in questo momento fa sognare milioni di tifosi italiani.

da La Gazzetta di Lucca

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