Aveva tasche disordinate: “Il sabato mattina le svuota: saltano fuori banconote, spiccioli, scontrini, dépliant, biglietti del tram già obliterati, una carta di credito che usa poco, la tessera di giornalista e quella sanitaria. Ma, soprattutto, tanti ritagli di giornale. Per la precisione, strappetti, notizie a una colonna rubate alla pagina, anche se prima di archiviarle (a suo modo) lui controlla sempre cosa si perde nel retro. Molto spesso interviste, con una parte sottolineata. Molto analogico”.
Giuseppe Smorto descrive così Gianni Mura, il quarto di “I 4 Gianni” (Minerva, 234 pagine, 18 euro), da lui diretti nella redazione Sport di “Repubblica”. E dei quattro, a pelle, Mura è il Gianni più vissuto, più scavato, anche più amato. Calcio, ciclismo, cucina, avrebbe potuto scrivere (forse lo ha fatto) tutto di tutto, e tutto allo stesso livello, altissimo, personalissimo (anche se spesso gli si attribuiva l’influenza di Gianni Brera). I suoi “Sette giorni di cattivi pensieri”, rubrica domenicale – 37 anni, almeno 1300 puntate - in cui volava da fatti di cronaca ad atti di teatro, da gol a libri, con tanto di voti, un 4 rifilato ad Agnelli, un 3 a Montezemolo, uno 0,5 a papa Wojtyla. C’è chi lo ignorava, chi si offendeva e se la prendeva. C’è chi ribatteva: “Stefano Rodotà gli scrive (a mano) un chiarimento su un intervento da Garante della Privacy”. C’è chi, come la poetessa Vivian Lamarque, lo ringraziò: “Ha scoperto stupita che lui è sull’elenco telefonico”. C’è chi rispose con un telegramma: “Farò tesoro dei consigli. Grazie e auguri, Gerry Scotti”.
Quando Mura si cimentava nelle mnemoniche, sfide enciclopediche: “Lettera T, Personaggi femminili delle canzoni (Teresa, Tosca, continuate voi), calciatori biondi (Balzaretti, Nedved, avanti per mezz’ora) fino a un impossibile ‘titoli di romanzi al contrario con la S’ (Gli sposi promessi, La sabbia del libro, Le selvagge terre)”. Quando Mura prenotava i ristoranti con il cognome Moretti. Quando al ristorante non lo riconoscevano, quando lo riconoscevano fra il primo e il secondo e il menu magicamente si allargava, quando uno chef lo riconobbe subito e lo accolse dicendo: ‘Signor Mura, qui mancavate il papa e lei’”. Quando a un “Quelli che il calcio” lo presentarono come “il miglior giornalista sportivo vivente”.
Quella volta che Mura sorprese tutti dicendo che “la più bella intervista della mia vita” era quella con una pallavolista, Rodica Popa, romena, schiacciatrice, e chiese due pagine in due giorni consecutivi (proposta bocciata). Quella volta che scommise sull’annata di un Armagnac, disse ’72 invece di ’71, ma l’oste glielo offrì lo stesso (ma io sono testimone di quella volta – eravamo al Tour de France – in cui azzeccò l’annata e vinse la scommessa). Quella volta che Mura, ancora al Tour de France, lasciò fiori sul monumento a Casartelli, zitto un minuto davanti al monumento, poi zitto altre due ore in macchina. Quella volta che con la moglie Paola atterrò in un arcipelago da sogno di stretta religione musulmana, niente vino e birra, e disse che non ci sarebbe più tornato. Quella volta che, con la complicità del collega Fabrizio Ravelli, elaborò 92 anagrammi con nome e cognome del loro direttore Eugenio Scalfari.
Quella volta che Mura scrisse, un anno dopo la morte di Gianni Brera, un’ode a endecasillabi (e questa ode si materializzò in uno dei 33 scatoloni pieni di libri, ritagli e altre carte, lasciati alla sua morte), che finisce così: “Qui lo ricordo come un gran signore / come un cinghiale, come un contadino / come un poeta e un bicchier di vino / come un amico, come un lottatore. / Un abbraccio, Gioan, da Giovannino. / Perché, alla fine, conta solo il cuore”.
(fine della quinta puntata – continua)
la prima puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/1776236004
la seconda puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/04/16/1776238325/gianni-brera-ciclismo-storia-del-giornalismo-fausto-coppi-hugo-koblet
la terza puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/04/17/1776375420/gianni-clerici-giornalismo-sportivo-tennis-ciclismo-storia-dello-sport
la quarta puntata: https://www.tuttobiciweb.it/article/2026/04/18/1776411508/gianni-mina-giornalismo-sportivo-ciclismo-storia-dello-sport-repubblica