Alla vigilia della Freccia Vallone il nome che più incuriosisce il gruppo e gli appassionati è quello di Paul Seixas. Non è il più esperto, né il più titolato, ma in assenza di fuoriclasse come Remco Evenepoel e Tadej Pogacar i riflettori si sono spostati su questo talento francese di appena 19 anni, pronto a mettersi alla prova sul temibile Mur de Huy. Seixas è considerato una delle stelle più luminose del ciclismo francese. Cresciuto rapidamente tra le categorie giovanili, si era già fatto notare due anni fa vincendo la versione junior della Liegi-Bastogne-Liegi, con arrivo sulla celebre Redoute. Il suo palmarès include anche piazzamenti di rilievo come l’ottavo posto alla E3 Harelbeke juniores e il terzo posto ai Campionati Europei Under 23.
Nonostante la giovane età, il corridore della Decathlon-CMA CGM ha già mostrato versatilità: competitivo nelle corse a tappe e incisivo nelle classiche, come dimostra il secondo posto ottenuto quest’anno a Strade Bianche. La sua crescita è stata rapidissima, tanto da essere già indicato come possibile uomo copertina del ciclismo francese del futuro.
Ciò che colpisce di Seixas non è solo il talento, ma anche l’approccio e quella serenità che raramente si incontra in un giovane che corre ai massimi livelli. Le sue parole sono misurate, sincere, quasi irreali per un ragazzo della sua età, che ha fatto intervenire anche il presidente Francese, per tutelarne il futuro in patria. «Non mi considero il favorito assoluto, ma come squadra non stiamo nemmeno correndo per il secondo posto».
Pur essendo al centro dell’attenzione, il giovane francese mantiene i piedi per terra. Riconosce il valore dei rivali e non si sottrae al confronto, ma evita discorsi troppo importanti. Anche parlando di Tadej Pogacar, non ha esitazioni: «Stiamo parlando del miglior corridore di sempre. Il livello che raggiunge è incredibilmente alto».
La Freccia Vallone, però, è una corsa particolare, tutta costruita attorno allo sforzo esplosivo del Mur de Huy e Seixas questo lo sa bene: «È una salita che bisogna imparare a conoscere: il posizionamento, il ritmo, il tempismo dell’accelerazione».
Abituato a sforzi più lunghi – salite da quindici o venti minuti – il francese dovrà adattarsi a un finale breve, dove sarà richiesta una grande energia. Ha lavorato su questo aspetto, ma ammette che la gara rappresenterà soprattutto un banco di prova per capire a che punto sia la sua esplosività.
I risultati recenti parlano chiaro: Seixas ha già stupito vincendo il Giro dei Paesi Baschi e confermando il proprio talento con piazzamenti importanti nelle grandi corse. Lui stesso ha ammesso: «Sì, i miei risultati sono migliori del previsto. Mi sono sorpreso. La concentrazione e la passione per la bici sono il mio segreto e voglio pedalare tutti i giorni».
Alla Freccia Vallone, Seixas non parte con l’etichetta di favorito assoluto, anche per rispetto verso corridori più esperti come Kevin Vauquelin. Ma il messaggio è chiaro: la sua squadra non correrà per un piazzamento. Come lui stesso ha detto, la Freccia Vallone sarà un divertente viaggio alla scoperta di se stesso. Ma se guardiamo con l’occhio critico, allora alla Freccia Vallone forse avremo veramente la possibilità di scoprire una nuova stella del ciclismo mondiale.