I PIU' LETTI
ASPETTANDO IL GIRO. LA VALTELLINA E IL CICLISMO, STORIE DI VETTE AQUILE E CAMPIONI - 2
di Giuseppe Figini | 16/05/2025 | 08:17

Una terra, quella di Valtellina, che ha ospitato storici momenti di ciclismo, legati soprattutto al Giro d'Italia. E proprio in attesa dell'ennesimo pèassaggio e arrivo di tappa della corsa rosa, vi proponiano un viaggio in quattro puntate alla scoperta della Valtellina, delle sue montagne, della sua natura e, naturalmente, delle sue storie di ciclismo.

Ed entriamo nella storia del ciclismo in Valtellina, seguendo l'ordine cronologico degli arrivi di tappa del Giro d'Italia.

SONDRIO - 1939
È stato il primo arrivo in Valtellina e l’onore della primogenitura è toccato al capoluogo. Penultima tappa da Trento a Sondrio con il GPM al Passo del Tonale. Vinse la tappa e indossò la maglia rosa che aveva tenuto a lungo prima di lasciarla il giorno prima a Bartali. Giovanni Valetti, scalatore piemontese, vincitore del Giro 1938, vide il campione toscano in difficoltà sul Tonale. E giunse in rosa al traguardo finale di Milano per un bis di valore.

SONDRIO – 1956
È una volata di gruppo, vinta dal veloce spagnolo Miguel Poblet, quella che conclude questa breve tappa, km. 98, da Lecco al capoluogo della Valtellina, dapprima sulle sponde del lago di Como e poi nella bassa Valtellina. Un Giro che vivrà poi la drammatica, ancorché leggendaria, tappa del Bondone, in Trentino.

Nel 1992 è un corridore con famiglia d’origine valtellinese, di Grosotto, Marco Saligari, ad essere profeta in patria, e per distacco, vincendo nel capoluogo con Miguel Indurain incontrastato padrone assoluto della maglia rosa, la tappa che partiva da Palazzolo sull’Oglio.

BORMIO – 1953
E qui nascono il mito e la leggenda del Passo dello Stelvio, abbinato a quella già in essere di Fausto Coppi, il “campionissimo” per definizione.
Anche in quest’occasione è la penultima tappa con partenza da Bolzano.

E lo STELVIO, percorso per la prima volta da una corsa ciclistica, voluto dal “patron” Vincenzo Torriani, è il giudice temuto da tutti. La maglia rosa alla partenza era vestita già da parecchie tappe dall’elegante e forte campione svizzero Hugo Koblet con un vantaggio di 1’56”. Sembrava saldamente al comando e in controllo la sera della vigilia del passaggio sullo Stelvio. Sembrava…, appunto. Il mattino della partenza, gli amici di Coppi indagano un po’ e ritengono di rilevare segni e qualche indizio sussurrato di una nottata non molto tranquilla passata da Koblet. E gli occhiali da sole calzati già di primo mattino dall’elvetico sono interpretati dai “marpioni” in maglia biancoceleste della Bianchi come una conferma delle voci che circolavano e, soprattutto Ettore Milano, il fido consigliere del campionissimo con Sandrino Carrea, corridore di straordinaria forza, mettono a punto con Fausto Coppi un piano d’attacco da lontano al portatore della maglia rosa. Un piano che Coppi finalizza da par suo lungo i 48 tornanti in salita dello Stelvio percorso dal versante altoatesino della Val Venosta con pareti di neve ai lati della strada alle quote maggiormente elevate. Segue poi il “tuffo” in discesa verso Bormio dove Fausto Coppi è primo e veste la maglia tosa con Koblet che salva il secondo posto in classifica accumulando però un ritardo di 1’29” dalla nuova maglia rosa. Una tappa iconica che resta scolpita nella storia, e pure nella leggenda, del ciclismo così come lo Stelvio, teatro maestoso per una grandissima recita del “Campionissimo”.

La spettacolare strada dello Stelvio è stata voluta dall’imperatore d’Austria Francesco I: fu progettata e realizzata dall’ingegnere capo della Provincia di Sondrio, il bresciano Carlo Donegani che ne è l’autore con i lavori che durarono tre anni. Fu inaugurata nel 1825 ed era il collegamento più veloce e diretto fra Milano e Vienna, tutto in territorio sotto la giurisdizione austriaca, senza necessità quindi di passaggi in terra veneta o elvetica. Il valico, fino al 1915, era percorribile tutto l’anno dal servizio di diligenze grazie all’opera continua di centinaia di spalatori che vivevano nelle otto case cantoniere, ripartite sui due versanti, una vita durissima e che ospitavano, quando necessario, i viaggiatori e i cavalli. I moti collegati alla prima guerra d’Indipendenza del 1848 provocarono danni severi ai tunnel rendendo difficile il passaggio e questo spinse io governanti austriaci a potenziare i passi del Tonale e dell’Aprica. Con la seconda guerra d’Indipendenza, nel 1859, la Valtellina e l’intera Lombardia confluirono nel regno di Sardegna diventato poi Regno d’Italia nel 1861.

E il passo dello Stelvio ne costituiva il confine e nella zona durante, il primo conflitto mondiale, dal 1915, fu teatro di dure battaglie fra i due eserciti contrapposti. Un museo al Passo Stelvio ne tramanda la storia ai posteri.

Il versante lombardo parte da Bormio, presenta il piano viabile lungo km. 22 circa con 34 tornanti e sei gallerie paravalanghe nella bellissima valle del Braulio mentre, per quello del Trentino-Alto Adige, in Val Venosta, i numeri riferiscono di uno sviluppo di poco meno di km. 28 con 48 tornanti, assai panoramici, a spirale, lungo il fianco della montagna.

È considerato un valico con vocazione soprattutto turistica, al confine fra Italia e Svizzera, quello del Giogo di Santa Maria oppure Passo dell’Umbrail (m. 2503), il valico carrozzabile più alto della Svizzera, che mette in comunicazione il cantone svizzero dei Grigioni con l’Alta Valtellina, aperto al traffico nel 1901, che offre spettacolari visioni sulla sottostante Val Monastero, in territorio svizzero e su quella di Fraele. Il passo dell’Umbrail, completamento asfaltato dal 2015/16, è raggiungibile dal versante valtellinese dopo la IV cantoniera.

Dai due versanti “classici” dello Stelvio (il nome è quello di un comune del versante altoatesino, Stilfs e Stilfers Joch è il passo dello Stelvio in tedesco) sono proposti panorami di larga presa emotiva e suggestivo impatto nell’ambientazione dell’estesissimo Parco Naturale dello Stelvio, fra le più grandi riserve naturali d’Europa, che tocca Il Trentino-Alto Adige e la Lombardia, nelle Alpi dell’Ortles-Cevedale, delle Alpi di Livigno e del gruppo Sobretta Gavia. Un grande sviluppo alle attività praticabili al Passo dello Stelvio è stato dato dagli anni 1950 dalle iniziative intraprese da Giuseppe Pirovano, il “Piro”, grande scalatore e alpinista bergamasco con la moglie Giuliana Boerchio, giornalista e editrice del quotidiano La Provincia Pavese, con molteplici iniziative di tipo turistico e sportivo d’avanguardia per i tempi come l’Università per lo sci. 

Erano i referenti esperti degli organizzatori del Giro d’Italia e che, oltre a saper “leggere il tempo”, in anticipo, individuavano con immediatezza contingenze improvvise sempre possibili a quelle quote e ponendovi pronto rimedio. A tale proposito, nell’anno 1975 con l’arrivo finale in cima con il duello Bertoglio-Galdos, dalle 4 del mattino alla medesima ora pomeridiana, per otto volte si alternarono neve, pioggia ghiacciata e sole. Così come accadde nel 1972 nella breve Livigno-Passo dello Stelvio, primo arrivo di tappa aggiudicato sulla sommità dopo l’arrivo d’emergenza nella frazione, con partenza da Madesimo, del Giro 1965 che prevedeva l’arrivo a Solda ma fermata in cima al passo per neve e intransitabilità della discesa. La vittoria di tappa fu dello spezzino Graziano Battistini. Vittorio Adorni confermò la sua maglia rosa che indossò fino al traguardo finale di Milano.
Per portare le strutture indispensabili per allestire l’arrivo in cima, anche se ridotte, era necessario il trasbordo notturno dei materiali dagli autotreni dell’organizzazione, impossibilitati a superare i tornanti per la lunghezza, sui mezzi speciali delle aziende Sertorelli e Confortola, gli unici adatti per superare i tornanti dello Stelvio.

Qualche volta lo Stelvio, pur annunciato nel percorso, mostrò il suo carattere più arcigno e non fu affrontato per “impraticabilità del campo”, si direbbe nel calcio, e vivaci conseguenti polemiche. Quando è stato percorso ha comunque sempre fatto il suo “dovere”.

Nel 1972 la breve tappa – km. 80 - partente da Livigno con arrivo sulla cima di Re Stelvio il furetto spagnolo Josè Manuel Fuente infarcì la sua corsa di scatti ma Merckx conservò agevolmente la sua maglia rosa.

Nel 1975 il Giro d’Italia pose qui il suo traguardo finale con la frazione che partiva da Alleghe, nel Veneto. La maglia rosa era vestita, un po’ a sorpresa, dal bresciano Fausto Bertoglio dopo la cronoscalata a Il Ciocco di una settimana prima. Lo scalatore spagnolo Francisco Galdos lo tallona a breve distanza, solo 41 secondi. I 48 tornanti del versante altoatesino sono decisivi perla vittoria finale. I due duellanti affrontano in coppia la scalata con Galdos nella funzione d’attaccante ma la difesa di Bertoglio è di grande valore e tallona sempre lo spagnolo al quale va la vittoria di tappa ma Bertoglio, in rosa, è ancora valorosamente alla sua ruota. Fu un duello testa a testa di grande impatto emozionale vissuto dagli appassionati presenti e pure da milioni di ascoltatori di radio Rai attraverso una radiocronaca rimasta negli annali. La consorella cieca della televisione in quell’occasione ci vide oltremodo bene poiché Rai-TV, ancora in conseguenza dell’austerity del 1973, proponeva ancora il Giro d’Italia con immagini montate e in differita, in orario preserale. E fu l’occasione d’ascolti boom, pur se in differita, anche per la Rai-Tv.

E il Re Stelvio deve attendere il 2012 per proporre l’arrivo della frazione partente dal Caldes, in Trentino, la penultima, che prevedeva l’antipasto, piuttosto forte, del Mortirolo. Il belga Thomas De Gendt, che h ada poco concluso la sua carriera, con azione iniziata in Valtellina, giunge a braccia alzate al traguardo con Damiano Cunego secondo a 56”. Lo spagnolo Joaquin “Purito” Rodriguez conserva la maglia rosa che, però, cederà nella cronometro conclusiva di quel Giro a Milano al regolarista canadese Ryder Hesjedal che vince la corsa rosa per 16” sul popolare scalatore iberico.
Poi, da allora, il “re” si concede solo per passaggi di tappe, ovviamente importanti, valorizzate dalla sua imponente presenza e, fra le quali, la Cles-Bormio del 1980 con l’impresa, grande, firmata dal campione francese Bernard Hinault che ha finalizzato un lavoro di squadra ideato dal direttore sportivo, il furbo Cyrille Guimard, imbastendo una recita, accompagnato dal compagno di squadra,  Jean-Renè Bernaudeau, salendo lungo i 48 tornanti del versante della Val Venosta, staccando Wladimiro Panizza, veterano stagionato e sempre combattivo, in maglia rosa da sei giorni e che cullava il sogno di una vita, giungendo a Sondrio con un vantaggio di 4’20”. E per ripagare il lavoro del compagno Hinault non staccò mai Bernaudeau e gli concesse l’onore di transitare per primo sia al mitico G.P.M. e pure la vittoria di tappa. Poco tempo prima Jean-René Bernaudeau aveva perso un fratello più giovane per annegamento accidentale in un laghetto.

“Le Stelvio” è il nome del ristorante di Antigny, nella Vandea, la regione di Bernaudeau, aperto dopo la fine della carriera che continua l’attività tuttora anche se la gestione è stata cambiata dopo che il fondatore ha intrapreso la carriera di manager di squadre, con successo, nel professionismo ciclistico conservando comunque la proprietà.

E “Stelvio” è un nome, un’emozione che coinvolge tutti gli amanti delle due ruote, a livello mondiale, e non solo. E sono molteplici, e in diversi versanti, ovunque, i motivi d’affezione riverente e riconoscente per questa “montagna sacra” del ciclismo mondiale.

2 - continua

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha...

Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata?...

Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco...

È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova,...

La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart,...

L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale...

L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita...

Il sistema è uno dei migliori sul mercato: prevede la connessione diretta alla batteria dell’e-bike tramite un cavo D-type da 3, 5 mm, ora scollegabile e sostituibile indipendentemente per semplificare...

È possibile provare la qualità del “fatto a mano” nelle uscite quotidiane senza spendere cifre astronomiche? Con i Challenge ELITE Pro tutto questo è assolutamente realizzabile: è proprio  questo il...

Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta definitiva alla calura estiva. Leggerezza, raffreddamento da primato e aerodinamica...

Chi pratica attività sportiva oltre il tramonto sa bene quanto sia importante essere ben visibili su strada, una sicurezza che possiamo ottenere scegliendo la luce adatta alle nostre esigenze. Passando...

Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere conquistando fama e stima da una popolazione vastissima di pedalatori....

In occasione del Tour de France Femmes avec Zwift (1–9 agosto 2026), Alé ha realizzato una nuova livrea per il team Fenix-Premier Tech, che le atlete indosseranno lungo le nove...

Columbus, lo storico produttore milanese di tubazioni per telai e componenti, ha annunciato l'ampliamento della sua collezione di manubri e forcelle in carbonio con una serie di componenti dedicati al...

Garmin Ltd. (NYSE: GRMN) ha annunciato di aver acquisito le piattaforme di allenamento TrainingPeaks e TrainHeroic, destinate ad atleti e allenatori. L'acquisizione rafforza l'ecosistema fitness di Garmin, offrendo esperienze...

La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello che vi serve davvero sottomano e direttamente sul tubo orizzontale,...

Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30 minuti, operazione piuttosto semplice) sia sulle sue dimensioni mastodontiche. Sarà...

Tadej Pogačar ha vinto il suo quinto Tour de France, entrando nella leggenda del ciclismo. Lo ha fatto ancora una volta indossando gli occhiali Scicon Sports. Per celebrare questo traguardo...

SIDI, brand specializzato nella produzione di calzature da bici ad alte prestazioni, prosegue il proprio percorso nel campo dell’innovazione presentando la Wire 3, nuova scarpa da strada che unisce traspirabilità,...

Dal modello Bikone Aero di 77 grammi, sviluppato in collaborazione con UAE Team Emirates, nasce una edizione speciale di soli 500 esemplari che abbina un esclusivo design celebrativo a prestazioni...

Il marchio Chamois Butt’r, distribuito in esclusiva in Italia da Ciclo Promo Components, si distingue per la produzione di creme di altissima qualità destinate a migliorare il vostro comfort in...

C'è un colore che, nel ciclismo, conta più di ogni altro. Il giallo. Il colore della maglia del leader del Tour de France, e di una delle maglie più riconoscibili...

È lei la regina di casa SIDI, quella con cui il marchio ha rilanciato il nuovo logo proprio sul finire della scorsa stagione, la stessa Shot 3 on cui Isaac...

La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum Series è a mio avviso il capo che la rappresenta...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
di Giorgio Perugini
TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
di Giorgio Perugini
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy