Promosso in prima squadra dal team Development, a 21 anni ha debuttato subito al fianco di Van Aert in una Classica molto esigente come la Strade Bianche. Pietro Mattio, cuneese della Visma-Lease a Bike, è soddisfatto di questa giornata: è arrivato 92° a 21’14” da Pogacar, ma non è stata una prestazione anonima la sua e poi i risultati ottenuti nelle scorse settimane fanno ben sperare per il futuro di questo ragazzo.
«Beh, è dura, è dura questa corsa, e anche lo sterrato... Qui bisogna correre sempre davanti. Quando sei in una corsa del genere sai che devi essere super attento e andare molto forte in salita. Dopo 70 km ho dovuto cambiare la bici con Jorgenson, Matteo ha forato e per fortuna gli ero dietro e gli ho passato la mia. Mentre gliela davo, sono anche scivolato e da lì è stato un inseguimento, non ho mai più visto la testa della corsa, però il mio lavoro l'ho fatto».
Pietro Mattio sta imparando a correre con i migliori corridori del mondo in una squadra ricca di talenti. Anche la scorsa settimana lo avevamo visto dare la sua bici a Van Aert, che aveva forato, ma in quell’occasione il cambio non andò a buon fine, perché il belga è troppo alto.
Il piemontese ha avuto un inizio di stagione positivo, mentre nel 2025 lo avevamo visto arrivare arrivare quinto alla Roubaix Under 23 e oggi è senza dubbio uno dei più promettenti talenti azzurri: spesso ha ricevuto i complimenti dei compagni di squadra.
«Penso che sto facendo bene in squadra: vedremo dove potrò arrivare, però per il momento posso dire che sono contento del mio». Il cuneese corre in una delle squadre più importanti e, consapevole di questo, si sente un ragazzo fortunato e vuole ricambiare la sua Visma-Lease a Bike della fiducia che gli è stata data. Pietro Mattio è giovane e ancora deve capire le sue caratteristiche come corridore, ma senza dubbio ha delle preferenze e la corsa toscana è una delle sue preferite. «Sicuramente la strada è ancora lunga e cercherò di fare più esperienza possibile e poi vedremo. Strade Bianche mi è piaciuta molto, ho avuto un po' di sfortuna, però penso che la Parigi-Roubaix, le classiche del Nord e anche questa corsa siano adatte a me».