Alla Fortezza Medicea Tadej Pogacar viene preceduto dal solito boato che parte dalla folla che lo acclama e, finita la presentazione, il cammino verso l’uscita diventa una sosta continua tra selfie e foto. Tadej non si sottrae, con la maglia di campione del mondo e l’obiettivo di centrare il primo record del suo 2026: vincere Strade Bianche per la quarta volta dopo il 2022, 2024 e 2025. Nessuno c’è ancora riuscito.
«È bellissima questa corsa – spiega Pogacar, 27 anni, alla settima partecipazione a Strade Bianche dal 2019, quando debuttò da professionista: 30° a 8’04” dal vincitore Alaphilippe - Non vedevo l’ora di tornare a correre, e non è importante che vinca io, ma uno della Uae: sono sicuro che sarà un giorno splendido per noi. È stato davvero speciale che mi hanno dedicato un settore di sterrato (Colle Pinzuto, ndr), ai lati della strada c’è una roccia (la chiama così) ed è un onore per me, un grande piacere, sono felicissimo e orgoglioso, perché mi riporta ottimi ricordi».
Lo sterrato viene dedicato a chi vince la corsa tre volte: il tratto di Monte Sante Marie porta il nome di Fabian Cancellara, l’unico prima di Tadej a fare tris.
Pogacar apre la stagione qui alla Strade Bianche come già nel 2024: «Questa è una corsa speciale, ma non è una novità fare qui la prima gara dell’anno. Ho voglia di dare il primo calcio alla stagione, l’inverno è stato lungo, ho fatto una lunga preparazione e sono eccitato di tornare a correre. C’è grande adrenalina (l’ha detto in italiano, ndr) in me per iniziare la stagione e vedere se sono andate bene le cose fatte in inverno. Noi della Uae giocheremo di squadra, non importa chi vincerà. I rivali? Mi chiedete di Seixas? In ogni corsa che faccio ci sono degli avversari, ma non cambia la mia prospettiva. Seixas ha già mostrato quanto è bravo, ha un futuro luminoso davanti. Per quanto riguarda lo sterrato, ho fatto la ricognizione, la faccio sempre, è stato un ottimo allenamento – conclude Pogacar - Non c’è più molto da imparare ma è sempre importante vedere le condizioni dello sterrato».
Senza Wellens e Narvaez, infortunati, e Del Toro a parte, saranno l’americano Kevin Vermaerke e il fiammingo Florian Vermeersch a proteggerlo: «Sono sicuro che faranno grandi cose, in particolare Florian che sta veramente volando».