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GIRO. LA TAPPA PIU' LUNGA. LIVE
di Giuseppe Figini | 18/05/2019 | 07:56

 

Non c’è nulla da aggiungere all’esauriente commento della combattutissima 7a tappa, la Vasto-L’Aquila, proposto in tempo reale, “sul tamburo” si dice in gergo, da Paolo Broggi su tuttobiciweb.it subito dopo l’arrivo.

E’ stata una frazione lottata, scoppiettante, disputata a elevatissima media tenuto conto della natura del percorso, ricca di episodi, che ha chiamato tutti i protagonisti – sia quelli in attacco, sia quelli in difesa - a un costante impegno agonistico, senza momenti di respiro che ha premiato il tempismo e la propensione al genere d’arrivo dello spagnolo Pello Bilbao.

C’è stato il ritiro dello sprinter colombiano Fernando Gaviria, impossibilitato a proseguire per dolorosi problemi al ginocchio sinistro che lo condizionavano già da qualche giorno. Una defezione importante fra le ruote veloci del gruppo, così come Sacha Modolo che pure lui ha staccato il numero di gara ieri. Gli appartenenti alla categoria sprinter/velocisti già oggi potrebbero comunque proporsi e misurarsi sul rettilineo d’arrivo, a patto che salvino la gamba sui diversi dislivelli nel finale tracciato nell’immediato entroterra pesarese, nella Tortoreto Lido-Pesaro, la tappa più lunga, piatta per oltre la metà fino a quando costeggia l’Adriatico ma assai mossa poi, così descritta dal Garibaldi ufficiale “…. gli ultimi km. 100 ondulati e costellati di “muri” fino all’arrivo. Si scala una decina di salite di cui 3 classificate GPM  - di 3a cat. la prima mentre le ultime due sono di 4a cat. - con il finale sul Monte di Gabicce…”. Per l’arrivo, sempre il Garibaldi, riferisce “Al termine della discesa molto tecnica che caratterizza gli ultimi km. 7, a km. 3 dall’arrivo si entra nell’abitato dove su strade ampie e rettilinee si raggiunge l’arrivo. Retta finale su asfalto di m. 250, larga m. 7”.

Intanto sono stati confermati i titolari di tutte le maglie dei leader delle varie graduatorie.

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Questa tappa, lunga ma con difficoltà minime, ha in pratica per scenario, quasi per intero, la costa adriatica quale sfondo, salvo una breve digressione verso l’interno nel finale.

E’ ancora l’Abruzzo a ospitare la partenza per passare poi subito nelle Marche, la regione attraversata, per tutta la sua estensione costiera, da questa frazione.

Tortoreto Lido, località balneare del comune di Tortoreto, in provincia di Teramo, nell’operosa Val Vibrata, è una nota e frequentatissima località con bella spiaggia che si estende per circa quattro chilometri. Il territorio comunale è diviso in due parti con la più antica che sorge in collina, definita “Tortoreto Alto”, con antico e caratteristico borgo medievale che conserva diversi edifici e costruzioni di rilievo e i due tradizionali rioni di Terravecchia e Terranova.

E’ il turismo balneare, anche d’impronta internazionale, la maggiore risorsa economia attuale accompagnata comunque da una variata offerta di temi riferibili all’agricoltura all’enogastronomia, alla pesca e al settore manifatturiero.

Tortoreto Lido ha già ospitato un arrivo della corsa rosa nel 1995 con la vittoria del toscano Filippo Casagrande nella tappa partente da Recanati, e la partenza, nel 2011, di una tappa con arrivo a Castelfidardo, vinta dal francese John Gadret, oltre a varie altre competizioni delle due ruote.

Dopo il via si passa per Martinsicuro, con la vista della notevole torre costiera di Carlo V della metà del 1500 e quindi passare subito nelle Marche, provincia di Ascoli Piceno, per San Benedetto del Tronto, altro esteso e importante sito turistico balneare di peculiare rilievo con l’elegante lungomare della Riviera delle Palme. Si trova alla foce del fiume Tronto è caratterizzata pure da una notevolissima attività con un grande porto peschereccio con tutte le collegate attribuzioni riferibili alla cantieristica, anche di tipo industriale, in relazione all’importantissimo mercato ittico. Vari sono i motivi d’interesse della popolosa città, oltre agli scorci panoramici offerti dal suo bellissimo litorale e dai centri sparsi sulle retrostanti, dolci, colline. E’, in pratica da sempre, il traguardo finale della Tirreno-Adriatico, corsa fondata da Franco Mealli a metà degli anni 1960, con partecipanti e vincitori di prestigio. Nel 1953, vittoria di Albino Crespi, Pierino  Baffi 1958 e nello sprint vittorioso di Raffaele Marcoli 1964 (tutti lombardi) negli anni in cui è stata sede di tappa del Giro d’Italia.

Segue Grottammare, altro rinomato centro balneare e di varie attività, luogo di nascita di Fabio Roscioli (1965), professionista per una dozzina d’anni, vincitore al Tour 1993 della tappa di Marsiglia dopo una fuga solitaria di oltre km. 180, alla Vuelta e di Papa Sisto V nel 1521, pontefice dal 1585 al 1590.

Segue l’entrata nella provincia di Fermo, per Pedaso, bel centro fra collina e mare, Porto San Giorgio, altra frequentata località con belle spiagge e piacevoli atmosfere, con la Rocca medievale e varie chiese, Porto Sant’Elpidio, con ville di rilievo fra le quali Villa Murri, e varia attività calzaturiera che ha affiancato quella del turismo e della pesca. E’ qui nato nel 1966 Il popolare attore e conduttore televisivo Neri Marcorè. Mario Cipollini nel 1992 e il colombiano Rubiano Chavez nel 2012 sono i vincitori delle due tappe del Giro a Porto Sant’Elpidio, località frequentata anche dalla Tirreno-Adriatico, come un po’ tutte le Marche del resto.

Segue un altro cambio di provincia, incontrando quella di Macerata, per Civitanova Marche, importante città sul mare, con sviluppato turismo balneare, produzione di scarpe, attività di pesca, accompagnate dall’artigianato d’antiche tradizioni in differenti settori. Il palazzo Ducale Cesarini-Sforza a Civitanova Alta con le mura, l’omonimo palazzo, ora sede comunale, vicino al litorale, la chiesa del protettore San Marone, quella di Cristo Re con il campanile che ricopre anche la funzione di faro per il porto, sono, fra diversi altri, identificativi di Civitanova Marche. Qui, nella frazione di Porto Civitanova, il Giro ha proposto un arrivo nel 1935 con la vittoria Antonio Folco e in seguito varie partenze. Nel 1970 gareggiò una piccola formazione professionistica denominata proprio Civitanova Marche e, qualche anno fa, un’altra squadra professionistica con varie denominazioni gestita da Vincenzo Santoni che ottenne pure affermazioni di rilievo. Nativi di qui sono Gianmarco Tamberi (1992), detentore record salto in alto italiano, il motociclista Franco Uncini (1955) vincitore di un motomondiale e dirigente del circuito mondiale di motogp e lo stilista Cesare Paciotti (1958).

Seguono Porto Potenza Picena e Porto Recanati, e passare poi in provincia di Ancona, nella zona sovrastata dalla maestosa basilica della Santa Casa di Nazareth di Loreto, luogo dove la tradizione religiosa colloca l’annuncio alla Vergine Maria della nascita miracolosa di Gesù, per stazione di Loreto, superando poi il bivio di Camerano e percorrere poi la direttissima del Conero, il promontorio con il suo attraente e multiforme paesaggio con varie località di richiamo turistico prima di giungere ad Ancona. La città capoluogo di regione presenta l’abitato ad anfiteatro, ricco di attrattive e molteplici motivi di richiamo storico, monumentale e culturale attraverso le varie epoche. Il Duomo di San Ciriaco, sulla cima del colle Guasco, chiesa di rilevante interesse monumentale, la Cittadella, progettata da Antonio di Sangallo il Giovane, l’arco di Traiano, la Mole Vanvitelliana, detta il Lazzaretto, sono fra quelli di maggior pregio. La vita economica è ripartita fra il turismo estivo, il porto, fra i più importanti della penisola, il commercio e diverse attività industriali. L’aspetto gastronomico privilegia soprattutto i piatti di mare accompagnati dai vini del territorio. Molteplici sono i personaggi originari della città dorica. Il Giro d’Italia ha proposto qui nove arrivi, sempre con vincitori di specifico valore: 1911 Lauro Bordin, 1930 Michele Mara, 1934 Learco Guerra, 1937 e 1946 Aldo Bini, 1952 Rio Benedetti, 1955 Giorgio Albani, 1975 Patick Sercu e nella cronometro del 1999 il francese Laurent Jalabert.

In successione, fra mare e dolci colline, si trovano Marina di Montemarciano e Senigallia, con la sua estesissima “spiaggia di velluto”, soggiorno estivo di lunga tradizione e tessuto urbano ricco di peculiari motivi. Giovanni Maria Mastai Ferretti (1792-!878), Papa Pio IX che ha regnato per trentun anni, è stato anche l’ultimo papa-sovrano.

Altro passaggio di provincia, entrando in quella di Pesaro, città d’arrivo, incontrando Marotta, altra località balneare e, da qui, la corsa prosegue nell’interno lasciando per ora la costa per San Costanzo, incontrando strade dal profilo maggiormente, mosso, Piagge, Calcinelli, località confluite nel nuovo comune sparso di Colli al Metauro. Si procede fra piacevoli colline dell’omonima valle, con importanti attività, così come Cartoceto con un bel centro medievale e produzione dell’omonimo olio DOP, affrontare la salita di Monte della Mattera, GPM 3^ cat. a m. 418, discesa verso Mombaroccio, con il convento santuario francescano del Beato Sante e tradizionali attività artigianali di ricami e filatura per tappeti e coperte. Si entra una prima volta nell’esteso territorio comunale di Pesaro toccando le frazioni di Santa Maria dell’Arzilla, Trebbio della Sconfitta, Santa Veneranda e quindi il GPM, a m. 222, di Monteluro, nel comune di Tavullia che immediatamente richiama il nome di Valentino Rossi, straordinario pilota e popolarissimo personaggio del motogp con nove mondiali distribuiti in tutte le categorie.

Dopo Gradara, in panoramica posizione con la sua nota e storica Rocca Malatestiana che, con l’originale struttura medievale del borgo fortificato ben conservata, rimanda alla triste vicenda di Francesca Polenta, meglio nota come da Rimini, e di Paolo Malatesta, uccisi dal fratello di Paolo, Gianciotto Malatesta, per gelosia. Vicenda dell’immaginario popolare che è approdata alla storia e alla letteratura, ripresa e cantata anche da Dante Alighieri nella sua Divina Commedia.

Si prosegue per Gabicce Mare, nota località balneare con la sua bella spiaggia, in piacevole ambientazione, poi il passaggio al GPM di Gabicce Monte, quota m. 120, e proseguire per Monte San Bartolo, nell’omonimo parco naturale condiviso con Pesaro che offre scorci paesaggistici di notevole presa. Gabicce è stata sede di tappa del Giro nel 1976 con vittoria dello spagnolo Antonio Menendez e l’anno successivo, con due semitappe, entrambe vinte dal belga Freddy Maertens in maglia iridata, di varie partenze di tappa e manifestazioni ciclistiche d’ogni tipo e categoria.

Il traguardo di Pesaro si raggiunge dopo una discesa che richiede attenzione. E’ la seconda città delle Marche, capoluogo con Urbino dell’omonima provincia, importante centro balneare e industriale, molto sviluppato in molteplici settori, in un esteso territorio con numerosissime frazioni, fra colline digradanti e costa con una piacevolissima struttura, in parte cinquecentesca nel suo centro storico con notevoli richiami rinascimentali e gradevoli atmosfere. Fra le architetture religiose si trovano la Cattedrale romano-gotica di Santa Maria Assunta, la chiesa di S. Agostino e il Santuario della Madonna delle Grazie. Fra quelle di tipo civile spiccano il Palazzo Ducale del 1500, fatto erigere da Alessandro Sforza e, nei pressi, la casa natale di Gioachino Rossini (1792-Parigi 1881), grande musicista, con museo, che la città ricorda anche il Rossini Opera Festival. Importante è pure la Mostra internazionale del Nuovo Cinema, il Pesaro Film Festival, che ogni anno, dal 1964 è ospitato nella città nella prima parte dell’estate.

Di specifico rilievo sono la Villa Imperiale sul colle San Bartolo con sale decorate da pittori importanti, la ben conservata quattrocentesca Rocca Costanza, i Musei Civici con interessante pinacoteca e museo delle ceramiche, il Villino Ruggeri, splendido esempio dello stile Liberty così come altri simili di famiglie gentilizie, soprattutto nella zona costiera. Il piazzale della Libertà, con la sfera di metallo opera di Arnaldo Pomodoro, al centro del litorale, è frequentato punto d’incontro. Nella città esiste un’estesa rete di piste ciclabili. Enrico Paolini (1945) è una figura rappresentativa del ciclismo con tre maglie tricolori e i successi in sette tappe della corsa rosa che ha proposto a Pesaro arrivi di tappa nel 1927 e vittoria di Arturo Bresciani, 1949 Adolfo Leoni, 1970 il sudafricano Alan Van Heerden e nel 1986 Guido Bontempi.

da Tv Roadbook

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