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GIORNO DELLA SCORTA. La sicurezza, innanzitutto
dalla Redazione | 02/01/2015 | 07:32

Anno nuovo, tema della sicurezza sempre valido. E allora in apertura di 2015 vi proponiamo il rendiconto completo della tavola rotonda del Giorno della Scorta, celebrato poche settimane fa a Faenza, con organizzazione del Gs Progetti Scorta.

Pier Augusto Stagi – Direttore di Tuttobiciweb.it e TuttoBici
IL CONDUTTORE - «Buongiorno, io sono qua in un ruolo che non è il mio, ma Silvano è un trascinatore e mi ha trascinato in questo vortice dove più che fare il presentatore vorrei fare semplicemente il moderatore o il conduttore. Parto col dire che c’è la crisi, tutti sottolineano la crisi, però io vorrei dire qualcosa che possa servire al ciclismo: il ciclismo, abituato a scalare le montagne, di fronte alle difficoltà ha capito prima di altri che occorreva innovarsi e là dove venivano a mancare certe condizioni, si è inventato le scorte tecniche, perché come diceva il fisico e filosofo Einstein «è nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie».
IL RINGRAZIAMENTO - «Oggi, potremmo dire che è anche il giorno del ringraziamento, nel senso laico, per tutti quelli che operano per la sicurezza, dove il primo posto spetta alla forze di polizia, qui schierate in prima fila, a cui va tutta la nostra più assoluta riconoscenza. Senza di loro non si farebbero le gare ciclistiche».
AUTORITA’, PERSONALITA, OSPITI - «Salutiamo le autorità, le personalità ed i gentili ospiti di questa 23ª edizione del Giorno della Scorta: il sindaco dott. Giovanni Malpezzi; il prefetto di Ravenna dott. Fulvio Della Rocca; il presidente regionale del CONI dott. Umberto Suprani, il CT Marino Amadori in rappresentanza del Presidente della FCI, il presidente CRER-FCI Davide Balboni, il presidente del CR Toscana Giacomo Bacci, il presidente del CR Marche Lino Secchi, il presidente della Lega Ciclismo Uisp Davide Ceccaroni, il dott. Marco Coralli in rappresentanza del Compartimento della Polizia Stradale dell’E/R, il dott. Giandomenico Protospataro in rappresentanza del Ministero dell’Interno, i componenti gli equipaggi del Pullman Azzurro e della Lamborghini-Gallardo della Polizia Stradale,  il Cap. Cristiano Marella in rappresentanza del comando provinciale dei Carabinieri, il dott. Paolo Ravaioli comandante della Polizia Muncipale di Faenza, il Com. Ricci in rappresentanza della Polizia Municipale di Ravenna, i rappresentanti dei gruppi di moto staffette e scorte tecniche: Scorta Moto Club Morrovalle, Scorte Chimera Arezzo, Motostaffetta Selle Italia, Motostaffetta Friulana, Sicurezza e Assistenza Tecnica di Terni, Gruppo Motociclisti Pistoiesi, Gruppo Motociclisti di Cavarzare, Gruppo Motostaffette Ass. Nazionale Polizia di Stato (Chieti), Lario Scorte e Gruppo Motociclisti Alto Milanese. Un saluto ai DD.CC. tra i quali Raffaele Babini del Giro d’Italia, DD.SS. tra i quali Giancarlo Ferretti, i GG.GG. ed i corridori, che saranno, insieme ad altri ospiti, presentati nel corso della mattinata. Infine, un saluto straordinario ed affettuoso a tutti i dirigenti di società ciclistiche, a cui siamo riconoscenti per l’impegno profuso per lo sviluppo del ciclismo e per la ricerca della massima sicurezza. Citiamo per tutti Giancarlo Otelli, presidente del G.S. Aspiratori Otelli, organizzatore della Tre Giorni Bresciana e sponsor del Premio Sicurezza.

Giovanni Malpezzi – Sindaco di Faenza
FAENZA, CITTA’ DELLA BICI
- «Porto il saluto della città di Faenza, che ha la bicicletta nel sua DNA, testimoniato dai tanti corridori dati al ciclismo, dall’essere  la città del CT Davide Cassani, per avere un ciclodromo approvato dalla FCI, 40 km di piste ciclabile nel territorio comunale, la promozione della sicurezza nelle scuole grazie alla nostra polizia municipale, insignita del Premio Sicurezza nel 2001. Un grazie al G.S. Progetti Scorta per l’attività svolta, fondamentale per la sicurezza nelle gare ciclistiche, senza la cui presenza sulle strade e senza iniziative come quella odierna, il ciclismo non avrebbe modo di ottenere i risultati che tutti conosciamo».

Umberto Suprani – Presidente del Coni Emilia-Romagna
AVVERSARI NELLA COMPETIZIONE, UNITI NELLA SICUREZZA
- «Un saluto personale ed un ringraziamento al Prefetto Della Rocca per la sua sensibilità mostrata verso lo sport. Come Coni regionale siamo fortemente interessati ai temi della sicurezza, in particolare di quella stradale. Giornate come quelle di oggi sono importanti per sensibilizzare su questo tema, e come ha detto il moderatore, è dalla crisi che occorre trovare le idee per innovare ed innovarsi. Grazie a tutti quei Comuni che hanno realizzato i circuiti protetti. Essi sono importanti, ma sulla strada dobbiamo dare il massimo per prevenire incidenti che, quando gravi, sono una sconfitta per tutto il mondo dello sport. Una appello alle società sportive: siate avversarie nella competizione, ma amiche e unite quando si tratta di organizzare eventi e gestire impianti».

Davide Balboni – Presidente del CRER della FCI
L’ORGOGLIO DELL’EMILIA-ROMAGNA -
«Porto il saluto di tutta la FCI. E‘ un orgoglio partecipare a questa iniziativa ed è un orgoglio che Silvano Antonelli ed il suo Gruppo Progetti Scorta siano all’interno della regione Emilia-Romagna. Non è mai abbastanza quello che si fa. E’ necessario che sul tema della sicurezza ci sia una continua sensibilizzazione e che ci siano iniziative come quella odierna che ti danno “pungoli”per fare sempre di più. Un grazie a tutti volontari che proteggono le nostre gare. Essi sono la risorsa umana che nel ciclismo compensa il calo delle possibilità economiche. Un grazie particolare a Silvano Antonelli, che è un punto di riferimento per la sicurezza delle gare ciclistiche e che mi auguro lo sia ancora per tanto tempo».

Davide Ceccaroni – Presidente della Lega Ciclismo Uisp e Presidente della Consulta
PROGETTI SCORTA, ATTIVITA’ INNOVATIVA -
«Quella del Progetti Scorta è una attività innovativa, che ha influenzato anche la nostra esperienza di Uisp. Quest’anno, un grazie particolare a Progetti Scorta per l’indagine svolta nel mondo delle Gran Fondo, che certamente aiuterà ad aumentare la sicurezza in questo particolare settore ed in quello amatoriale in genere. Un lavoro di analisi che cercheremo di portare all’interno della stessa Consulta del Ciclismo. Così come all’interno di questa mi auguro si porti l’intera problematica delle scorte. Grazie anche al desiderio di molti di noi di trovare modi di lavorare che portino al superamento di barriere e steccati che hanno visto per 40’anni divisioni tra gli Enti di promozione sportiva  e tra questi e la FCI, come nel caso del ciclismo. Una storia passata, che non va dimenticata, ma che sarebbe ora di superare assestandola sui valori più positivi ed autentici del pluralismo sportivo, sociale e  culturale».  

Fulvio Della Rocca – Prefetto di Ravenna
SICUREZZA PARTECIPATA -
«Saluto il Sindaco e ringrazio Antonelli per l’invito. Una nota personale: da qualche mese ho preso ad andare in bici e quindi, da “ultimo degli ultimi”, ovviamente,  sono interessato alla sicurezza nel ciclismo. Per tanti anni, anche come Questore, mi sono interessato di grandi manifestazioni, anche nel campo ciclistico. Ed è proprio nel ciclismo che, a differenza di altri settori, ho sempre trovato grande competenza, consapevolezza e collaborazione da parte degli organizzatori. Nel ciclismo esiste quindi un qualcosa “in più” che agevola il compito delle istituzioni e delle forze di polizia, ed in primis la Stradale, che sul piano operativo non potrebbero raggiungere i dovuti livelli di efficienza e di tutela, se non esistesse la preziosa opera dei volontari.
Bene quindi una manifestazione come il Giorno della Scorta, che promuove ed esalta la funzione di questo volontariato e di questa predisposizione verso gli altri, favorendo la sicurezza necessaria allo sviluppo del ciclismo su strada, uno sport importante, sano, di grandissima tradizione per il nostro Paese. Nel ciclismo possiamo quindi dire che trova piena applicazione quel concetto di “sicurezza partecipata”, tanto caro al compianto Capo della Polizia Antonio Manganelli. Un concetto di forte richiamo per chi si interessa di sicurezza in genere, dove serve darci un po’ tutti una mano, ma importante anche nelle gare ciclistiche e per chi svolge una attività rivolta ai giovani, soggetti da tutelare ma anche da essere educati a tutelarsi. Faccio i complimenti per questa bellissima iniziativa e spero che possiamo rivederci anche in futuro».

Silvano Antonelli – Presidente G.S. Progetti Scorta
LA RIFORMA DEL CODICE DELLA STRADA, GRANDE OPPORTUNITA’ -
«Grazie alla FCI, Enti di Promozione  sportiva ed organizzatori, le gare su strada hanno raggiunto un apprezzabile grado di sicurezza, ed anche nelle Granfondo, un sondaggio da noi effettuato insieme agli organizzatori della Nove Colli, ci dice che quasi il 70% degli interessati dichiara di sentirsi sufficientemente protetto. Purtroppo però questo non lenisce la preoccupazione crescente per gli allenamenti, dove continuiamo a perdere vite umane e giovani ciclisti. In questi casi concorrono tutti i fattori e le casualità della circolazione ordinaria, ma dobbiamo intervenire urgentemente per impedire che nei genitori, indipendentemente dai dati di fatto, si faccia strada l’idea che il ciclismo è comunque una disciplina troppo pericolosa per i loro figli. Davanti a noi sta per aprirsi una fase di motivata speranza e di grande opportunità: la riforma del Codice della Strada. La legge delega per la riforma del Codice della Strada, all’articolo 2, pone due questioni di indirizzo che a noi sembrano essenziali: (1ª) - “Le misure di tutela dell’utenza vulnerabile”, in particolare dei ciclisti e tra questi quelli di età inferiore ai 14 anni; (2ª) - “Il riordino dei compiti della polizia stradale”, con all’interno il potenziamento del ricorso ai servizi ausiliari. Due indirizzi, rispetto ai quali il movimento ciclistico ha certamente cose interessanti da proporre. Nel primo caso, ad esempio,  possono essere legittimamente rivendicate norme di maggiore tutela per gli atleti in gara e in allenamento, mentre nel secondo, si può pensare ad una estensione dei poteri delle scorte tecniche e degli ASA, facendole diventare figure pienamente riconosciute e quindi, di assoluta efficacia, estendo il loro campo operativo a tutte le manifestazioni su strada. Figure che in una equilibrata estensione dei concetti di ausiliarietà e di sussidiarietà, potrebbero garantire un valido supporto anche per gli interventi di emergenza, o di viabilità eccezionale, là dove le Forze di Polizia non riuscissero ad essere esaustive. Queste sono le priorità che ci permettiamo di suggerire in apertura della 23ª edizione del Giorno della Scorta. Per il resto, oltre a quanto pubblicato nella brochure preparatoria di questa manifestazione, ci preme sottolineare il nostro impegno e la nostra disponibilità ad organizzare gratuitamente lezioni di sicurezza rivolte ai giovani corridori, per educarli alla cultura del rischio e quindi a comportamenti consapevoli e di autotutela. Concludo dicendo, che oggi, in questa sede, c’è uno spaccato di normalità, perché si racconteranno cose che per larga parte funzionano, seppure suscettibili di miglioramento. Ma la normalità, essendo un risultato e non un dono, per consolidarsi deve sconfiggere l’indifferenza e la sua banalizzazione. Pertanto, spetta a noi, addetti ai lavori, autorità e organi di informazione, fare in modo che si parli anche di chi fa del bene, agisce con scrupolo,  e non soltanto delle cose che non funzionano. Un po’ come ci proponiamo, seppure modestamente, con il Giorno della Scorta e il sostegno informativo dato da Tuttobiciweb.it. Se un Nibali vince il Tour, abbiamo visto che un intero Paese finisce col sentirsi  coinvolto e che arrivano i complimenti anche del Capo dello Stato. Tutto giusto. Ma per avere i Nibali, occorre che le gare  ciclistiche vengano generalmente considerate una opportunità e non  un fastidio. E se proprio si desidera essere partecipi, ci vuole poco, basta che i cittadini, quando si trovano ad essere utenti della strada, abbiano la pazienza di aspettare un poco per consentire ai corridori di transitare in sicurezza. Un poco che per noi vale tanto! Grazie ai soci del G.S. Progetti Scorta per il loro impegno, grazie alle autorità e agli ospiti intervenuti, grazie alla città di Faenza per la sua accoglienza, grazie a tutti gli organizzatori che ci danno la loro fiducia. Grazie infine a quanti, come noi, organizzano iniziative ed elaborano proposte nella speranza di contribuire alla sicurezza del nostro ciclismo, e con questo, migliorare anche la società civile».

Alessandro De Marchi – Corridore professionista del G.S. Cannondale
VOTO POSITIVO -
«E’ stata una stagione straordinaria, il Tour, la Vuelta ed anche i Mondiali dove con un pizzico di fortuna poteva forse andare meglio. Sono riconoscente al CT Davide Cassani e mi fanno piacere i complimenti ricevuti, anche oggi,  da Giancarlo Ferretti. A livello nazionale ed internazionale alla sicurezza do un voto positivo, le scorte in genere sono adeguate, l’impegno degli organizzatori altrettanto, ma non possiamo ignorare certe difficoltà e certi episodi per i quali il ciclismo meriterebbe maggiore attenzione e maggiore sensibilità da parte di tutti i cittadini e delle istituzioni. Penso che la strategia migliore sia quella di spendersi molto per l’educazione stradale dei giovani, in generale e nello specifico delle competizioni su strada».

Alan Marangoni – Corridore professionista del G.S. Cannondale
Matteo Montaguti – Corridore professionista del G.S. AG2R La Mondiale
ALLENANARSI E’ UN RISCHIO -
«Il vero problema oggi è l’allenamento. Maciniamo migliaia di chilometri nel corso della stagione e tutti i giorni vediamo scene sorprendenti, caratterizzate anche da una certa cattiveria gratuita che rispecchia un po’ l’andamento della nostra società. Siamo continuamente “strisciati” dagli autoveicoli, e vi assicuriamo che le preoccupazioni non mancano. All’estero però, quando usciamo per allenarci, gli automobilisti sono molto più attenti nei nostri confronti. All’estero si percepisce che la mobilità della bici è favorita anche da una cultura che la sostiene nei comportamenti reali di tutti i cittadini. In corsa oramai non temiamo più per la nostra sicurezza, se non per la pericolosità di certi tratti del percorso, che purtroppo gli organizzatori non sempre possono evitare».

Michele Pirro – Pilota MotoGP, collaudatore Ducati, del Gruppo Fiamme Oro
INSEGNARE LE REGOLE -
«Sono orgoglioso di quello che faccio e che mi consentono di fare, ma sono un amante anche della  bicicletta, con la quale faccio circa 8.000 km all’anno. Faccio ciclismo perché è un ottimo sistema per tenere in forma il fisico, al di fuori degli allenamenti e dei test consentiti con la moto. Quando sono in bici temo le cadute in discesa. Andare agli ottanta all’ora, con indumenti che praticamente ti lasciano nudo, mi preoccupa molto più di quando corro ai 300 all’ora in moto. Per la sicurezza nel ciclismo, visto che sembra impossibile parlare di protezioni fisiche,  credo sia importante la manutenzione dei manti stradali e l’educazione degli automobilisti. Penso inoltre sia strategico insegnare ai giovani le regole della sicurezza stradale. Regole che stanno alla base anche di qualsiasi competizione di velocità. Come esponente del Gruppo Fiamme Oro della Polizia di Stato spesso vado nelle scuole, mi piace farlo, e penso che un pilota di moto che dice di rispettare le regole abbia maggiori possibilità di farsi ascoltare. Parimenti, anche nel ciclismo, insegnare ai giovani le regole della sicurezza in gara e in allenamento, penso sia una cosa saggia».  

Giandomenico Protospataro – Ministero dell’Interno
MAGGIORI POTERI ALLE SCORTE TECNICHE -
Porto il saluto del direttore centrale Dott. Roberto Sgalla, che voi sapete essere molto vicino al ciclismo in quanto anche presidente della CNDCS. Era il 1998 quando, con i dirigenti di allora della FCI ed Antonelli, si cominciò a parlare di ausiliarietà nelle gare ciclistiche. Un vero tabù fino a quel momento. Ma poi nel corso degli anni l’argomento ha visto le tappe che voi conoscete e che hanno consolidato questo processo allora soltanto  immaginato. Le recenti modifiche al disciplinare accolgono le richieste della FCI. Si è ridotto il numero delle ore per i corsi di formazione per diminuire gli oneri organizzativi ed i costi per i singoli volontari. Si è dato accesso al servizio di scorta ai possessori della patente “A2”, dal momento che quella “A” oggi la si può conseguire soltanto all’età di 24 anni. E’ importante la modifica con la quale si afferma che durante la gara ciclistica valgono le regole sportive. Una affermazione apparentemente scontata, ma che assumendo ora rilevanza giuridica obbliga tutti a tenerne conto, dalle prefetture agli organi di polizia. Essa, inoltre, ha effetti nel campo assicurativo. Ad esempio, con questo riconoscimento il direttore di corsa viene esentato dall’uso delle cinture di sicurezza, incompatibili con la posizione in piedi che deve assumere per vigilare sulla corsa. Significativa inoltre la nuova norma che riconosce al direttore di corsala la facoltà di allontanare i veicoli e i soggetti non graditi o che possono creare pericolo alla gara. Una facoltà, prima soltanto sportiva, e che oggi, così formalizzata, consente al direttore di corsa di potersi avvalere dell’intervento delle forze di polizia presenti sul posto. Per me personalmente e per il Ministero dell’Interno è matura da tempo la convinzione di dare alle scorte tecniche poteri di intervento anche in assenza dell’ordinanza di sospensione temporanea del traffico, così come è già previsto per le scorte ai trasporti eccezionali. Che sarebbe, tra l’altro, molto utile per poter in futuro proteggere anche gli atleti in allenamento. Vi assicuro che come Ministero dell’Interno più volte abbiamo tentato di inserire questa possibilità nelle pieghe delle modifiche portate in questi anni al codice della strada. Purtroppo senza riuscirci. Ora, la riforma del codice della strada, come giustamente sottolineava Antonelli nella sua relazione, si presenta come una grande opportunità, da sfruttare nel modo migliore. Assistendo ai lavori della Commissione Trasporti della Camera, ho visto da parte delle forze politiche una forte volontà di migliorare le tutele delle categorie cosiddette deboli, tra le quali i ciclisti, oggi visti essenzialmente come degli ostacoli. Si tratterà di vedere come i decreti attuativi verranno effettivamente scritti, ma possiamo essere fiduciosi. Il Ministero dell’Interno sui ciclisti e sulle gare ciclistiche si è già espresso con molto favore, anche per i servizi ausiliari di polizia. Infine, va ricordato che nel nuovo disciplinare si è voluta dare maggiore visibilità alla figura del  direttore di corsa, prevedendo che la sua vettura venga equipaggiata con i lampeggianti gialli. Purtroppo qualche incomprensione, ha portato a scrivere che insieme ai dispositivi luminosi fosse installata anche la bandiera rossa che, purtroppo, ci siamo successivamente accorti essere incompatibile con i regolamenti sportivi, che a tale bandiera assegnano il significato di gara sospesa. Un errore che abbiamo recuperato con una circolare ministeriale pubblicata nei giorni scorsi,  che esenta il direttore dall’uso di tale bandiera, se non per i casi voluti dal regolamento sportivo. L’attività di formazione delle scorte tecniche, conseguente agli accordi del 2012 tra Coni, FCI e Ministero dell’Interno, sta tendenzialmente funzionando, ma spetta a voi capire esattamente in che modo la cosa funzioni. I rapporti con la FCI sono ottimi ed anche con gli Enti di Promozione, anche se, sulla formazione, il Coni ha voluto attribuire alla FCI un ruolo di centralità, che per noi è preziosa e funzionale. Senza con questo disconoscere il valore ed il contributo che può venire dagli Enti di promozione sportiva, a cui continuiamo a rivolgere la nostra attenzione. Una doverosa precisazione dal momento che il Ministero dell’Interno è al di sopra delle differenze associative. Le nuove condizioni impongono alla Stradale di seguire ormai soltanto le gare di un certo peso. Ma vista l’assenza di incidenti e gli ottimi risultati conseguiti ovunque, il mondo delle staffette si è guadagnato a pieno titolo il ruolo di svolgere la sua funzione in assoluta sicurezza e quindi in piena sostituzione degli organi di polizia.  

Marino Amadori – Commissario Tecnico della Nazionale Ciclismo Under/23
AMBASCIATORE DELLA SICUREZZA –
«Sono emozionato ed onorato per questo riconoscimento, vista anche la caratura dei personaggi che mi hanno preceduto. Nella mia attività di tecnico della FCI mi ispiro alla figura di Alfredo Martini, alla sua modestia, alla sua capacità di dialogo e di fare squadra. Io stesso, andando in moto come CT, beneficio  della sicurezza garantita dal personale delle scorte, e vedo quello che fanno e quello che rischiano i motociclisti insieme ai corridori.
Vedo quanto sia difficile prevedere l’imprevedibile. E’ un lavoro prezioso, sempre più affinato, che in Italia facciamo molto bene, di grande conforto per i corridori, specie quando vengono loro segnalati ostacoli e pericoli vari, in particolare nelle nostra categoria dove non sono ammesse le “radioline”.  Avendone l’opportunità, non mancherò di incoraggiare ogni sforzo fatto sul fronte della sicurezza e di proporre io stesso soluzioni che nascessero dalla mia personale esperienza». Marino Amadori, presente in rappresentanza della FCI, per la sua nomina ad “Ambasciatore” della sicurezza nel ciclismo per l’anno 2015, è stato premiato con la Medaglia d’argento concessa dalla Presidente della Camera dei Deputati On. Laura Boldrini.

Giuseppe Rivolta – Organizzatore del Giro d’Italia Internazionale Femminile
PREMIO SICUREZZA -
«Voglio dedicare questo premio ai miei collaboratori e a  tutte le ragazze atlete che sono cresciute insieme a me attraverso le varie edizioni del Giro d’Italia Femminile. Devo fare i miei complimenti al G.S. Progetti Scorta, gente che con la sicurezza ci parla proprio, e se leggete la brochure preparata per questa giornata, vi renderete conto di quello che sto dicendo e delle tante proposte che in essa sono contenute. Chiedo a Progetti Scorta di insistere e di non abbandonare la loro preziosa opera, abbiamo bisogno tutti di sicurezza.
All’estero i bambini vanno a scuola in bici da soli e tutti gli automobilisti prestano attenzione.
Il mio sogno e che questo prima o poi possa accadere anche nel nostro Paese. Perché se accadrà, anche il ciclismo avrà salvo il suo futuro».
Giuseppe Rivolta è stato premiato con la Medaglia del Presidente della Repubblica e con la scultura dell’artista Piero Strada dal titolo “ Le ali, i piedi e la speranza nel cuore”.

Riconoscimenti
Nel corso della giornata sono stati consegnati riconoscimenti ai motociclisti Gabriele Santini e Sergio Valzania del G.S. Progetti Scorta, costretti ad abbandonare l’attività di motostaffetta per avere superato i 70’anni, ed il presidente del Sodalizio Sanbernardinese, organizattore del G.P. Camon, un uomo che ha dedicato la vita al ciclismo e all’impegno sociale.

Pier Augusto Stagi – Direttore di “Tuttobiciweb.it” e  “TuttoBici”.
L’AUGURIO FINALE -
Siamo arrivati alla conclusione e come diceva quel filosofo che abbiamo citato all’inizio della giornata,  «chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato. Anche al ciclismo l’augurio che possa superare la crisi e andare sempre avanti. Buon Anno a tutti».

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