La sfortuna per Wout van Aert sembra non finire mai: dopo l’influenza che gli ha impedito di essere al via la scorsa settimana dell’Omloop Nieuwsblad, ieri nel finale dell'Ename Samyn Classic, una gomma posteriore a terra lo ha costretto a cambiare bici due volte e a rimanere fuori dal gruppo dei migliori. Solo dopo la corsa, attraverso le parole del belga, è emerso che la foratura era stata causata da alcuni vetri rotti e lasciati sull’asfalto, come se qualcuno avesse voluto sabotare la corsa.
Il 2026 non sembra proprio l’anno del belga. Il 2 gennaio c'era stata la caduta allo Zilvermeercross, in cui aveva riportato la frattura della caviglia e quando era arrivato il momento di rientrare in gara, un’influenza ha di nuovo obbligato il fiammingo a fermarsi. Ieri doveva essere il giorno del grande rientro, ma le cose sono andate di nuovo male a Le Samyn.
A dieci chilometri dal traguardo, Van Aert si è improvvisamente fermato a lato della strada, perché aveva la gomma posteriore a terra e anche se il compagno di squadra Mattio, gli ha prontamente dato la sua bici, il belga si è dovuto nuovamente fermare a causa della dimensione del telaio, troppo piccolo per lui.
«Ho imprecato, soprattutto per come è successo – ha detto Van Aert in televisione dopo l’arrivo -: all'ultimo giro, improvvisamente c'erano dei vetri sulla strada. Sembrava un vero sabotaggio. Non riesco veramente a capire come sia successo».
Le accuse sono importanti, ma Van Aert ha voluto precisare che quei vetri non erano stati messi sul percorso per lui. «Non è stato un gesto rivolto a me. Ma quanto accaduto era strano perché il percorso era sempre lo stesso e poi all'improvviso sono apparsi dei veri e propri frammenti di vetro sulla strada. È stato un peccato finire in quel modo. Non so come dei vetri siano potuti finire in quel punto per sbaglio, perché mezz’ora prima eravamo passati nello stesso punto e non c’erano».
Nonostante la sfortuna, il belga è positivo e anche se non ha potuto disputare il finale come pensava, le sue sensazioni sono positive. «C'è stato un grande salto tra i corridori, perché il gruppo si è diviso in due. Non ci aspettavamo una giornata eccezionale, ma è andata bene. Le sensazioni erano buone, niente di speciale da segnalare. Mi sarebbe piaciuto disputare il finale per vedere fin dove potevo arrivare in volata, ma per il resto mi sono sentito bene».
Sabato si correrà Strade Bianche, una corsa che il belga ha già vinto e che per lui ha un valore speciale.
«È certamente un peccato che a causa dell’influenza non sia riuscito ad avere la preparazione che volevo. Ma per sabato sono fiducioso e spero di poter fare bene. Certo che fare una corsa in più come l’Omloop mi avrebbe sicuramente aiutato, ma dobbiamo guardare avanti ed essere fiduciosi».