I PIU' LETTI
ROBERTO CONTI. «QUANTO CI MANCA MARCO...»
di Antonio Simeoli | 14/02/2024 | 08:15

«Io e lui fuori da un supermarket con un panino al prosciutto e una birra, stavolta sì una birra, perché invece quando ci allenavamo bevevamo Coca Cola, a farci due risate dopo un giro in bici e a pensare alle imprese passate. Io Marco me lo immagino così adesso». Invece, caro Roberto, Marco Pantani, il tuo amico Marco Pantani, il tuo capitano Panta, quello che faceva impazzire l’Italia con i suoi scatti in salita, se n’è andato ormai vent’anni fa.

Roberto è Roberto Conti, romagnolo, 59 anni, 17 anni da professionista, per quattro anni gregario di Pantani. Nelle tre stagioni magiche del Pirata 1997, 1998, 1999 fino ai fatti di Madonna di Campiglio e 2003, l’ultima da ciclista di Pantani e anche il suo ultimo, travagliato, anno di vita.

Roberto, da vent’anni San Valentino non è la festa degli innamorati per chi mastica ciclismo.

«Esatto, è un giorno maledetto che in un lampo mi fa riaccendere quel fuoco che per anni provo a tenere spento, ma il 14 febbraio proprio non riesco a farlo. Perché i ricordi di Marco si fanno pressanti. Provo solo a selezionare il ricordo dei momenti belli passati insieme».

Dov’era quel giorno quando ha saputo della morte di Pantani?

«A casa mia davanti alla tv, amo il calcio e stavo vedendo l’anticipo del sabato sera della Serie A. Non ricordo la partita, ricordo che rimasi basito quando interruppero la trasmissione per dare la notizia della morte di Marco. Senza parole».

Fu sorpreso?

«No, dal luglio 2003 aveva allontanato tutti i suoi amici del ciclismo. Restavo in contatto con lui solo tramite il suo medico, che proprio quell’estate gli aveva detto di smetterla con la droga altrimenti sarebbe finito male in pochi mesi. Una settimana prima della sua morte mi avevano avvisato che era irrintracciabile. Ora sappiamo perché».

Quando vide Pantani per la prima volta?

«Lo vidi gareggiare tra i dilettanti a una corsa qui in Romagna, io ero già professionista. Era un ragazzino, mingherlino, qui da noi si dice “tutto nerbo”, andava forte in salita, attaccava sempre. Nel 1992 vinse il Giro d’Italia dilettanti e già nell’ambiente tutti sapevano che aveva un grande motore».

Poi se l’è ritrovato in gruppo nel 1993. ..

«Tra romagnoli ci si parlava in gruppo, ebbe un sacco di problemi alla schiena in quel primo anno. Io cercavo di tranquillizzarlo, gli dicevo che quelle prime stagioni avrebbero dovuto servirgli per fare esperienza. Non c’era nulla da fare, ti rispondeva: “io non ho mica bisogno di fare esperienza”».

Lei nel 2004 vinse sull’Alpe d’Huez al Tour, il suo successo più prestigioso, Marco invece si rivelò al Giro trionfando a Merano e all’Aprica.

«Sapevo che prima o poi avrebbe vinto, ma mi sorprese a Merano perché scappò via negli ultimi km del Passo Giovo e poi resistette al gruppo per oltre 30 km. Ma lui era così».

Perché il Pirata è rimasto nei cuori degli appassionati?

«Faceva delle cose uniche. Attaccava da lontano, era estroso, come quando gettava la bandana prima di attaccare, e queste sue qualità l’hanno fatto entrare nel cuore della gente».

E quel giorno sul Fedaia al Giro 1998?

«(ride ndr) La tattica era: uniti per Marco, lui attacca dopo le gallerie. Solo che quell’anno facemmo i Serrai, il canyon prima di Rocca Pietore, non c’erano gallerie. Poi iniziava il tratto duro. Così, sul lungo rettilineo prima di Capanna Bill, roba al 12 per cento e più, Marco, che pedalava ancora con la pipa in bocca, mi chiese: “dove sono le gallerie che devo attaccare? ”. Vai subito, gli risposi, il tratto duro è iniziato da un pezzo. Partì e si prese la prima maglia rosa».

E in luglio arrivò anche quella gialla.

«Ultimo nel prologo del Tour a Dublino. Ma non eravamo preoccupati, avevamo già vinto il Giro».

E dopo l’impresa del Galibier?

«Lì invece noi gregari eravamo molto preoccupati. Perché cominciammo a sentire la grande responsabilità di doverlo scortare fino a Parigi in giallo».

Che capitano era Marco?

«Generoso. Dopo la vittoria del Tour il premio lo diede alla squadra e al personale regalandoci la sua parte: un grande. Come quando sceglieva i suoi pretoriani e li motivava come solo lui sapeva fare».

Come fu quell’estate magica del 1998?

«Aveva “marchiato” tutti noi gregari tagliandoci i capelli corti e dipingendoli di giallo. Così in Romagna ci fermavano ovunque: tu sei uno dei gregari di Pantani, dicevano. E via con le feste».

E gli allenamenti con lui?

«Tabelle? Non esistevano, Marco andava a sensazione. E voleva dire: su e giù sulle salite per 200 km al suo passo. Carpegna e Fumaiolo erano casa sua».

E Madonna di Campiglio?

«Non so se fu un complotto, so solo che nello sport c’è tanta invidia, basta guardare ora come trattano Sinner solo perché ha la residenza a Montecarlo senza pensare ai sacrifici che un atleta fa. Marco era il più forte, attirava invidie, poi i controlli non erano così codificati come adesso. Dopo Campiglio cambiò, i fantasmi invasero la sua testa, si sentiva perseguitato, si vergognava della reazione della gente. “Adesso penseranno che io andavo forte per il doping”, diceva. Non si dava pace. Invece Marco andava forte perché era forte di suo».

E la droga?

«Arrivò in quel periodo. Gli parlai decine di volte: “Lascia perdere, così ti rovini la vita”. Lo vedevamo distratto, cupo, preso da demoni. Lui mi ripeteva: “Roberto è un momento, smetto quando voglio non ti preoccupare”. Invece...».

Ha dei rimpianti?

«Rimorsi. Sì, li ho. Avrei, avremmo dovuto essere più duri con lui. Ma avevamo paura di fargli male. Entrare nella sua testa non era facile».

Eppure solo 8 mesi prima di morire al Giro 2003 sullo Zoncolan ebbe un sussulto finendo quinto...

«Quel giorno pensai potesse farcela. Eravamo felici per lui la sera in hotel, era arrivato con i primi. Ma lui non si accontentava: avrebbe voluto vincere. Lui era così».

Se non si fosse perso così quanto avrebbe vinto?

«Qualche altro Giro, altri Tour, con uno come Armstrong e i cento km a crono in quelle edizioni, sarebbe stata dura perché Marco contro il tempo faticava. Ora al Tour le crono quasi non le fanno...».

Come se l’immagina con i fenomeni di adesso come Pogacar, Vingegaard o Van der Poel?

«Si sarebbe divertito e gli sarebbero piaciuti un sacco questi corridori sempre all’attacco. Come era lui».

Cosa avrebbe fatto Pantani una volta smesso di correre?

«Me lo immagino alle corse osannato da tutti. Non su una ammiraglia, ma manager di un team perché era bravissimo a scegliere i suoi uomini. Sì, mi manca eccome». Ci manca.

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Il gravel non è solo una specialità a parte, è anche uno stile di vita che prevede differenze corpose rispetto al ciclismo su strada. Togli l’asfalto, dimentica lo stress e...

Trek svela la quinta generazione della Domane, un modello che ha fatto la storia per il mondo endurance. I nuovi riferimenti sono questi: via l’IsoSpeed, più flessibilità e più leggerezza...

Il produttore olandese di biciclette Accell, proprietario di marchi come Batavus, Sparta, Babboe e Koga, è stato dichiarato fallito martedì da un tribunale di Amsterdam, secondo quanto comunicato dai curatori...

Un importante riconoscimento arriva a premiare il lavoro della MBM Cicli e rappresenta un’opportunità per rafforzare ulteriormente il dialogo con tutti gli operatori della filiera della bicicletta. Scrive infatti l'azienda:...

Che tipo di ciclisti siete? Come è maturata la vostra passione? Siete quelli che salgono in bici e vanno senza farsi troppe domande, o vi andrebbe di capire meglio cosa...

Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha...

Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata?...

Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco...

È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova,...

La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart,...

L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale...

L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita...

Il sistema è uno dei migliori sul mercato: prevede la connessione diretta alla batteria dell’e-bike tramite un cavo D-type da 3, 5 mm, ora scollegabile e sostituibile indipendentemente per semplificare...

È possibile provare la qualità del “fatto a mano” nelle uscite quotidiane senza spendere cifre astronomiche? Con i Challenge ELITE Pro tutto questo è assolutamente realizzabile: è proprio  questo il...

Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta definitiva alla calura estiva. Leggerezza, raffreddamento da primato e aerodinamica...

Chi pratica attività sportiva oltre il tramonto sa bene quanto sia importante essere ben visibili su strada, una sicurezza che possiamo ottenere scegliendo la luce adatta alle nostre esigenze. Passando...

Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere conquistando fama e stima da una popolazione vastissima di pedalatori....

In occasione del Tour de France Femmes avec Zwift (1–9 agosto 2026), Alé ha realizzato una nuova livrea per il team Fenix-Premier Tech, che le atlete indosseranno lungo le nove...

Columbus, lo storico produttore milanese di tubazioni per telai e componenti, ha annunciato l'ampliamento della sua collezione di manubri e forcelle in carbonio con una serie di componenti dedicati al...

Garmin Ltd. (NYSE: GRMN) ha annunciato di aver acquisito le piattaforme di allenamento TrainingPeaks e TrainHeroic, destinate ad atleti e allenatori. L'acquisizione rafforza l'ecosistema fitness di Garmin, offrendo esperienze...

La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello che vi serve davvero sottomano e direttamente sul tubo orizzontale,...

Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30 minuti, operazione piuttosto semplice) sia sulle sue dimensioni mastodontiche. Sarà...

Tadej Pogačar ha vinto il suo quinto Tour de France, entrando nella leggenda del ciclismo. Lo ha fatto ancora una volta indossando gli occhiali Scicon Sports. Per celebrare questo traguardo...

SIDI, brand specializzato nella produzione di calzature da bici ad alte prestazioni, prosegue il proprio percorso nel campo dell’innovazione presentando la Wire 3, nuova scarpa da strada che unisce traspirabilità,...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
di Giorgio Perugini
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
di Giorgio Perugini
TAAC, il marchio del Gruppo Mandelli specializzato in abbigliamento e accessori per la bici, si conferma un brand concreto e...
di Giorgio Perugini
Se nel gravel una maglia e bib aero non sono più abbastanza per voi, la soluzione giusta si chiama Unlimited...
di Giorgio Perugini
Ci siamo, entriamo nella settimana che porta all’Unbound, un evento che con The Traka rappresenta una sorta di mondiale per...
La nuova Dimension R2 CPC è la versione dotata di tecnologia Connect Power Control della più classica Dimension R2, una...
di Giorgio Perugini
Detta così potrebbe sembrare una favola ma questo è quello che realmente accade, anche se l’ultimo passaggio, ovvero quello della...
di Giorgio Perugini
Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy