Eddy Merckx sta combattendo da vero guerriero la lunga battaglia legata all’intervento di anca. Ma ora sembra che la parte peggiore sia passata e, dopo operazioni chirurgiche, infezioni e riabilitazione, il Cannibale è finalmente tornato a casa. Negli ultimi anni, la vita di Eddy Merckx, leggenda assoluta del ciclismo mondiale, è stata segnata non solo dai ricordi delle sue imprese sportive, ma anche da una complessa e prolungata battaglia contro problemi di salute legati a un intervento all’anca.
Tutto ha avuto origine il 9 aprile del 2024, quando il campione fiammingo in sella alla sua bici, cadde mentre attraversava i binari della ferrovia vicino Malines. Da una caduta banale è nato un calvario medico, che ha reso necessario un primo intervento chirurgico con l’installazione una protesi all’anca e a seguire, ci sono state complicazioni, che hanno portato a nuovi ricoveri e ad una autonomia ridotta. Un’operazione che, inizialmente, sembrava destinata a restituire una vita normale al campione, si è trasformata in un percorso medico lungo e complicato. Nel tempo, infatti, Merckx è stato costretto a sottoporsi a numerosi ricoveri e interventi chirurgici per la sostituzione della protesi, a causa di complicazioni ricorrenti.
Il problema più serio è arrivato con un’infezione alla nuova protesi, che ha richiesto ulteriori operazioni e una permanenza prolungata in ospedale. L’infezione era stata diagnosticata all’inizio di aprile e questo aveva obbligato Merkx a un nuovo ricovero. Si trattava dell’ennesimo capitolo di una vicenda clinica difficile che ha portato il Cannibale a sottoporsi per l’ottava volta in meno di due anni ad un nuovo percorso chirurgico. Bisogna anche ricordare che la salute di Eddy Merckx, a marzo 2024 aveva avuto una battuta d’arresto, in seguito all’intervento all’intestino eseguito presso il Vuv Hospital di Bruxelles dove venne operato d’urgenza in piena notte.
Nonostante tutto, il campione non ha mai perso quella determinazione che lo ha reso celebre in carriera. Dal letto d’ospedale aveva dichiarato: “Sono un uomo forte, credo, ma... Non si sa mai, vero?”, mostrando lucidità e consapevolezza di fronte a una situazione delicata. L’ultimo ricovero é arrivato a metà aprile, quando è stato nuovamente operato presso l’AZ Monica: l’intervento è tecnicamente riuscito, ma ha richiesto settimane di degenza e un percorso di recupero lungo e impegnativo. Solo dopo questo periodo Merckx ha potuto finalmente fare ritorno a casa.
Un momento di sollievo è stato condiviso pubblicamente dalla figlia Sabrina che ha pubblicato una foto del padre sorridente accompagnata da una sola parola: “Felicità”. Un segnale semplice ma efficace, che racconta più di qualsiasi bollettino medico.
La riabilitazione resta tuttavia una fase cruciale. Dopo interventi ripetuti e un’infezione così invasiva, il recupero funzionale richiederá tempo, fisioterapia costante e grande pazienza. Per un uomo abituato a dominare le salite più dure del ciclismo mondiale, questa è forse una delle sfide più difficili: lenta, silenziosa, quotidiana. Oggi, il ritorno a casa rappresenta un passo importante, ma non la fine del percorso. La storia recente di Eddy Merckx non è fatta di traguardi e maglie gialle, bensì di resilienza e resistenza fuori dalle corse, dove il Campione ha dimostrato determinazione e combattività. Il Cannibale adesso è affidato alle cure familiari, ma il tifo per lui è incessante e tanta gente, ogni giorno, manifesta vicinanza e solidarietà al più forte corridore di tutti i tempi.