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METTI MUSEEUW CHE INTERVISTA EVENEPOEL: TOUR, WATT, POGACAR, I GIOVANI, LE CLASSICHE,,,
di Francesca Monzone | 17/11/2025 | 08:30

Manca poco meno di una settimana alla consegna del Kristallen Fiets, il rinomato premio giornalistico che ogni anno il Belgio assegna al miglior ciclista dell’anno. Tra i favoriti c’è Remco Evenepoel, che questo premio lo ha vinto già 4 volte e se venerdì prossimo dovesse ripetersi eguaglierebbe il primato di Johan Museeuw, che vanta una collezione di 5 ruote in cristallo.

Aspettando di sapere chi sarà il vincitore del Kristallen Fiets 2025, Johan Museeuw ha deciso di accantonare per un pomeriggio il suo passato di campione di ciclismo che viene ricordato per le sue vittorie nelle Classiche (3 Parigi-Roubaix e 3 Giro delle Fiandre) e si è divertito a indossare gli abiti da reporter, intervistando proprio Remco Evenepoel, favorito per il prestigioso riconoscimento che verrà assegnato venerdì sera. 

«Per me, la Kristallen Fiets continua ad essere la Scarpa d'Oro del ciclismo e ottenere 5 successi è stato difficile – ha raccontato Museeuw – Molti campioni si sono fermati a due, massimo tre premi e sto parlando di ciclisti del calibro di Boonen, Gilbert, Van Avermaet. Anche Van Aert ne ha vinti solo due. Ora però c’è Remco che ne ha già quattro e potrebbe arrivare a  5».

Museeuw sottolinea che in lista per il Kristallen Fiets ci sono tanti corridori importanti oltre ad Evenepoel e tra questi spiccano Tim Merlier, Tim Wellens, Jasper Philipsen e Wout van Aert. Tutti bravissimi ma Evenepoel è campione del Mondo ed Europeo a cronometro ed è arrivato secondo nelle prove in linea dietro Tadej Pogacar sia al Mondiale che all'Europeo e questo lo porta ad essere un gradino sopra gli altri. Remco si sente lusingato, ma vuole ricordare che in questo 2025, ha vinto solo una gara di un giorno, la Freccia del Brabante e che avrebbe voluto ottenere molto di più.

Ci sono poi dei ricordi che bruciano nella mente di Remco Evenepoel e tra questi la vittoria sfumata all’Amstel Gold Race e un Tour de France sotto tono. «Sapevo di essere andato al Tour con una forma meno buona rispetto al 2024 – ha detto Evenepoel nella sua intervista con Johan Museeuw – Il mio corpo non era pronto a lottare per la classifica generale per tre settimane. Questo è ciò che avevo comunicato alla squadra e con il senno di poi avrei dovuto fare altri programmi».

Evenepoel e Museeuw si sono soffermati molto sulla figura di Pogacar ed entrambi,sono certi che lo sloveno sia il corridore più forte del momento.

«Al Mondiale quando ti ho visto superare Pogacar nella cronometro, ho pensato che quello fosse il momento più bello per il ciclismo belga – ha detto Museeuw mentre continuava la sua intervista a Evenepoel – Penso che quel sorpasso non lo abbia proprio digerito».

Anche Evenepoel ricorda con il sorriso quel momento e si sente ancora soddisfatto per come ha gestito la sua gara. «In quel momento non ci stavo pensando e solo dopo ho capito cosa avevo realmente fatto: avevo superato il corridore più forte del mondo con un vantaggio che nessuno avrebbe mai immaginato. E’ stata la giornata perfetta».

Museeuw ammira molto Pogacar ma vorrebbe capire in quale modo, in futuro, Remco potrebbe avvicinarsi allo sloveno in salita.

«E’ possibile farlo attraverso un allenamento specifico, ad altissima intensità. Raramente, se non mai, sono riuscito a farlo negli ultimi anni, a causa dei tanti incidenti, infortuni, riabilitazione e mancanza di solide basi. Dopo aver trascorso un inverno discreto e tranquillo, voglio davvero lavorare sodo su questo aspetto. Se riuscirò a farlo come dico io, allora potrei fare due o tre passi avanti rispetto alla scorsa stagione. Non sarà facile, ma le sconfitte mi danno solo la carica per andare avanti. Non è nella mia natura scegliere la strada più facile e di certo non lo farò nel 2026».

Battere Pogacar non è facile e oggi in salita nessuno riesce a tenere il suo ritmo. Museeuw, così come tanti altri addetti ai lavori, ha guardato e riguardato gli attacchi in salita dello sloveno e ogni volta ha notato qualcosa di nuovo.

«Nelle riprese di Velon si vede Pogacar che quando accelera spinge una potenza estremamente elevata per un certo periodo di tempo. Dopodiché rallenta un po', ma aumenta il distacco. Sia agli Europei che al Lombardia è stato impressionante. Dopo l'accelerazione, si sedeva, ma  comunque manteneva un ritmo ben al di sopra del suo VO2max. Può davvero dare di matto per circa cinque minuti, poi torna a poco sopra la sua FTP (potenza di soglia funzionale, la potenza massima che può sostenere per un'ora). Questi valori sono così alti che, nella stessa categoria di peso, si arriva a una differenza di quasi 20 watt, e in salita facilmente si arriva a un minuto».

Museeuw è incuriosito dalle analisi del due volte campione olimpico e per questo gli chiede come stia cambiando il ciclismo. «Agli Europei, con un peso di 63,5 chilogrammi, ho mantenuto una media di 306 watt per cinque ore. Nel nostro caso, succede in alcuni periodi di avere questi risultati, ma si sta cambiando. Al riguardo ho parlato con Gianni Moscon e mi ha detto che otto anni fa, quando è arrivato terzo al Lombardia, aveva  una media di circa 200 watt. Oggi invece ne servono almeno 290 per arrivare secondo».

Evenepoel pensa che i giovani di oggi hanno un modo di guardare al ciclismo molto diverso e stiamo parlando di ragazzi, che hanno 5 o 6 anni meno di lui. «Alcuni ragazzi copiano tutto, persino l'allenamento in altura. I neo-professionisti non hanno più il 10% di margine di crescita perché si sono già allenati, hanno gareggiato e hanno seguito una dieta troppo impegnativa a livello junior e under 23. A lungo termine, questo porterà a un calo del livello generale. E a carriere sempre più brevi. Non si può continuare a spingere un corpo al limite».

Adesso per Evenepoel è arrivato il momento di riposare e lo farà per circa 5 settimane. In questo periodo per lui tutto sarà concesso e non ci saranno problemi se il suo peso aumenterà di 4 o 5 kg. Il belga però pensa anche al futuro e ha detto che per fine dicembre il suo programma di gare sarà già definito, perché è così che lavora la Red Bull- Bora Hansgrohe.

«Le mie impressioni sono molto buone ed entro il primo gennaio il mio calendario sarà pronto. Per il 2026, c’è un piano A con Classiche e Tour e un piano B con Giro-Tour. Entrambi sono  sul tavolo, ma per decidere stiamo aspettando di conoscere il percorso del Giro. Le Classiche completerebbero il mio palmares e per questo ne ho parlato in squadra. Vorrei esplorare un po' di più le Classiche di primavera. Forse non quest'anno, ma un giorno, nel prossimo futuro, vorrei fare la  Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre e magari anche la Parigi-Roubaix. Le prime due mi si addicono di più e sono più facili da abbinare alle Classiche delle Ardenne, ma comunque stiamo parlando del futuro e non di adesso».

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