Fuori dallo Stadio Aumahoro i corridori sono arrivati, pronti a dar vita al prologo che assegna la prima maglia gialla del Tour du Rwanda. All’interno della grande e moderna arena sportiva, il presidente dell’Uci David Lappartient spiega il significato dell’inaugurazione di un nuovo centro satellite del Wcc qui a Kigali: “Abbiamo sempre detto, fin dai primi incontri con le massime autorità rwandesi, che gli stessi mondiali avrebbero dovuto creare un’eredità duratura e questo avverrà con una nuova realtà formativa, per avvicinare sempre più i giovani di questo paese e delle nazioni vicine alla pratica. I centri satellite fanno parte di una ambiziosa strategia di sviluppo per il 2030”.
Il presidente Uci, accolto dalla ministra dello Sport Nelly Mukazayre, aggiunge: “Uci sostiene all’80 per cento le spese dei centri WCC e vuole implementarne la rete. Se la rassegna iridata rappresenterà un catalizzatore forte di passione anche qui a Kigali i giovani atleti troveranno le migliori condizioni in termini di ospitalità e sostegno dal punto di vista tecnico. Fatemi aggiungere che continuiamo convintamente la collaborazione con le Nazioni Unite, grazie alla quale abbiamo portato due atleti rifugiati alle Olimpiadi. L’implementazione è estesa a tutti i cinque Continenti”.
Non è solo valida per una photo-opportunity la presenza allo Stadio Amahoro anche di Jazzilla Mwamikazi, 20enne, oggi ciclista del centro Wcc di Aigle: “la patrecipazione ai Giochi ha coronato un sogno, ora continuo a coltivare ambizioni nello sport che ho cominciato a vivere attraverso le prime competizioni in mtb nella mia località rwandese d’origine, guadagnandomi l’inserimento nei ranghi della squadra con sede in Svizzera”.
Per Jazzilla e gli altri illustri invitati è tempo di andare sulla linea di partenza: le autorità, compreso il Presidente della Repubblica, Paul Kagame, hanno abbassato la bandierina di un’edizione 2025 del Tour du Rwanda dal sapore d’anteprima.