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GF LAIGUEGLIA. Quegli indomabili trapiantati
dalla Redazione | 17/02/2015 | 07:24

Nel 2008 il Centro Nazionale Trapianti avvia uno studio su un gruppo di atleti trapianti che partecipa a competizioni sportive nazionali ed internazionali per verificare gli effetti dell’attività sportiva sul paziente con trapianto di organo solido. I risultati dimostrano che la risposta fisiologica, il dispendio energetico, la funzionalità renale e resistenza allo sforzo fisico sono sovrapponibili a quelli degli atleti non trapiantati. I risultati indicano che i pazienti trapiantati d’organo, che praticano attività sportiva anche a livello competitivo, sono in grado di esprimere un dispendio energetico quotidiano paragonabile a quello di soggetti sani che praticano attività sportiva a livello amatoriale.

Nel 2010, sulla base dei risultati ottenuti dallo studio sugli atleti, nasce un protocollo di ricerca per misurare l’efficacia dell’attività fisica sul paziente trapiantato come terapia post trapianto da affiancare alla terapia farmacologica. Il Protocollo di Ricerca “Trapianto…e adesso sport” è il primo studio scientifico disegnato per misurare gli effetti dell’attività fisica nel paziente con trapianto di organo solido. Lo studio è promosso dal Centro Nazionale Trapianti e l’Università di Bologna, in collaborazione con il Centro Studi Isokinetic. La premessa allo studio scientifico è che oggi le patologie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nei trapiantati e che, per contrastare questa tendenza, è necessario agire sia sul piano medico che su quello sociale attraverso la promozione dell’adozione di stili di vita sani.

Obiettivo principale dello studio è stato quello di verificare il miglioramento dei parametri biologici e la condizione fisica del trapiantato e di conseguenza di migliorare la sopravvivenza dell’organo trapiantato. Un effetto non secondario dello studio è stato quello di motivare il paziente al ritorno ad una vita piena inducendolo a modificare e migliorare il proprio stile di vita per accettare il cambiamento e il trapianto e definire delle linee guida riconosciute e adottabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Alla fine dello studio, ossia dopo 12 mesi di esercizio e osservazione, i valori parametri presi in considerazione (diminuzione della percentuale di tessuto adiposo, aumento della forza muscolare e della resistenza cardiorespiratoria) dimostrano complessivamente che l’esercizio personalizzato, prescritto dal Medico dello Sport e somministrato con la supervisione di personale appositamente formato, porta in un tempo ragionevolmente breve a un miglioramento delle condizione fisiche dei pazienti trapiantati. I risultati preliminari dello studio confermano l’ipotesi che l’esercizio fisico si configura come un vero e proprio farmaco.

Nel 2012 nasce il progetto “Novecolli Life” con l’obiettivo di verificare l’andamento fisiologico della funzionalità renale il giorno prima, subito dopo e il giorno seguente a una Granfondo di ciclismo, in un gruppo di soggetti trapiantati a confronto con un gruppo di soggetti sani. I dati raccolti dal 2012 al 2014 hanno dimostrato che i soggetti trapiantati che siano in buone condizioni di allenamento ossia che svolgano gli allenamenti necessari nel corso dell’anno ad affrontare una gara come una granfondo di ciclismo, sono in grado non solo di sopportare lo sforzo richiesto da una gara di questo tipo, ma anche che i cambiamenti nella loro funzione renale erano del tutto sovrapponibili a quelli di sportivi non trapiantati.
 
CURIOSITÀ:
Ricevere i complimenti degli altri ciclisti durante i percorsi, quando leggono i messaggi sulle maglie e si accorgono che sono trapiantato;

L'onore di avere corso a fianco dei grandi Corradini (già vincitore della 9colli), Simoni e Fondriest;
Il piacere di ricevere l'applauso del pubblico al traguardo, quando gli speaker annunciano il nostro arrivo;
alla Nove Colli, dove il gruppo di trapiantati è più numeroso, ogni anno si accende una piccola sfida tra i ciclisti, per migliorarsi rispetto agli anni precedenti.

ALLA CACCIA DEL PRESTIGIO

Ivano ha 45 anni e vive a Brescia, Gianluigi ha 60 anni e vive a Ravenna. Entrambi sono ciclisti amatoriali e partecipano da anni alle principali granfondo ciclistiche con il gruppo “Centro Nazionale Trapianti”, sottoponendosi a test medici per misurare la risposta fisiologica, il dispendio energetico, la funzionalità renale e resistenza allo sforzo fisico.

Oltre alla passione per il ciclismo Ivano e Gianluigi hanno in comune la partecipazione al progetto scientifico “Trapianto…e adesso sport”.

Uno di loro è un trapiantato di cuore, l’altro un medico sportivo. Ma sulla strada non ci sono differenze, sono solo ciclisti!

Ivano è un trapianto di cuore ma quando gareggia è uguale a Gianluigi e ad ogni altro sportivo: appassionato, tenace, libero!

Per un trapiantato, partecipare ad una competizione sportiva insieme ad altri atleti assume un significato speciale: il ritorno alla vita, la consapevolezza di aver combattuto e vinto una malattia, la gratitudine per il dono ricevuto, la testimonianza per chi è ancora in attesa di un organo che si può tornare a vivere normalmente.

A 10 anni dal trapianto di cuore, nel 2005, Ivano vuole compiere una impresa prestigiosa insieme a Gianluigi, suo medico, amico e compagno di squadra: conquistare lo scudetto del Prestigio partecipando a sette granfondo ciclistiche in un anno.

Gianluigi lo accompagnerà nell’impresa sportiva, monitorando attentamente da un punto di vista scientifico la funzionalità cardiaca durante le gare per dimostrare che un paziente trapiantato è un ciclista come altri, che una donazione e un trapianto possono salvare una vita, che lo sport e l’attività fisica migliorano la qualità di vita delle persone e testimoniare l’efficacia della terapia trapiantologica attraverso una grande impresa sportiva.
 
IL PROGETTO “DI NUOVO IN PISTA – STORIE DI SPORT E DI VITA”: la web serie

Seguire Ivano e Gianluigi in questo progetto sarà importante per raccogliere le emozioni, le esperienze, le fatiche e le gioie di una vera impresa sportiva, per farsi raccontare il mondo della donazione del trapianto, due punti di vista (il medico e il paziente) sulla malattia, sul trapianto, sulla scelta di diventare donare, sull’importanza di vivere una vita sana, assumere corretti stili di vita, fare attività fisica e sport per migliorare la qualità di vita. Storie di sport e di vita saranno raccontate attraverso le parole dei protagonisti, in un blog, e le immagini delle gare e della vita quotidiana, attraverso una web serie.

Ivano e Gianluigi, a Laigueglia, verranno seguiti dalla troupe che effettuerà le riprese per il progetto.

CHI È IVANO SALETTI

Circa 12.000 chilometri medi percorsi in bici negli ultimi anni.

Partecipazione a 17 granfondo in tre anni.

Maratona dles Dolomites, nel 2012 arriva140° su 1155 - percorso corto km 55, nel 2014 arriva 1051° su 2596 – percorso medio km 110

Novecolli di Cesenatico, nel 2011 impiega 5 ore 15 minuti per concludere il percorso corto 130Km, nel 2012 riduce il tempo a 4 ore 55 minuti, nel 2014 taglia il traguardo dopo 4 ore e 45 minuti.

Se gli chiedi cosa significa riuscire a competere con cicloamatori "normali" risponde: «Sicuramente stanco, ma soddisfatto e molto orgoglioso per essere riuscito a superare salite "storiche" come il Pordoi, il Falzarego, il Monte Bondone...scenari che hanno fatto la storia del ciclismo e dei grandi campioni, e che di solito si vedono solo in tv!»

Si presenta così Ivano Saletti, cardio-trapiantato dal 2005, appassionato di ciclismo.

 
DATI PERFORMANCE:

N. GRANFONDO A CUI HA PARTECIPATO:


2014 n. 5 (Colnago Desenzano, Trento Monte Bondone, Roma, Maratona delle dolomiti percorso medio, Cesenatico Nove colli)

2013 n. 6 (Colnago Desenzano, Trento Monte boldone, Roma, Maratona delle dolomiti percorso corto, Cesenatico Nove colli, Brescia Valli bresciane)

2012 n. 6 (Colnago Desenzano, Trento Monte boldone, Roma, Maratona delle dolomiti percorso corto, Cesenatico Nove colli, Treviso Pinarello)

www.granfondolaigueglia.com

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