È una suggestione: mettersi anche a pedalare oltre che prendere a calci un pallone. È una suggestione, forse anche una “boutade”, ma visto che arriva dal Paris Saint‑Germain, forse un briciolo di attenzione è giusto anche darla. Dal calcio al ciclismo il passo è breve: basta volerlo e buttare la palla in rete. Non è più una fantasia da tifosi o un rumor isolato. È stato lo stesso Victoriano Melero, amministratore delegato del club parigino, a confermare pubblicamente che il progetto è stato preso in considerazione. Non è imminente, ma non è nemmeno un’ipotesi chiusa. E per un club come il PSG, quando una porta resta socchiusa, significa che qualcosa si muove davvero.
Singolare e anche questa suggestiva, la proprietà dell'altra squadra di Parigi, il Paris FC, il cui fondo sovrano del Regno del Bahrain ha acquisito sei anni fa il 20% delle quote della squadra di Pierre Farracci. Da quest'anno lo sponsor di maglia della squadra parigina è proprio Bahrain, mentre la maglia del team di Milan Erzen, prodotta dalla Alé di Alessia Piccolo ha i colori blu, azzurri e bianco, gli stessi del Paris Fc.
L’argomento è di interesse planetario, perché un eventuale ingresso del PSG nel ciclismo cambierebbe gli equilibri economici e mediatici di tutto il WorldTour. E magari questa potrebbe essere anche una nuova frontiera, quella dei Fondi Primari e non solo che investono nello sport e creando sinergie circolari: squadra di calcio maschile e femminile, squadra di basket maschile e femminile, squadra di pallavolo ciclismo e quello che volete voi, con marchi di macchine e biciclette, aziende produttrici di accessori e quant’altro. Cose che possono fare in pochi, purché lo si faccia anche nel e con il ciclismo.