Soprannominata "la Perla Verde dell'Adriatico", Riccione è la città di Lorenzo Anniballi. Il giovane romagnolo, classe 2004, ha firmato quattro vittorie e il titolo italiano in pista nella sua prima stagione con gli allievi, lo scorso anno, mettendo in luce ottime doti di stradista e pistard.
L'esordio non è stato facile, ma solo l'esordio... «Ho faticato fino a marzo, un pò per il ritmo un pò per la condizione di forma che in quel periodo era decisamente inferiore rispetto a quella dei miei avversari. Dopo la vittoria a Carceri è iniziato il mio processo di crescita, e ho vissuto una stagione molto bella che ritengo sia stata positiva sotto tutti gli aspetti».
Belle vittorie le ha messe lì, tra luglio e settembre 2019: primo a Carceri nel Padovano, a Ravenna, Cavriago e Campogalliano nel Modenese. La ciliegina sulla torta è è stata la maglia tricolore nella Velocità a Squadre in pista, conquistata nel velodromo torinese di San Francesco al Campo, con Michael Cattani, Sergio Rotundo e Lorenzo Montanari. Salirà sul podio altre due volte, terzo classificato a Conselve (Pd) e a Mantignana in provincia di Perugia.
I numeri per andare avanti e fare sempre meglio ci sono e sono avvalorati dalla determinazione di Lorenzo, che affronta con grande passione il difficile mestiere del ciclista. Anniballi deve questo suo grande amore per la bicicletta a papà Michele, cicloamatore per diletto, che oggi fa il taxista. Mamma Elisa è casalinga; il corridore romagnolo ha due sorelle: la più piccola, Aurora, è stata campionessa italiana di tuffi e ora pratica la ginnastica artistica, mentre la più grande, Alessia, insegna nuoto alla squadra agonistica della Polisportiva Riccione.
Soprannominato "Toro" per via della sua forza fisica, della sua grinta, Anniballi frequenta il Liceo Artistico "Federico Fellini" di Riccione e difende i colori della Polisportiva Fiumicinese FA.I.T. Adriatica di Fiumicino (Forlì-Cesena) presieduta da Rino Sarpieri, sotto la direzione tecnica-agonistica di Gianluca Maffi.
Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«Quanto a individualità abbiamo elementi molto forti, sia in campo nazionale che internazionale. E anche il movimento suggerisce che siamo messi bene».
A quale età hai cominciato a correre?
«A 6 anni con il team Bici Festival Riccione. La prima bici mi è stata data dal team ed era grigia».
Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Peter Sagan, per i tre mondiali vinti di fila e il carattere».
Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
«Sempre e solo il ciclismo».
I tuoi peggiori difetti?
«Sono testardo, e un pò diffidente».
Il tuo modello di corridore?
«Peter Sagan».
Cosa leggi preferibilmente?
«Mi capita ogni tanto di leggere biografie sugli eroi sportivi».
Cosa apprezzi di più in una donna?
«La bellezza e il carattere».
Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Precisione e tecnologia non vanno bene. Bisogna tornare ad essere spontanei».
Piatto preferito?
«Piadina e la Pizza».
Attrice o attore preferito?
«Vin Diesel, e il regista Quentin Tarantino».
Chi è il tuo collega più simpatico?
«Il mio ex compagno di squadra Diego Molisso».
Sei religioso?
«A modo mio».
Paese preferito?
«La Spagna per il clima, la gente, e la musica».
Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Che sono determinato e ambizioso».
Hobby?
«Nel tempo libero, gli amici».
La gara che vorresti vincere?
«Le tappe dei grandi Giri e la Parigi Roubaix».
Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«Con i miei genitori».
Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Far conoscere il mio nome, e riconquistare il tricolore in pista».