Non è il caso di parlare di buona notizia, perché ne contiene una che è tragica e che racconta della morte di un ragazzo, di un nostro ragazzo, Samuele Privitera, morto il 16 luglio dell’anno scorso all’ospedale Parini di Aosta in seguito ad una tragica caduta durante la prima tappa della 61° edizione del Giro della Valle d’Aosta.
Non è quindi il caso di parlare di buona notizia, ma è il caso di parlarne ancora e portare a conoscenza della grande comunità del ciclismo, l’assoluzione del direttore di corsa e dell’organizzatore che, anche loro, sono stati chiamati a vivere un dramma che difficilmente non resterà appiccicato alla loro pelle, alla loro anima. È di questi giorni la notizia che il Tribunale Federale Sezione I, in composizione collegiale presieduta dall’avv. Rabaini, si è pronunciato nel procedimento a carico di Filippo Borrione e Riccardo Moret, rispettivamente direttore di corsa e organizzatore del 61° Giro Ciclistico della Valle d’Aosta. Il procedimento era stato riaperto, dopo una prima richiesta di archiviazione, su impulso della Procura Generale dello sport presso il Coni. Al termine di due udienze in cui il Procuratore Federale Aggiunto avv. Ida Blasi ha insistito per la condanna, il Tribunale Federale ha assolto Filippo Borrione e Riccardo Moret perché il fatto non sussiste. Le motivazioni del provvedimento saranno depositate entro dieci giorni.