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CASSANI: «ABBIAMO FATTO QUELLO CHE POTEVAMO FARE»
di Francesca Monzone | 28/09/2020 | 09:01

Non ha rimpianti Davide Cassani e uno ad uno ha ringraziato i suoi ragazzi, per l’impegno dimostrato in questo Mondiale, che si è corso a Imola, un luogo speciale per il tecnico azzurro.

L’Italia ha corso con orgoglio e impegno, cosa ha detto ai suoi ragazzi alla fine della gara?
«Non dovevo dir loro troppe cose. Abbiamo fatto quello che potevamo fare, conoscendo le nostre forze e sfruttandole al massimo. Gli avversari erano forti e l’unica possibilità che avevamo, era quella di provare ad attaccare sulla penultima salita, dove ha provato Nibali. Prima sarebbe stato impossibile. Onore a chi è andato più forte di noi».

E’ soddisfatto del risultato ottenuto?
«Il risultato non può soddisfarmi, ma so per certo che i ragazzi hanno dato anche l’anima per questa gara. Lo stesso Vincenzo Nibali, qualche giorno fa si staccava nella Tirreno-Adriatico e oggi ha combattuto fino alla fine. Damiano Caruso al Tour è arrivato decimo e anche oggi è arrivato decimo, anche lui ha dato il massimo fino alla fine ed era deluso quando all’ultimo si è staccato».

Caruso si sacrifica molto per gli altri e nonostante questo, riesce alla fine ad essere il migliore dei nostri uomini. Secondo lei potrebbe cambiare ruolo ed essere una delle nostre punte?
«Damiano oggi non era a disposizione degli altri, ha corso per cercare di fare il finale e giocarsi le sue carte con Vincenzo Nibali. Non è un gregario ed è un uomo d’appoggio straordinario. Al Tour lo abbiamo visto lavorare per Landa e alla fine è arrivato decimo. E’ un uomo fondamentale in una squadra”.

Ci sono mancati Ciccone e Formolo, con loro potevamo sperare in un risultato diverso?
«Ci sono venuti a mancare due corridori veramente importanti e forti. Non so se il risultato sarebbe stato diverso, ma senza dubbio avrebbero portato tanta forza in squadra»·

Alaphilippe ha fatto un numero straordinario. Cosa pensa del vincitore?
«Sapevamo che gli uomini da battere erano Alaphilippe e Van Aert e ripeto: ha vinto il migliore. Senza dubbio ha corso in modo straordinario da vero campione».

Si poteva gestire in modo diverso la corsa?
«Assolutamente no e avete potuto vedere come anche le altre nazioni non si siano mosse perché avevano paura di bruciarsi. Noi abbiamo attaccato nell’unico punto dove potevamo avere qualche possibilità. Infatti alla fine tutti avete potuto vedere come la selezione sia stata importante».

Diego Ulissi doveva essere una delle nostre punte, ma in gara lo abbiamo visto poco. Cosa è successo?
«Purtroppo non era in corsa oggi, ha avuto dei problemi di stomaco e in una corsa difficile come questa, non puoi nascondere un malessere. E’ stato un peccato perché sarebbe stato un uomo molto valido».

Per quanto riguarda Nibali, lo trova in crescita?
«Vincenzo è andato benissimo, gli è mancato un pizzico per stare con i migliori».

Cosa può dirci degli esordienti che hanno corso oggi?
«Sono stati bravi, si sono messi a disposizione e hanno sempre cercato di tenere davanti i nostri capitani. Bagioli ha solo 21 anni e tra qualche anno, probabilmente sarà lui a giocarsi il Mondiale. Masnada è stato veramente bravo, utile e ha lavorato tanto».

Questo per lei è stato un Mondiale particolare, come chiude questa settimana a Imola?
«Ci sono stati dei momenti veramente emozionanti. Sono le mie strade, con tanti ricordi. In questo autodromo mi sono innamorato del ciclismo, ho vinto da ragazzino. Per me fare il commissario tecnico su queste strade mi è sembrato un sogno. Quando uscivo in bici con i miei ragazzi, praticamente conoscevo tutti gli amatori che abbiamo incontrato. Non sembrava di essere al Mondiale, sembrava di vivere delle giornate di normale allenamento, con emozioni uniche e straordinarie. Mi sarebbe piaciuto vincere la corsa in linea, ma non posso dimenticare il meraviglioso oro di Filippo Ganna. Sapevamo che i nostri avversari erano forti e ci siamo piazzati nel posto che sapevamo di poter raggiungere».

I corridori che hanno fatto il Tour hanno avuto maggiori possibilità di vittoria rispetto agli altri?
«Sicuramente e lo abbiamo visto nel finale, dove tutti, ad eccezione di Fuglsang, venivano dal Tour».

Possiamo dire di aver vinto come organizzatori?
«Gli organizzatori di questo Mondiale hanno fatto un autentico miracolo. Sono riuscire a tirar su un evento così importante in appena 20 giorni e con un’accuratezza incredibile. C’è stato l’aiuto delle istituzioni e il risultato è stato di sicuro un successo».

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