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PARIS 2024. LE AZZURRE DEL CT SANGALLI PRONTE PER LA SFIDA OLIMPICA
di Giulia De Maio | 02/08/2024 | 18:00

Alla vigilia delle prove in linea su strada, oggi ci siamo recati all'Hotel Dolce By Wyndham Versailles, la “casa Italia” del ciclismo in linea. Abbiamo incontrato la squadra femminile che domenica 4 agosto andrà a caccia di una medaglia, dopo il bronzo olimpico conquistato da Elisa Longo Borghini nelle ultime due edizioni di Rio 2016 e Tokyo 2021. Queste le parole delle azzurre e del CT che le guiderà in ammiraglia.

Cominciamo proprio con il CT Paolo Sangalli: «Siamo prontissimi, anzi prontissime! Le ragazze stanno bene. Sappiamo di dover correre con tanta attenzione per evitare una situazione critica come quella successa a Tokyo (quando l'austriaca Anna Kiesenhofer attaccò da lontano e non fu più ripresa, ndr) e quindi dovremo esserci in ogni tentativo. È sempre difficile controllare la corsa, ma noi puntiamo su quattro atlete complete. Balsamo è la nostra punta veloce, Persico e Longo Borghini sappiamo che sono forti se la gara diventa dura e Cecchini può essere importantissima in entrambe le situazioni. Chi temiamo di più? L'Olanda e Lotte Kopecky, ma occhio anche a Grace Brown che a crono è andata fortissimo e magari proverà a partire da lontano per vincere come ha fatto la Liegi. Noi dovremmo essere davvero pronte e attente, facendo squadra come sappiamo fare. È tanto tempo che siamo assieme, abbiamo svolto un raduno prima del Giro d'Italia, ci siamo ritrovati dopo la corsa rosa e abbiamo effettuato la ricognizione assieme. Siamo un bel gruppo, siamo affiatati. Penso che abbiamo, e parlo al plurale perché la Nazionale è di tutti, abbiamo una bella squadra».

Microfono ora ad Elisa Basalmo, la punta veloce della Nazionale. Elisa, prima di tutto, come stai? Perché ultimamente te ne sono successe di ogni.

«Sì, partiamo con il dire che sto meglio: questa è la cosa importante alla fine, sentirsi in salute, sentire che le forze sono ritornate. Questa per me è la cosa che conta. L'avvicinamento non è stato sicuramente dei migliori, ma questo mi dà sicuramente una carica in più».

Qual è l'impressione a poche ore dalla corsa in linea?
«Io sono molto felice di essere qui anche perché due mesi fa non l'avrei nemmeno immaginato. L'altro giorno ho anche avuto la possibilità di fare un giro al villaggio e entrare un po' di più nell'atmosfera olimpica, quindi è stato molto bello. In questi giorni, seguendo anche altri sport, abbiamo visto tante medaglie arrivate o mancate per poco, tante storie diverse: le Olimpiadi sono questo».

È molto importante ricordare anche il percorso che vi porta ad arrivare fino a qui ai Giochi, al di là del risultato, giusto?
«Sì, io credo che le Olimpiadi siano sicuramente un sogno per tutti gli atleti, però se mi passi il termine sono anche un po' un terno al lotto, perché alla fine si tratta di una gara secca ogni quattro anni, quindi ci vuole anche un po' di fortuna. Non si sa bene quello che succederà nella prova su strada. Le squadre sono ridotte, al massimo composte da quattro atlete, ci aspetta una gara completamente diversa da quelle che siamo abituate ad affrontare durante la stagione. L'importante è venire qui e dare il 110%, impegnarsi, godersi il momento e poi onestamente il risultato sarà quello che sarà. Però io credo che già il solo essere qui sia una bella cosa».

Sarai impegnata sia su strada che in pista. Quali sono le tue aspettative?
«Oggi sono andata ad allenarmi in pista con le ragazze e domani farò giornata di scarico prima della gara di domenica. Penserò alla prova in linea e poi già la sera mi sposterò con il gruppo della pista. Diciamo che è un programma intenso e stiamo cercando di trovare un equilibrio tra tutto, però purtroppo il programma sicuramente non aiuta ed è una cosa che succede sempre più spesso, non solo alle Olimpiadi, ma anche ai Mondiali o durante la stagione: sicuramente cercherò di dare il massimo in entrambe le discipline».

Hai portato qualcosa di particolare in valigia? Un amuleto....
«Il mio peluche c'è sempre, sempre lui, sempre con me. Quindi c'è anche questa volta... Me lo hanno regalato quando sono nata e quindi ormai ha un po' di anni sulla schiena... L'ho dovuto cucire prima di partire perché gli  si stava staccando la testa. Non ho mai definito il suo essere un orso o un cane, diciamo che è un "canorso" che si chiama Bao».

Quindi siete arrivati a Parigi tutti e due un po' feriti...
«Sì, sì, esatto, lui segue l'esempio della sua padrona...».

Accanto ad Elisa, Silvia Persico, atleta che sarà chiamata ad entrare in azione quando il gioco si farà duro. È la tua prima Olimpiade, tremano le gambe?
«Per ora sono molto tranquilla, anche perché qua siamo un po' in una bolla quindi diciamo che non me la sto vivendo al 100%, però sicuramente domenica sarà tutto diverso o comunque domani già dalla sgambata pre-gara magari sentirò già un po' di tensione in più».

Ne approfitterete anche per dare un occhio ai ragazzi o no?
«Sinceramente non lo so, non ne abbiamo ancora parlato, però credo non dal vivo, pedaleremo qui in zona. Comunque ieri è stata una giornata abbastanza lunga, siamo andati a Parigi a far la ricognizione e abbiamo perso metà giornata, quindi credo che domani, come pre-gara, staremo qui in zona».

Essere all'Olimpiade è il sogno di qualunque atleta. Che emozioni stai vivendo?
«Sicuramente posso dire di essere davvero felice. Ho lavorato tanto per essere qui, credo di essermelo un po' meritato. Come ho detto prima, sono molto tranquilla e fino a domenica spero di non essere troppo agitata: voglio prenderla con calma e con serenità».

Ti sei portata un portafortuna?
«No, ho portato... solamente la mia famiglia, saranno qua a fare il tifo per me».

E cosa vorresti portarti a casa invece da Parigi?
«Sicuramente una bella medaglia per l'Italia. Ovvio che personalmente sogno di essere io a mettermela al collo, ma l'obiettivo è da raggiungere come nazionale, come squadra. E poi un bel bagaglio di esperienza anche in vista del finale di stagione e dei prossimi anni».

Hai rinunciato alla stagione di cross e ad altri obiettivi. Oggi, per come arrivi a questo appuntamento, sei contenta di questa decisione?
«Sì, sono felice comunque di come è andato l'inverno. Ho lavorato tanto. Poi a gennaio ho iniziato ad avere un po' di problemini fisici, in particolare al ginocchio. Dopo il Giro non sono stata molto bene, ho avuto il Covid, sono stata positiva per 8 giorni, però adesso mi sento bene e credo che mi sia stato d'aiuto anche per recuperare un po', avendo comunque  lavorato tanto in altura. Davvero, ho dato il massimo per essere qui e ho fatto un gran lavoro».

Spazio a Elena Cecchini, la regista della Nazionale. La corsa si avvicina, quali sono le sensazioni?

«Sto bene, da una parte adesso non vedo l'ora che sia il 4 sera per correre via e dall'altra ovviamente in questi giorni cerchi di goderti un po' tutto perché sono comunque esperienze uniche. Però sto bene, ho avuto un avvicinamento lineare, il che non è scontato. Il Giro è stato fondamentale per questo avvicinamento, ho fatto abbastanza fatica soprattutto in certe tappe, però poi ne sono uscita bene, che era un po' quello che volevo».

Avete lavorato anche in altura con la Nazionale.

«Il ritiro in Val di Fassa con la Persico è andato bene, siamo arrivate al top a Parigi. Ovvio, l'esperienza del villaggio è il villaggio stesso, no? Penso che per l'atleta sia bello, però a livello di prestazione penso che essere qua tranquilli, al mattino partire con le bici, essere subito in condizione di pedalare senza traffico, penso che sia stata la scelta giusta».

Com'è essere qua anche con Elia (il marito Viviani, ndr), a vivere insieme questa Olimpiade?

«È stato un periodo ovviamente molto difficile per noi negli ultimi due mesi, non è mai semplice per una coppia, anche perché lui è stato impegnatissimo con la pista e io avevo un programma totalmente differente. Devo dire che pensavo che potessimo passare molto più tempo insieme, ma la verità è che dopo il Giro lui comunque doveva passare le settimane a Montichiari, quindi ci siamo visti un po' a sprazzi, in Val di Fassa è venuto per un giorno e mezzo e qua è arrivato il 31 sera, quindi diciamo è bello sapere che c'è, però in realtà insomma a volte ti incroci con lo sguardo e ti deve bastare. So che sta bene e questo conta. Per dire la verità, non ho ancora avuto il tempo di chiedergli come stanno andando le cose. Lo vedo abbastanza determinato e concentrato, quindi penso che sia tutto ok».

Avrete tempo poi di rilassarvi?

«Sì, una settimana. Poi io correrò a Plouay, lui non ha ancora un programma definito. Penso che il totale relax arriverà come sempre a fine ottobre, non prima».

Per te che esperienza è essere ai Giochi? 

«Io avevo partecipato a Rio 2016 e fu una bellissima esperienza, però secondo me ero troppo giovane per capire, nel senso che custodisco un bellissimo ricordo però un po' sbiadito e quindi ci tenevo ad essere qua perché comunque sarà l'ultima Olimpiade della carriera, anche come percorso lo sento molto più nelle mie corde, molto più adatto a me. Ed è stato anche un avvicinamento totalmente differente, nel senso che con Paolo (il CT Sangalli, ndr) c'è stata serenità nell'arrivare qua pronte. E quindi cerco di godermi ogni cosa, anche se siamo nella nostra bolla. Ieri abbiamo fatto la prova percorso, ci siamo rese conto di cosa sia l'Olimpiade, eravamo sulle strade di Parigi insieme agli altri atleti provenienti da ogni parte del mondo, capisci che c'è qualcosa di diverso, di particolare. Secondo me domenica sarà molto emozionante».

Infine ecco Elisa Longo Borghini. Archiviata la crono è tempo di strada. Ieri avete provato il percorso, come stai e come state?
«Come gruppo stiamo molto bene. Siamo fortunatamente tutte in salute e stiamo bene anche come condizione. Personalmente mi sento bene e diciamo che adesso è ora anche di correre perché è da un po' ormai che sono qui».

Hai disputato la crono, non eri soddisfatta, però adesso si volta proprio pagina. Sarà una corsa difficile da gestire, come sempre: cosa ti aspetti?
«L'Olimpiade è sempre una gara particolare e secondo me ci saranno alcune ragazze che cercheranno di andare in fuga nella parte fuori Parigi perché comunque c'è la possibilità di arrivare nel circuito con qualche minuto di vantaggio sul gruppo. E poi credo che gli ultimi giri a Montmartre saranno folli, perché ci saranno tanti attacchi. Attenti alle sorprese perché è una gara difficile da controllare».

Avete fatto una scommessa tra voi ragazze, vi siete promesse qualcosa?
«No, non ancora. Effettivamente potremmo farlo, però in realtà siamo molto pragmatiche e ci stiamo concentrando sulla corsa e non sulle sciocchezze. Ci penseremo se mai quando ci sarà qualcosa di bello da festeggiare».

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