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GIRO D'ITALIA 2022. A TREVISO L'ULTIMA CHIAMATA PER I VELOCISTI
di tuttobiciweb | 26/05/2022 | 08:14

Dopo un inizio di settimana a tutta salita, c'è il momento per tirare il fiato con una tappa breve e dedicata con tutta probabilità ai velocisti: si parte da Borgo Valsugana per arrivare a Trviso dopo 156 km.

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Dalla Valsugana si pedala verso la pianura Veneta attraverso il passaggio delle Scale di Primolano, unica asperità di giornata assieme al Muro di Ca’ del Poggio. Si arriva quindi a Treviso attraverso strade rettilinee generalmente larghe: gli ultimi 45 chilometri sono completmente pianeggianti, anzi in leggerissima discesa. Da segnalare i numerosi attraversamenti cittadini con il loro corredo di rotatorie, spartitraffico e arredo urbano. A Treviso la corsa affronta un circuito di circa 11 km da ripetere una sola volta.

ALLA SCOPERTA DEL TERRITORIO

La diciottesima tappa parte da Borgo Valsugana, al centro dell’omonima valle. Lo attraversano il fiume Brenta e la bellissima pista ciclabile di 80 chilometri che collega il lago di Caldonazzo a Bassano del Grappa. Il carattere medievale di Borgo è rimasto quasi integro: viuzze, androni, cortiletti lo caratterizzano assieme ai palazzi rinascimentali e barocchi. Le case si arrampicano sulle pendici del monte Ciolino dove sorge Castel Telvana con le sue torri e, più sotto, il convento delle clarisse. L’abitato si allunga ai lati della vecchia via imperiale, mentre le nuove costruzioni si espandono verso la frazione di Olle.

Borgo e la Valsugana offrono tantissime opportunità per gli appassionati delle due ruote. Dalle grandi salite del Trentino, comprese quelle prescelte dal Giro, ai 300 chilometri di percorsi MTB di diverse difficoltà lungo la catena montuosa del Lagorai. Ma l’estate in Valsugana è anche spiaggia sui laghi di Levico e Caldonazzo o un benessere termale grazie alle Terme di Levico e Vetriolo.

Dall’incontro tra la natura incontaminata e la cultura del mangiare sano, ecco arrivare sulle tavole i migliori sapori di montagna. Dalla polenta con la famosa farina della Valsugana alla genuinità dei piccoli frutti di Sant’Orsola; dagli ottimi insaccati ai prodotti caseari della zona, come i tipici formaggi di malga Vezzena e Lagorai. Ma anche il miele, le mele La Trentina, il radicchio di Bieno, le erbe officinali della Valsugana, le castagne di Roncegno si trasformano in piatti speciali.

Acqua Levico nasce da una fonte centenaria dell’Alta Valsugana, a oltre 1600 metri di altezza. Grazie alle sue proprietà organolettiche è una delle acque da bere più leggere d’Europa. L’alta qualità delle uve e il complesso e delicato metodo della rifermentazione in bottiglia fanno del Trentodoc un fiore all’occhiello della produzione enologica trentina.

A Borgo Valsugana viene prodotta anche la birra artigianale trentina del Birrificio degli Arimanni. Ormai famoso per il suo gusto originale, il Parampampoli è una bevanda che riscalda le fredde serate invernali; la miscela segreta, inventata dall’oste del Rifugio Crucolo, ha un sapore forte di caffè, grappa, vino e zucchero caramellato. Bevanda di antica tradizione ottenuta dalla distillazione delle vinacce, la grappa non manca mai a fine pasto sulle tavole della Valsugana.

Lasciato Borgo Valsugana, il tracciato si dirige in Veneto. Il primo comune che s’incontra entrando nella provincia di Vicenza è Primolano, da cui inizia la salita detta “Le Scale di Primolano”, che porta al primo GPM di giornata, a quota 350 metri con un dislivello di circa 130 metri. All’inizio della salita si trova un complesso di fortificazioni realizzato alla fine dell’Ottocento per controllare le Scale di Primolano. La Tagliata della Scala era una barriera in muratura affiancata da una piattaforma per l’artiglieria localizzata a circa metà della salita, mentre la Tagliata delle Fontanelle, presso Cima Scala, era una batteria compatta sprofondata in terreno da riporto. I due manufatti erano tra loro collegati da un camminamento coperto. Le fortificazioni non vennero in realtà mai utilizzate, nemmeno durante la Grande guerra.

Dopo il GPM, la strada prosegue entrando in provincia di Belluno. Il comune di Arsiè si trova in una piana circondata da montagne a nord del lago del Corlo, un lago artificiale creato per la produzione di energia elettrica, sbarrando il torrente Cismon. Si attraversa quindi il comune di Fonzaso, situato in una zona storicamente al centro di vie di comunicazione; risale al Seicento la chiesa della Natività della Beata Vergine Maria.

Seren del Grappa fu teatro di aspri combattimenti tra l’esercito italiano e quello austriaco, durante la prima guerra mondiale. Il fronte si trovava
sul monte Grappa, ultimo baluardo a difesa della pianura veneta. Da lì si giunge a Feltre, il centro più importante di quest’area del Bellunese, con i suoi circa 20.000 abitanti. Secondo l’autore latino Plinio il Vecchio, Feltre fu fondata dalla popolazione dei Reti insieme a Trento e Verona. In età imperiale romana conobbe un notevole sviluppo economico e urbanistico. Sottomessa alla Repubblica di Venezia per secoli, conserva tuttora palazzi e ville di grande pregio e, tra gli edifici religiosi, la Concattedrale di San Pietro Apostolo (XVI secolo).

Si prosegue nel comune di Quero Vas, per poi oltrepassare il Piave (quinto fiume più lungo d’Italia, indissolubilmente legato al ricordo della Prima guerra mondiale) sul Ponte di Fener, nel territorio di Alano di Piave. Si entra quindi nella provincia di Treviso per il primo traguardo volante della tappa, collocato a Valdobbiadene, comune di circa 10.000 abitanti che ospita numerosi edifici religiosi e civili d’interesse. Nei confini comunali sono oggi presenti ben 6 “alberi monumentali” (il termine indica un soggetto vegetale di particolare valore paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale) dei 16 dislocati in provincia di Treviso.

Valdobbiadene, la vicina Conegliano e le loro colline sono considerate le città del vino Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene e, in particolare, della tipologia Superiore di Cartizze. Leggero e delicato, il Prosecco Valdobbiadene DOCG è un vino di facile bevibilità, caratterizzato da un colore giallo paglierino e da un perlage fine ma persistente. Nel bouquet spicca un evidente aroma floreale, di glicine, acacia e rosa, insieme a note di frutti a polpa bianca come la mela, la pera e la pesca. Il Prosecco è il “re” dell’aperitivo, ma nelle sue varie tipologie, a seconda del residuo zuccherino, dal più secco “Brut” al “Dry”, delicatamente amabile, può diventare una bollicina di grande versatilità.

L’itinerario sulle strade del Prosecco continua attraverso le località di Guia (frazione di Valdobbiadene), Col San Martino e Soligo (frazioni di Farra di Soligo), Pieve di Soligo. Quest’ultimo è un popoloso comune di circa 12.000 abitanti, in cui spicca il moderno duomo intitolato a Santa Maria Assunta. Un’altra località di grande tradizione vinicola è la successiva Refrontolo, nota per la produzione del vino Marzemino, qui denominato Refrontolo Passito DOCG.

Poco più a est, nel comune di San Pietro di Feletto, il Muro di Ca’ del Poggio, dove è collocato il secondo GPM di giornata, è la salita-simbolo delle Colline del Prosecco che nel 2019 sono state riconosciute Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La salita, interamente asfaltata, si snoda tra le alberate colline del Prosecco per 1150 metri, con una pendenza media del 12,7% e un dislivello di 140 metri.

Dopo il GPM si scende verso la pianura, passando dalle località Santa Maria di Feletto e Parè. Il secondo traguardo volante della tappa è posto a Susegana, comune di circa 12.000 abitanti con un territorio parzialmente collinare e per il resto pianeggiante, delimitato a ovest dal Piave. Nella frazione di Collalto spicca l’omonimo castello, di cui rimangono l’antica torre e parte della cinta muraria. Colline della Susegana.

Si attraversa di nuovo il Piave a Ponte della Priula, frazione di Susegana, antico luogo di transito, che ospita il Tempio votivo alla fraternità europea dedicato ai caduti di tutte le guerre. Si raggiunge Spresiano, al centro della pianura trevigiana, ormai alle porte settentrionali del capoluogo, nel quale si entra da Viale della Repubblica. Lì ha inizio il circuito finale della tappa, da percorrere due volte.

Treviso è il capoluogo storico della Marca Trevigiana. Denominata “città d’acque” per la confluenza del Sile con il Botteniga, ospita un fitto reticolo di ruscelli e canali che penetrano e circondano la città, disegnandone la topografia. Il nucleo antico, di origine romana, è localizzato sulla sinistra del Sile e trova il suo cuore pulsante in Piazza dei Signori, ritrovo di tutti i trevigiani: un vero e proprio salotto fra le storiche sedi istituzionali, dal Palazzo del Podestà con la Torre Civica a Palazzo dei Trecento. Poco distante si trova la Loggia dei Cavalieri, una piazza coperta e affrescata.

Treviso ha una pianta rettangolare, con vie strette e tortuose, su cui si affacciano case dalle facciate affrescate, dotate di portici e barbacani. Fra i luoghi più amati e caratteristici, “location” perfetta per le foto di migliaia di visitatori, c’è il Canale dei Buranelli, così chiamato per la presenza di un palazzo appartenuto a una famiglia di commercianti dell’isola veneziana di Burano.

Risparmiata dagli Unni, Treviso divenne un importante polo commerciale in epoca romana, prima di essere devastata dagli Ungari. Tornò poi un centro ricercato e fiorente. Subì varie dominazioni prima di tornare sotto il dominio della Serenissima. Il legame con Venezia è testimoniato dalla cinta muraria e dalle Porte. Treviso subì bombardamenti sia nella Prima che nella Seconda guerra mondiale. In particolare, il 7 aprile 1944, giorno in cui i bombardieri alleati rasero al suolo l’80% degli edifici provocando almeno 1600 vittime fra i civili, viene ricordato ogni anno con una cerimonia pubblica.

Treviso unisce dunque storia ed eleganza, tradizione e passione. Una città da visitare per i suoi palazzi affrescati e per le meraviglie artistiche custodite ai Musei Civici ma anche da vivere per le sue osterie e i luoghi dove Prosecco, cicchetti e piatti della tradizione regnano sovrani. A Treviso ha sede uno dei teatri più belli del Nord Italia: sul palcoscenico del “Mario Del Monaco”, in nome di uno dei più famosi tenori italiani, si sono esibiti fra i più grandi artisti della scena lirica mondiale. Ancora oggi vi si svolgono rassegne, festival e stagioni concertistiche di livello internazionale.

Treviso è anche la città della bicicletta: dalla Restera, un percorso ciclopedonale costeggia il fiume Sile e permette di immergersi nella natura lungo la Greenway che arriva fino al mare. La cucina trevigiana segue la tradizione di eccellenza veneta. La “sopa coada” è un pasticcio di pane, brodo e carne di piccione. “Pasta e fasioi” (pasta e fagioli) viene servita come una zuppa densa di fagioli borlotti o di Lamon passati in una vellutata base cremosa e mescolati con pasta formato ditalini. Tra i piatti più tipici è anche il risotto con le rosoline, che sono le foglie del papavero raccolte in primavera prima
della fioritura delle piante.

Tra le verdure trevigiane vanno menzionati il radicchio e l’asparago; tra i formaggi la Casatella Trevigiana DOP, dalla pasta morbida e cremosa e il sapore dolce. Tra i dolci spicca il tiramisù, la cui ricetta originale (caffè, savoiardi, zucchero, mascarpone e uova) risale al 1962. Depositario di questa famosissima preparazione è il ristorante Le Beccherie. Il nome deriva dall’espressione dialettale veneta “tirame su”, in riferimento all’abbondante portata calorica dei suoi ingredienti.

da TvRoadbook

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