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ROBERTO PELLA. «LAVORO PER FAR TORNARE GRANDE IL CICLISMO, PER FAR CONOSCERE L'ITALIA E FAR AMARE SEMPRE DI PIU' LA BICICLETTA»
di Pier Augusto Stagi | 30/12/2024 | 08:40

Ha scritto una letterina, pardon, un emendamento nella sua cameretta, che è poi la Camera dei Deputati - casa sua - visto che Roberto Pella è un parlamentare della Repubblica, oltre che sindaco di Valdengo (Biella), vice presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani,  (Anci), imprenditore tessile e, dal 29 aprile, presidente di una Lega del Ciclismo Professionistico che sta vivendo un nuovo Rinascimento, dopo aver rischiato l’annientamento.
Ha scritto un emendamento che è diventato legge il 28 dicembre scorso, un regalo di Natale ritardato, ma beneagurante per un anno che nasce sotto i migliori auspici. L’abbiamo intercettato per fargli gli auguri di buon anno e sapere quali sono i buoni propositi per il nuovo anno.

Presidente, ha ottenuto un grande risultato, 7 milioni di investimenti in tre anni, ora vanno messi a terra.  

«È proprio così, questo è il vero obiettivo di questo inizio d'anno: mettere a terra nel migliore dei modi quello che abbiamo portato a casa. È stato proprio un gran bel regalo di Natale, che ha cominciato il proprio iter quando la Commissione Bilancio (di cui è membro, ndr) ha esaminato gli emendamenti tra il 16 e il 18 dicembre. Il 20, poi, il Parlamento ha approvato la manovra economica e sabato 28 dicembre il Senato l’ha approvata in via definitiva in seconda lettura. L’emendamento prevede la valorizzazione e la promozione del territorio italiano e delle regioni attraverso il ciclismo professionistico. Viene corrisposto alla Lega del ciclismo professionistico un contributo di 2 milioni di euro per l’anno 2025 e di 2,5 milioni per gli anni 2026 e 2027, destinati all’organizzazione di gare ciclistiche professionistiche di livello nazionale, su strada e in linea, inserite nel calendario di Lega. Per questo ringrazio, per l'indispensabile sostegno  il mio gruppo di Forza Italia, i colleghi di maggioranza e di opposizione e il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che lo ha condiviso».

Come pensa di utilizzare questi fondi?

«Una bozza di bilancio è già stata fatta per quantificare le risorse necessarie per la realizzazione del progetto, ma è chiaro che definiremo con il Direttivo come destinarli in virtù anche degli accordi che sigleremo nelle prossime settimane con le altre istituzioni e soprattutto con le aziende private partner. I fondi saranno impiegati per migliorare lo standard qualitativo e principalmente per lo sviluppo televisivo delle corse, per consentire a tutte le manifestazioni di andare in diretta o in differita, non solo in Italia ma in tutto il mondo, alla luce del fatto che le nostre gare muovono importanti numeri, con share molto alti e punte di 5 milioni di spettatori solo in Italia, e trasmesse all’estero esprimono un dato che abbiamo quantificato in 7-9 volte la visibilità nazionale. Un’importante possibilità promozionale del nostro sport oltre i nostri confini. L’accordo che andremo a fare anche con le televisioni europee e non solo (Usa, Cina, India, Australia…) consentirà di poter veramente ampliare la platea di appassionati in tutto il mondo. Il nostro compito è promuovere e valorizzare, con autoproduzioni di livello che saranno al servizio degli organizzatori e delle amministrazioni locali, comuni, province e regioni».

Questo è l’ultimo atto di un lavoro incominciato a fine aprile, con l’istituzione di sette importanti Commissioni nelle quali ha coinvolto eccellenze del nostro sport e della società civile.

«Esattamente. Per costruire una casa andavano fatte le fondamenta. Noi abbiamo ritenuto necessario circondarci di competenze: sia ciclistiche, ma non solo. Ecco quindi che siamo arrivati ad individuare figure di riferimento come Giusy Virelli, direttrice del Giro Woman per la Commissione Sviluppo Ciclismo Femminile (altri membri: Serena Danesi, Maria Laura Guardamagna e Chiara Spinato, ndr); Fabio Roscioli, avvocato esperto diritto societario che presiederà la Commissione Procuratori (altri membri: Jacopo Tognon, Maria Laura Guardamagna e Luca Mazzanti, ndr); Vincenzo Nibali, presidente della Commissione Atleti ed ex atleti per la promozione dei valori del ciclismo (altri membri: Paolo Bettini e Daniele Bennati, ndr); Gianni Bugno, presidente della Commissione Tecnica  (altri membri: Mario Chiesa, Luca Colombo, Oscar Pellicioli, Andrea Peschi e Paolo Pioselli, ndr); Jacopo Tognon, presidente della Commissione Progettazione, marketing e fondi europei (altri membri: Giusy Virelli, Maria Laura Spadaro, Chiara Spinato e Fabio Vegni, ndr); Roberto Sgalla, presidente commissione direttori corsa e sicurezza (altri membri: Eugenio Amorosa, Roberto Corradini, Gianluca De Filio e Stefano Allocchio, Renzo Oldani, Fabio Vegni ndr); Andrea Lenzi per la Formazione e tenuta di ruoli (altri membri: Davide Goetz, Maurizio Evangelista, Stefano Feltrin e Cristian Salvato, ndr). Insomma, come potete ben vedere, sono tutte eccellenze, delle quali il ciclismo non poteva fare a meno in un momento come questo. Figure di valore assoluto, come gli ex prefetti Roberto Sgalla e Eugenio Amorosa, funzionari di Stato di primo livello. Figure come i direttori di corsa Stefano Allocchio e Giusy Virelli. Abbiamo costituito una Commissione Tecnica di primo livello presieduta da Gianni Bugno e quella atleti ed ex con un super campione come Vincenzo Nibali, così come per la Commissione Procuratori che si avvarrà di un grande appassionato di ciclismo come Fabio Roscioli, che è un eccellente professionista con rapporti molto stretti con il mondo dell’economia e delle istituzioni. Come Jacopo Tognon, ex commissario della Lega e figura riconosciuta a livello europeo nelle istituzioni sportive. O altre come Andrea Lenzi, presidente del Comitato della Biosicurezza di Palazzo Chigi, professore emerito di Endocrinologia presso l'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" e figura accademica di livello mondiale. Come vede ho voluto coinvolgere figure anche esterne dal ciclismo perché credo che l’insieme di tutti questi nomi qualifichi e nello stesso tempo valorizzi un mondo che aveva bisogno di essere integrato e rilanciato».

In questi mesi ha raggiunto anche un altro importante accordo, quello con le Regioni.

«Lo dico da sindaco, senza le Regioni non si va da nessuna parte. Per noi Comuni, per noi territori le Regioni sono essenziali. Come Lega Ciclismo siamo la prima istituzione sportiva che ha siglato un accordo di questa portata e ringrazio tutti i governatori delle Regioni italiane per aver firmato l'accordo a Bari e in modo particolare il Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e il Segretario Generale, Alessia Grillo».

Ma questo accordo prevede una semplificazione burocratica o da parte loro c’è anche un impegno economico?

«Certo che sì, l’accordo spazia su una vera e reale collaborazione e sinergia. Come si legge, questa intesa dovrà portare ad uno “sviluppo del legame tra il movimento del ciclismo professionistico nazionale e le Regioni italiane, a livello turistico, culturale, ambientale, salutistico, economico e sociale, attraverso iniziative bilaterali o interregionali e le relative implementazioni di analisi sull’impatto economico e sociale degli eventi sportivi ciclistici". Avrete letto che stiamo lavorando anche per portare il grande ciclismo al Sud Italia (Sicilia, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia) con il progetto Magna Grecia: anche in questo caso con un emendamento in manovra economica».

Questo accordo prevede anche il progetto Coppa Italia delle Regioni?

«Esattamente. Quella che abbiamo messo in atto quest’anno, nella parte finale della stagione, è stata un un’edizione di prova, un numero zero. Con la stagione che andrà ad incominciare avrà una struttura molto più articolata, con classifiche di specialità (individuale, giovani, scalatori, combattività e squadra) e un montepremi finale: la Challange si svilupperà su 21 corse, pari al numero delle Regioni».

C’è l’idea di inserire per il futuro quel meccanismo che qualche anno fa prevedeva che la vincitrice della Coppa Italia riceveva in dote da Rcs Sport una wild-card per correre di diritto il Giro?

«La priorità è aiutare gli organizzatori e sostenere le squadre italiane. È altrettanto chiaro che per me sostenere le squadre italiane significa in qualche modo consentire loro di poter correre in queste corse 1.1 e 1.Pro che sono per loro essenziali. Sulle wild-card è un discorso da rivalutare più avanti anche perché la stagione sta per cominciare e se ciò potrà essere attuabile, dovrò prima discuterne e concordarlo con RCS Sport per la stagione 2026. Avere come soci in Lega Rcs, che organizza le più belle gare al mondo, è un grande valore aggiunto per il ciclismo italiano  e per questo ringrazio di cuore il Presidente RCS Urbano Cairo, l’Amministratore Delegato Paolo Bellino e il direttore Mauro Vegni per avermi proposto alla guida della Lega e per il loro importante supporto prima e dopo il mio insediamento, così come quello di tutti gli altri organizzatori e dei presidenti delle squadre ciclistiche italiane che poi sono i nostri associati».

Un accordo importante anche quello per la salute.

«E ne vado orgoglioso. Con la FeSDI, la Federazione Società diabetologiche italiane, abbiamo messo in atto un’intesa che punta al miglioramento e allo sviluppo degli stili di vita, anche perché il diabete e l’obesità sono in questo momento due delle malattie non trasmissibili che incidono fortemente sui costi sanitari nazionali. Per questo sono contento di essere riuscito, in manovra economica, a far finanziare la mia legge sull’obesità, che sarà approvata in via definitiva a inizio 2025. Un punto importante e che vede l’Italia primo Paese al mondo a riconoscere l’obesità come malattia».

Ma non è tutto qui, giusto?

«Stiamo progettando e siglando importanti protocolli, ci tengo a dire che gran parte del merito è anche del Ministro dello Sport Andrea Abodi, che ringrazio insieme al Dipartimento dello Sport e a Sport e Salute. Con il Ministro Abodi è da oltre 10 anni che lavoro in stretta sinergia. Con lui condivido non solo una grossa passione sportiva, ma stiamo lavorando con grandissimo profitto per sviluppare nuovi progetti. Il ciclismo non solo è strumento di promozione e di conoscenza dei territori, ma anche veicolo sublime di aggregazione lungo le strade».

Quali sono gli altri Ministeri interessati?

«Oltre al Ministro Abodi, la Ministra Daniela Santanché per il Turismo e la Ministra Eugenia Maria Rocella per le Pari Opportunità e Famiglia, sono i ministeri con i quali sto collaborando con maggiore impegno. Riassumendo, i due attori protagonisti della Coppa delle Regioni saranno la Lega del Ciclismo e la Conferenza delle Regioni, in sinergia con i tre ministeri: Sport e Giovani, Turismo e Pari Opportunità e famiglia. È mia intenzione lavorare anche con il Ministero degli Esteri (Antonio Tajani), dei Trasporti (Matteo Salvini), della Salute (Orazio Schillaci) dell’Ambiente (Gilberto Pichetto Frattin) e dell’Istruzione (Giuseppe Valditara). Quello che stiamo facendo è un lavoro certosino, un grande puzzle che va composto, avendo una visione d’insieme di un “progetto Degasperiano”, che può essere attuato solo grazie all’aiuto e all’appoggio prezioso di tutti».

Non ha dimenticato nemmeno le Proloco.

«Da sindaco e da uomo che conosce l’importanza del territorio non potevo dimenticare una realtà che è presente in tutti i Comuni. Con l’UNPLI vogliamo sviluppare quello che è il momento di attrattività delle corse, prima dopo e durante il passaggio delle manifestazioni. Le Proloco diventano essenziali e importanti, in quanto strumento aggregante. Così come chiuderemo nelle prossime settimane un protocollo con Unioncamere, che rappresenta il mondo produttivo del Paese, dall’industria all’agricoltura, dall’artigianato al commercio; sigleremo inoltre protocolli con l’Associazione delle Province e dei Comuni Italiani».

Ha realizzato anche il progetto Bici in Comune.

«È frutto di un mio emendamento approvato in manovra economica lo scorso anno a favore del Ministero dello Sport, Sport e Salute e ANCI, e che ha avuto un successo pazzesco e un riscontro tra tutte le associazioni sportive del mondo del ciclismo. Un Comune su due ha partecipato alla presentazione del progetto che porta in dote 14 milioni di euro che andranno per la promozione dell’attività in bicicletta. Su cosa verte? Si va dall’incentivazione della mobilità ciclabile e l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, alla riqualificazione che garantisca la sicurezza delle piste ciclabili esistenti, fino al finanziamento di progetti per l’organizzazione di eventi aggregativi e promozionali. Senza dimenticare la promozione dello stile di vita sano e lo sviluppo del cicloturismo».

È consapevole che c’è chi non si attendeva un Lega così forte e un presidente così iperattivo?

«Io ho una tabella di marcia e un progetto ben chiaro in mente. Non mi preoccupo di quello che dicono alle mie spalle. Io ho al mio fianco un Direttivo forte, una bella squadra, con 2 vicepresidenti quali Beppe Saronni e il collega Roberto Ciambetti, e per questo vado avanti spedito. Una cosa è certa: non sono disposto a rallentare perché voglio dare risposte ai 25 milioni di italiani che seguono in televisione il ciclismo professionistico e far sì che l’uso della bici cresca sempre di più rispetto ai 13,5 milioni di fruitori abitudinari. Nel mondo ci sono delle opportunità e bisogna essere pronti ad intercettarle. Io voglio creare un grande gioco di squadra. La squadra c’è, quindi si lavora solo per il bene del ciclismo italiano».

Quale è la sua sfida?

«Riportare i grandi imprenditori a investire nel mondo del ciclismo ed insieme ai nostri campioni del passato far nascere una squadra World Tour italiana, in modo da essere un punto di riferimento per i giovani e permettere loro la migliore valorizzazione».

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