La Unbound Gravel rappresenta per molti la gara gravel per antonomasia ed anche un benchmark per le aziende, sempre pronte ad innovare per dare ai propri atleti importanti marginalità per andare più forte e impiegarci di meno. In Kansas le condizioni di questa ventesima edizione hanno reso il percorso ancora più duro e selettivo, motivo per cui a vincerla sono stati sicuramente gli atleti più forti e meglio assistiti, ma nessun record per questa stagione. Nella Elite Man -200 mile ha trionfato Mads Würtz Schmidt in sella alla sua nuova S-Works Crux 5 mentre a vincere la XL 350 MILE è stato Robin Gemperle in sella ad una Scott RC Gravel da 32 pollici.
Specialized Crux 5, nata per stupire
È appena arrivata nel gruppo ma lo fa nel migliore dei modi, ovvero vincendo. A tagliare il traguardo per primo è stato Mads Würtz Schmidt, ma vale la pena ricordare il secondo posto di Matthew Beers, sempre in sella ad una Crux 5. Come ricordato da Alessandro Giusto durante il lancio della Crux 5 pochi giorni fa, la bici migliore è quella che sparisce e mostra meno superfici al contatto con il vento. Questo è un concetto molto estremo ma ben attuabile sull’ultimo gioiello di casa Specialized. La nuova Crux 5 possiede un’aerodinamica particolarmente avanzata con profili che la rendono veloce ( 15.2 watt risparmiati rispetto la precedente versione) e leggerissima. A catturare è l’ampia clearance come richiesto da chi il gravel lo corre ai massimi livelli, ma è tutta la bici nel complesso ad essere diventata una vera macchina da guerra. Detto questo, l’intera Unbound Gravel è stata flagellata da condizioni bagnate e un fango che definire tenace sarebbe riduttivo e come letto nel nostro articolo di stamani, una gara caratterizzata anche da un gesto di grande altruismo fatto da Keegan Swenson (altro uomo Specialized) pronto a donare la sua ruota posteriore al compagno Schmidt per consentirgli di non perdere tempo e proseguire la sua corsa. Dati alla mano, non sono stati limati i tempi della passata edizione per via delle pessime condizioni, ma si conferma più che valida la “Equation of Speed” messa a punto da Specialized per calcolare il “Time to finish”, un paradigma analitico per ricavare la bici ideale per vincere su ogni percorso. Schmidt, già vincitore di The Traka e Santa Vall e Campione Europeo di Gravel ha chiuso la sua corsa con 9 ore, 14 minuti e 51 secondi.
Il primo atleta a vincere qui con un 32 pollici
Questa fangosa edizione passerà sicuramente alla storia anche per la vittoria di Robin Gemperle in sella alla sua Scott RC Gravel da 32 pollici nella Unbound Gravel XL…ben 563 km corsi in piena autonomia con un tempo di 21 ore, 20 minuti e 5 secondi con una media di quasi 27 km/h! Si tratta di un prototipo e quella dell’azienda svizzera non è certo una scelta azzardata, ma una delle occasioni in cui nella stagione cercherà di sviluppare e validare ogni scelta presa per realizzare questo mezzo. Inutile girarci attorno, una 32 pollici cambia totalmente le carte in tavola.
Bastano pochi metri per comprendere che il galleggiamento è totalmente diverso e che a migliorare è la velocità di percorrenza soprattutto sullo sconnesso, un po’ come successe anni fa quando passammo dalla 26” alla 29”. Le 32 pollici rivoluzioneranno il mercato? Questo non lo possiamo certo prevedere, ma vedere aziende affermate seguire la strada percorsa da piccoli marchi pronti a sperimentare fa un deciso effetto.