I PIU' LETTI
BENNATI. «CHIUDO QUI, A CAUSA DELLA SCHIENA, SENZA RIMPIANTI E CON SERENITA'»
di Pier Augusto Stagi | 19/11/2019 | 00:35

Per diciotto anni è stato uno dei fari, dei punti di riferimento del gruppo. Uno dei più apprezzati e riconosciuti corridori in gruppo. Per il suo talento, la sua correttezza, per una storia fatta di vittorie raccolte per sé (54) e per gli altri.

Daniele Bennati, aretino, 39 anni, lo incontriamo “Al Faro”, un ristorante nella zona Casoretto di Milano. Ci si conosce da anni, ciclisticamente parlando da sempre, e Daniele ha voglia di raccontarsi.

«Siamo ai titoli di coda e con assoluta serenità ho deciso di scendere di sella – ci dice -. Mi sarebbe piaciuto farlo in altro modo, magari correndo ancora una parte della stagione con la maglia Movistar per dare l’addio al ciclismo pedalato sulle strade del Giro d’Italia, ma va bene anche così: non posso e non ho nemmeno voglia di recriminare, perché dalla mia vita sportiva ho solo avuto momenti belli. Anche quelli brutti, se andiamo ad analizzarli sono stati estremamente positivi, perché mi hanno lasciato qualcosa di prezioso, in termini di esperienza e di vita».

Daniele, perché questo addio anticipato?

«Non per un problema di gambe e nemmeno di testa, ma di schiena. La caduta rimediata alla Castilla y Leon (28 aprile, ndr) è stata fatale. Abbiamo capito subito che si trattava di una bella rogna, ma non avremmo mai immaginato che sarebbe stata definitiva. Frattura in quattro punti della clavicola destra, la stessa che mi ero rotto nel 2011 (al Romandia, sempre prima del Giro, ndr). Abbiamo compreso subito che si trattava di un infortunio importante, ma ero assolutamente convinto che sarei tornato quasi come nuovo. Già alla Sanremo del 2016 ero finito per terra poco prima della Cipressa e mi ero rotto due vertebre lombari, ma nella caduta alla Vuelta y Leon, oltre alla clavicola, mi ero procurato anche la frattura di due vertebre toraciche (D8 e D9). Vengo preso in cura dallo staff medico della Movistar (semplicemente eccezionali) e poi rivoltato come un calzino nel centro di Pamplona, dove il team di Unzue da sempre si appoggia. Decidono di operarmi alla clavicola, ma per le vertebre si sceglie il recupero senza intervenire chirurgicamente. Per sessanta giorni porto un busto rigido, al 61° comincio la riabilitazione in acqua presso il Centro Vertex di Arezzo. Mi seguono Giovanni Giambrone e Marco Bivignanelli (i “carrozzieri” dei tennisti e dei calciatori, si definiscono). I primi tre mesi sono eccezionali e i miglioramenti sono esponenziali. Dopo, la situazione si stabilizza, senza più un miglioramento».

Quindi?

«Mi dicono che è una questione di tempo, ma il tempo passa e io ho fastidio. Anche adesso sto benino, ma non benissimo. Ho dolori anche a dormire. A luglio sono anche risalito in bicicletta, provando ad allenarmi per 3-4 ore ma appena provavo a forzare la cassa toracica dilatandosi mi faceva vedere le stelle. In ogni caso non mi do per vinto: vado avanti con la riabilitazione e qualche uscita in bicicletta. I medici mi danno il nulla osta per provare a tornare in corsa. Ci provo alla Adriatica Ionica Race: tappa di Mestre, il giorno dopo neanche mi ripresento al via. Non va».

Prendi altro tempo…

«Esattamente, non ho altra scelta. Intanto vado avanti con la piscina e tutte le terapie del caso e ogni mese mi presento a Pamplona per fare tutti i test e le verifiche. Arrivo anche a provare delle infiltrazioni che agiscono direttamente nelle nervature intercostali, in modo da “addormentare” il nervo. Niente».

Quindi la resa.

«Diciamo la presa d’atto: a 39 anni posso ritenermi più che soddisfatto e orgoglioso di quello che ho fatto fino ad aprile di quest’anno. In questi diciotto anni di professionismo mi sono divertito, ho raccolto tantissime soddisfazioni, ho realizzato il sogno che avevo fin da bambino. Ho fatto della mia passione il mio lavoro: cosa volevo di più? Per questo il mio addio è un saluto ad un mondo incantevole, dal quale mai mi allontanerò, ma lo faccio in assoluta serenità e gioia. Sono in pace con me stesso: questa è la cosa che più conta».

Sono 54 le vittorie da professionista, con tre successi di tappa al Giro, 2 al Tour e 6 alla Vuelta: quale quella che più ti sta a cuore?

«La vittoria di Parigi al Tour è là in cima ad ogni cosa: emozione davvero unica. Appena dietro la prima tappa al Giro (aveva già vinto al Tour e alla Vuelta): traguardo di Milazzo. E poi la maglia ciclamino al Giro e quella della classifica a punti della Vuelta. Ma sono orgoglioso anche per le vittorie che ho contribuito a raggiungere con campioni di assoluta grandezza come Cipollini, Simoni, Cunego, Nibali, Cancellara, Basso, i fratelli Schleck, Conatdor, Valverde e Quintana».

L’amarezza più grande.

«La Parigi-Tours persa nel 2005 da Zabel. Poi appena dietro il Mondiale di Copenaghen. Cosa è mancato quel giorno? Tutto. Io andavo forte, molto più del 14° posto ottenuto. Forse era una nazionale troppo giovane, forse è mancata anche un po’ di chiarezza e convinzione, ma va bene così. Non avrei chiaramente vinto, ma con un pizzico di cattiveria in più una medaglia potevo anche sperare di prenderla».

Adesso tua moglie Chiara e il piccolo Francesco potranno godere di più della tua presenza a casa.

«E io sono felice di godermi la famiglia. Se Chiara è felice è meglio che tu lo chieda a lei, ma penso proprio di si. Francesco, che adesso ha 11 anni e gioca nelle giovanili dell’Arezzo (sulla fascia, indistintamente destra o sinistra, ndr) è sicuramente felice perché così lo vado a vedere. Sono felice che faccia sport e si diverta, un po’ meno che sia juventino… (papà tifa Inter, ndr)».

La cosa che ti rende più orgoglioso?

«Ho corso in grandissime squadre (Acqua & Sapone, Domina Vacanze, Phonak, Lampre, Liquigas, Leopard-Trek, RadioShack, Saxo Bank, Tinkoff e Movistar, ndr) e con campioni davvero grandi. Ma l’aver fatto parte del treno di Mario Cipollini mi emoziona ancora oggi. Lui è stato un corridore pazzesco e noi forse il treno più attrezzato di tutti i tempi. Io penultimo uomo, Giovanni Lombardi ultimo, con gente come Mario Scirea, Gabriele Colombo, Guido Trenti, oltre a due pezzi da novanta come Gasperoni e Roberto Conti che mandavano via la fuga e poi si mettevano in testa mantenendo la velocità di crociera del gruppo come pochi sapevano fare. Tenevano le fughe come se nulla fosse».

Il corridore che più hai apprezzato?

«Tanti. I miei capitani sono stati davvero tutti corridori di livello assoluto, ma in cima alla lista io ci metto Mario Cipollini: per me era il massimo. Poi Fabian Cancellara: una bestia. Terzo posto Alberto Contador: la classe fatta persona».

L’uomo più importante della tua carriera ciclistica.

«Bjarne Riis. Ha capito come sfruttarmi quando ho perso un po’ di velocità e sicurezza. Mi ha riconvertito rilanciandomi. Ha scoperto in me caratteristiche che non pensavo nemmeno di possedere. Certo, prima da uomo vincente, entravo in azione negli ultimi 200 metri, nella seconda vita dopo soli 200 metri ero già nel pieno della bagarre… Diciamo che prima facevo molta meno fatica. Ma sai quale è la cosa più buffa?...».

Quale?

«Sono diventato più famoso e apprezzato nella seconda parte della mia carriera, quando mi sono messo al servizio dei miei capitani. E poi…».

E poi…

«Tra le persone che in questi anni sono stati per me fondamentali c’è Mauro Battaglini, il mio procuratore, che dopo 18 anni non posso assolutamente definire solo e soltanto procuratore. È uno di famiglia, una persona di fiducia, che ha sempre voluto solo il mio bene e al quale io voglio solo bene».

E adesso?

«Si scende di bicicletta e si prova a vivere anche giù di sella. Ho tante cose per la mente, ma non ho fretta. Devo ponderare diverse proposte, ma voglio prendermi il tempo necessario per farlo. Con la mia famiglia troverò sicuramente la mia strada, dopo averne percorsa in bicicletta tantissima. Uomo immagine per qualche importante marchio di bicicletta, direttore sportivo, procuratore… sono tutte opzioni. Diciamo che, facendo mio solo in parte un verso di De André, cercherò di dare buoni consigli, non avendo, per mia fortuna, mai dato il cattivo esempio».

 

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Le nuove ruote SC 45 i30 rappresentano la nuova proposta VISION per il fast gravel che spopola oggi, un set dotato di canale interno da 30 mm e una innata...

Tadej Pogačar è tornato a pedalare, ma per ora in casa e lo ha fatto in una nuova serie MyWhoosh "Train with Tadej”, l’occasione giusta per offrire agli appassionati una...

Arexons S.p.A. produttore italiano di prodotti chimici per la cura dell'auto, il fai-da-te e la manutenzione industriale, che ha festeggiato il suo centenario nel 2025, annuncia che Mario Patrick Parenti...

Siamo alle porte dell’autunno e in casa Santini arrivano preziose novità. Si parte con una nuova esperienza di navigazione digitale grazie ad un nuovo portale completamente rinnovato nel suo aspetto...

Dopo aver seguito la presentazione ufficiale, all'Italian Bike Festival abbiamo provato in prima persona la nuova Monoscocca Ducati. In compagnia dei testimonial del marchio motoristico che ha presentato i suoi...

Enric Mas del Movistar Team ha appena inciso il suo nome nella storia del ciclismo portando a casa la classifica generale de la Vuelta a España a bordo della sua...

Castelli amplia la popolare gamma Espresso con il nuovo pantaloncino Espresso Thermal Bibshort e la calzamaglia TRNSTN Bibtight,  capi a cui abbina un gilet Espresso 2 Vest e nuove opzioni...

Dieci giorni per parlare di bici, ma anche dieci giorni per vivere la bici nella sua totalità con i Doctorbike Days dal 18 al 27 settembre, un vero festival ciclistico...

Con 11, 1 kg nel montaggio migliore, la nuova Trek Domane+ SL si conferma la e-road più performante e leggera del brand americano, ma anche quella che vi porta più...

Fotocamera, audio open-ear, Meta AI e integrazione con Garmin e Strava: gli Oakley Meta Vanguard portano la tecnologia degli smart glasses nel mondo del ciclismo. Uno degli accessori più semplici...

È la stessa su cui ho pedalato a lungo per l’ultimo test che vi abbiamo proposto (qui la nostra prova), ma questa volta l’abito è quello delle grandi occasioni visto...

In vista dei Campionati Mondiali su Strada UCI 2026, che si terranno a Montréal, Canada, dal 20 al 27 settembre, l'Union Cycliste Internationale (UCI) e il suo Partner Ufficiale, il...

È stata fatta con il cuore e lo si avverte al primo colpo di pedale. All'International Bike Festival abbiamo provato la nuova De Rosa Merak che sull'asfalto dell'autodromo di Misano...

Non ci sono dubbi, l’Equipe ThermoBooster è l’ultima evoluzione del “mid layer” elvetico, un capo in grado di offrire un equilibrio termico notevole grazie all’isolamento Hyperlight, al tessuto SENS AIR...

Rincorrere un primato è sempre importante, anche perché avere un obiettivo è fondamentale per ogni progetto, ma immagino che nei pensieri di Patrick Clark, proprietario e fondatore di Particle, la...

DMT fa un altro salto di qualità e punta sempre più in alto. Stavolta nel gravel. In occasione dell’International Bike Festival di Misano l’azienda veronese ha presentato il suo nuovo...

Santini svela la collezione FW26/27 con tecnologia Polartec, pensata per affrontare le diverse condizioni dell’inverno: dalla nuova Magic Plus Waterproof Jacket, progettata per affrontare le condizioni meteorologiche più difficili, con...

Una city e-bike in cui motore e batteria quasi scompaiono si è aggiudicata il primo Antonio Colombo Innovation & Design Award. La TENWAYS CGO009 è stata scelta all’unanimità venerdì 4...

Selle Italia, in occasione della fiera IBF – International Bike Festival, presenta UNICA, un innovativo progetto di customizzazione powered by idmatch che segna un nuovo capitolo nella personalizzazione delle selle....

Design, DNA racing e Smart Performance. La Cultura della Velocità non è una questione di numeri. È un modo di interpretare il ciclismo. Con Filante SL ID2, Wilier Triestina porta...

Miche presenta oggi le nuove Graff RD con cerchi e raggi in carbonio per dominare il gravel estremo. Il loro sviluppo è stato davvero tosto, infatti, le nuove Miche Graff...

Factor presenta oggi ELARA, una nuova bicicletta da gravel racing progettata con un obiettivo chiaro: offrire la guidabilità e la reattività di una bici da corsa su strada senza compromettere...

Dal 4 al 6 settembre, FSA e Pirelli saranno protagonisti all’International Bike Festival di Misano con un’iniziativa pensata direttamente per accompagnare ciclisti e appassionati durante il weekend dell’evento: un servizio...

L'Italian Bike Festival (IBF) si conferma come ogni anno l’evento di riferimento per il ciclismo in Italia, un appuntamento consigliato a tutti gli appassionati delle due ruote. Una tappa che...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Dopo aver seguito la presentazione ufficiale, all'Italian Bike Festival abbiamo provato in prima persona la nuova Monoscocca Ducati. In compagnia...
Fotocamera, audio open-ear, Meta AI e integrazione con Garmin e Strava: gli Oakley Meta Vanguard portano la tecnologia degli smart...
È stata fatta con il cuore e lo si avverte al primo colpo di pedale. All'International Bike Festival abbiamo provato...
di Giorgio Perugini
Come spesso accade in casa Giro, anche l’Eclipse Pro nasce da una strettissima collaborazione con i professionisti e in questo...
di Giorgio Perugini
Rudy Project presenta oggi il nuovo occhiale multisport Astral ARC, un prodotto dotato di lente cilindrica e montatura ecosostenibile per...
di Giorgio Perugini
Nel ciclismo moderno ogni grammo fa la differenza, ma saper limare il peso senza compromettere la struttura dell'oggetto che si...
di Giorgio Perugini
Sviluppato con gli atleti del WorldTour, il kit Castelli composto da Climber's A/C Jersey e Superleggera Bibshort è la risposta...
di Giorgio Perugini
Molti la definiscono iconica, esattamente come fa FIZIK: il marchio che, grazie alla leggendaria sella Arione, si è fatto conoscere...
di Giorgio Perugini
La Ultra Top Tube Bag di POC con 1, 7 L vi offre lo spazio necessario per tenere tutto quello...
di Diego Barbera
Non c'è dubbio che il primo pensiero, non appena si finisce di montare ENGWE E26 3.0 Pro (in circa 30...
di Giorgio Perugini
La collaborazione avviata tra Santini e il campione Mads Pedersen continua ed il body Aero della nuova Mads Pedersen Momentum...
di Giorgio Perugini
La nuova linea Raceday di POC ha un obiettivo chiaro: farvi sentire nella migliore condizione per dare il massimo nei giorni...
di Giorgio Perugini
Vento è solo uno dei modelli che apprezziamo di più tra quelli prodotti da Salice, merito di forme compatte e...
di Giorgio Perugini
Tra le mosse che hanno reso celebre MAAP ci sono anche le ottime collaborazioni avviate dal marchio con altre aziende...
di Giorgio Perugini
È dal 1967 che URSUS progetta e produce in Italia componenti di alta qualità per ciclismo, prodotti che oggi possiamo...
di Giorgio Perugini
La road bike Veloce SLR prodotta da Guerciotti, protagonista del test nella versione speciale Veloce SLR Thunder Storm Limited Edition,...
di Giorgio Perugini
È un dettaglio che certamente non vi può sfuggire osservando il vasto catalogo di Salice Occhiali dedicato al ciclismo, le...
di Giorgio Perugini
Poche storie, da molto la gamma Mille GT rappresenta un vero pilastro per ASSOS, un insieme di capi progettati senza...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy