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LE MANI D'ORO D'ITALIA. PIERO BAFFI: «CON PIPPO E TAO, IL MIO GIRO INCREDIBILE»
di Luca Galimberti | 08/03/2021 | 08:00

Massaggiatori, meccanici, chef, osteopati, nutrizionisti, autisti: sono davvero tante le mani d'oro italiane nel WorldTour. Abbiamo deciso di incontrare i proprietari di queste mani e di raccontarvi alcune delle loro storie. Uno per squadra e questa volta è il turno di Piero Baffi, massaggiatore del Team Ineos Grenadiers.

La professione di massaggiatore di un team di ciclismo aiuta a formare il carattere, ne è estremamente convinto Piero Baffi, giovane componente dello staff di Ineos Grenadiers. «Mente aperta, disponibilità, una buona dose di problem solving e naturalmente tanta passione: sono queste le “doti” che credo debba avere chi fa un lavoro come il mio. Le esperienze che ho avuto la fortuna di fare in questi anni mi hanno aiutato a affinare queste caratteristiche e sono sicuro mi saranno utili tutta la vita» afferma il trentenne di Vailate parlando con tuttobiciweb al telefono.

Nato l’8 settembre del 1990, Piero da piccolo giocava a calcio, ma il ciclismo è un carattere genetico dei Baffi (Adriano, papà di Piero, è stato professionista dal ’85 al 2002 vincendo anche 5 tappe al Giro d’Italia e attualmente è tecnico della Trek Segafredo mentre nonno Pierino ha corso nella massima categoria tra il 1953 e il 1966 conquistando vittorie di tappa in tutti e tre i grandi Giri, ndr)  e così, attorno ai 17 anni, ecco l’avvicinamento alle gare in bici «Nessuna pressione da parte della famiglia – assicura Baffi Jr -, anzi credo sia stato solo il richiamo del DNA. Ho sempre desiderato provare lo sport di papà e nonno, convinta la famiglia ho iniziato a correre da Juniores nella Ciclistica Trevigliese assieme ad un mio amico».

Dopo aver corso tra gli Juniores, Piero ha gareggiato da Under23 con le maglie del Team Lucchini e del Team Idea; nel 2012 è stato stagista con la Leopard e con la stessa formazione ha affrontato il biennio 2013 – 2014 da professionista. «La prima stagione è stata buona, ho ottenuto anche qualche buon piazzamento. Il 2014, complice anche una caduta, non fu un buon anno. Capii allora che era il momento di smettere col ciclismo pedalato», ricorda.

Come è avvenuto il passaggio da atleta a massaggiatore?

«In maniera graduale e studiando: Enrica, la mia fidanzata, mi ha iscritto al test di ammissione di Fisioterapia alla Università degli studi di Brescia; l’ho passato e ho seguito il percorso che mi ha portato alla laurea. Ho iniziato poi a collaborare in alcune gare con la Trek Segafredo. Verso la fine della stagione 2017 ho mandato il curriculum alla Sky (attuale Ineos – Grenadiers, ndr), mi hanno fatto un colloquio e dal 2018 sono un “carer” (questo il termine con cui la squadra identifica chi si prende cura degli atleti, ndr) del team britannico».  

Quali sono i punti di forza del team?

«La professionalità e l’organizzazione sicuramente, ma anche una cosa che, guardando dall’esterno, non sempre è evidente: l’ambiente è amichevole. Siamo un gruppo molto affiatato che lavora bene assieme inoltre – aggiunge Piero – tra atleti direttori e personale sono presenti molti italiani e questo è visibile ovviamente soprattutto quando svolgiamo attività in Italia».

Nel 2020 hai vissuto con Ineos – Grenadiers la gioia della vittoria al Giro d’Italia, prendendoti cura in prima persona dei muscoli di Ganna e Geoghegan Hart. Che clima c’era in squadra?

«Sì, come succede in tutte le corse ad ogni massaggiatore vengono assegnati un paio di corridori e a me sono stati assegnati Filippo e Tao. Non è facile descrivere le emozioni che abbiamo vissuto, sicuramente le vittorie di tappa hanno dato morale e stimoli a tutta la squadra, c’erano unione e complicità, c’era voglia di fare bene sempre: un compagno vinceva e gli altri prendevano forza e desideravano imitarlo, Non bisogna dimenticare che l’età media della formazione era bassa, era un gruppo di giovani. È stato veramente bellissimo».  

Parlando con Baffi della sua routine lavorativa durante le corse, abbiamo conferma che per lo staff di una formazione ciclistica professionistica il lavoro è sempre molto e i ritmi molto sostenuti. «Può sembrare strano, ma per un massaggiatore credo che il momento più rilassante della giornata sia quello in cui tratta i muscoli dei corridori», ci confida Pietro. 

In che gare sarai impegnato prossimamente?

«Il mio programma prevede principalmente le gare italiane. Sarò alla Tirreno Adriatico, alla Milano-Sanremo, poi Coppi&Bartali, Tour of the Alps e Giro d'Italia».

Come passi il tempo quando non sei alle corse?

«Lavoro nel mio studio di fisioterapista; prima del covid, passavo diverso tempo con gli amici, spero si possa tornare a farlo presto. Quando sono tranquillo a casa curo anche il mio sito fantabike.com».

Dicci di più, di cosa si tratta?

«Qualche anno fa, quando ancora correvo, ho imparato a realizzare siti internet e ho aperto fantabike.com, un sito dove gli appassionati di ciclismo si possono sfidare creando e gestendo un team virtuale scegliendo tra i migliori ciclisti al mondo».

I “GRANATIERI” ITALIANI DELLA INEOS

Come ha ricordato Piero Baffi nell’intervista, l’equipe britannica ha tra le proprie fila diversi nostri connazionali. Vi proponiamo i loro nomi qui sotto:

Gli atleti: Leonardo Basso, Filippo Ganna, Gianni Moscon e Salvatore Puccio; i tecnici: Dario David Cioni e Matteo Tosatto; i “Carers” (massaggiatori, ndr) Piero Baffi e Daniela Carta; i meccanici: Matteo Cornacchione, Diego Costa, Laerte Nannini e Giacomo Panconi; l’autista: Claudio Lucchini.

 

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