I PIU' LETTI
GIANNI MURA, IL GIORNO DOPO
di Marco Pastonesi | 22/03/2020 | 11:35

E’ già passato un giorno da quando siamo non più Senzabrera e Senzafossati, ma anche Senzamura. Se alla mancanza di Gianni Brera ci eravamo abituati e all’assenza di Mario Fossati rassegnati, dalla morte di Gianni Mura siamo ancora gelati, suonati, slavati, spenti. Si è smorzata la luce, siamo rimasti al buio, ci vorrà un po’ per orientarci.

Mura era uno di quei giornalisti indispensabili cui l’eternità andava comunque stretta. Da solo, fra calcio e ciclismo, Mondiali e Olimpiadi, calici e forchette, trattorie e osterie, ritratti e interviste, partite e tappe, pensieri e commenti, ha consumato metà foresta amazzonica. Eppure ci ha fatto respirare e sospirare. Non c’era pezzo in cui non giocasse anche lui, fra memorie e paragoni, fra anagrammi e illuminazioni, fra sapori e colori. Dentro c’era tutto perché, come i maiali (il suo animale preferito) non buttava via niente. “Maiali, li amai è un anagramma bugiardo, perché li amo ancora e li amerò sempre. Non perché qualcuno deve pur farlo, ma per stima e riconoscenza. Perché non ho mai capito come faccia un maiale a mangiare le peggiori schifezze, quelle che gli diamo noi, e ad avare carni così buone”. Anche Mura era così: gli si potevano dare le corse più insulse e le partite più banali e lui sapeva trasformarle in paginate ricche di umanità varia.

Ha cambiato cinque squadre, Mura: dalla “Gazzetta dello Sport” alla “Repubblica” passando per “Corriere di informazione”, “Epoca” e “L’Occhio”. Ma ha giocato per chiunque, da “Emergency” a “L’Uomo Vogue”, gli chiedesse uno scatto, una finta, un allungo, una fuga, magari prima da gregario e poi da capitano, no, sempre da libero e da fantasista. Era musica, quella della sua Olivetti 32, lo stesso effetto sonoro di una grandinata su una tettoia prodotta dai calciatori, o dai rugbisti, quando camminano o si scaldano tacchettando sui pavimenti di uno spogliatoio. Ma era anche armonia, andante e allegretto. Ed era anche poesia, canzone, canto, perfino inno. Da poco Mura si era arreso al fruscio, al massimo al ronzio, della tastiera di un computer. Forse era un vezzo, il suo ancoraggio a uno strumento meccanico superato, ma ci stava bene: peché lui era l’ultimo campione di un giornalismo irripetibile e insuperabile.

Calcio. Anche se era infinitamente più del calcio. “Stemma di La Coruna: teschio e tibie, a ricordare che l’estremo ovest della Spagna ha un tratto che si chiama Costa della Morte – era l’attacco della puntata della serie “Il campo dei ricordi” dedicata a Luis Suarez -. E sette cappesante, a ricordare san Giacomo di Compostela. E la torre di Ercole, il faro alto sulla scogliera. In calle Hercules è nato e cresciuto Luis Suarez Miramontes, che di erculeo nulla possedeva quando dalla Galizia arrivò a Barcellona, poco più che ragazzo. Piuttosto gracile, secondo l’allenatore Ferenc Platko, che per lui fece installare un punching-ball negli spogliatoi. Ma il ragazzino aveva già un bel carattere: ‘Sono arrivato qui per fare il calciatore, non il pugile’, disse, e il punching-ball sparì”.

Ciclismo. Anche se sarà eternamente più del ciclismo. “Marco Pantani ha cominciato a morire quella mattina del ’99, a Madonna di Campiglio – ha scritto a 10 anni dalla morte definitiva, quella a Rimini -. Non ha accettato la positività, non ha accettato niente di quello che gli capitava. Tanti altri corridori, invischiati nelle faccende dell’ematocrito, del doping, si sono fermati e sono ripartiti. Lui no. Lui, il re delle salite, si è specializzato nelle discese. Agli inferi, ai paradisi artificiali, a tutto quello che lo nascondeva all’opinione pubblica, ai giornalisti, ai giudici. Si è sempre più isolato, la sua fuga ha avuto distacchi crescenti. E ogni tanto, su questo o quel giornale, su questa o quella televisione, gli appelli: Marco, torna. Appelli giusti, perché il ciclismo senza Pantani era ed è, così appare in questo momento tristissimo, una minestra assolutamente senza sapore. Un palcoscenico senza un prim’attore, con volenterosi caratteristi che però non riescono a dare una scossa al cuore del pubblico. Pantani ci riusciva benissimo, era la sua grande specialità. Pantani sulle salite era l’equivalente dell’acrobata senza rete. Un rituale, con cadenze quasi mistiche. La spoliazione, per esempio: via il berrettino, via la bandana, a un certo punto via anche gli orecchini. Era come un samurai. Ed erano gli altri a saltare per aria. Erano gli altri a non reggere il suo passo, che all’inizio sembrava quello sghembo, di un arrotino, lo zigzagare incerto di un aratro, ma più la salita assumeva pendenza più diventava una condanna, una specie di campana a morto per chi doveva inseguire e non ce la faceva assolutamente a tenere quel ritmo”.

E giornalismo. In fondo, raccontando un po’ di sé anche quando scriveva di altri. “Maestro a chi? A me? Ma vai a scopare il mare. Mi sembra di sentirlo, Mario. Il ruvido, il generoso, il grandissimo Mario Fossati. Gli sia lieve la terra. M’impegno a usare meno aggettivi che posso perché un omaggio, e un coccodrillo è un omaggio, non può contrariare l’omaggiato né da vivo né da morto. Il bravo giornalista è quello che scrive la verità, diceva, e la verità non c’è bisogno di infiocchettarla. Lui s’è regolato così per tutta la vita. E’ stato un testimone del tempo, e di come cambia, non solo nello sport. Ma già nello sport, da quelli più raccontati, ciclismo e pugilato (‘sport di poveri per poveri’) a quello amato più a lungo (‘l’ippica, che rende poveri’) Fossati aveva un suo stile preciso, inconfondibile, molto diverso da quello di Brera, suo grande amico”.

Mura è stato un testimone del tempo (era il titolo di un libro di Enzo Biagi, e poi di uno speciale televisivo su di lui). I suoi Tour de France – quasi tutti in coppia con Carletto Pierelli, amico prima di essergli anche auriga: stessa lingua, il milanese, stesso spirito, randagio, stesso bisogno di indipendenza, chiamiamola pure libertà) – erano racconti in cui il ciclismo era quasi una scusa. Come in un magico frullatore, Mura miscelava Georges Simenon (suo padre, maresciallo – sardo – dei carabinieri, era soprannominato “il Maigret della Brianza”) e Ring Lardner, abbinava la storia della gastronomia alle ballate delle mondine, accoppiava le canzoni di Paolo Conte alle poesie di Alda Merini, riuniva le memorie di Jacques Anquetil e i commenti di Raymond Poulidor, un caleidoscopio di vita barbuta, insonne, alcolica e colesterolica, ma eticamente sana e pulita, onesta e piena. Non si risparmiava, se ne fregava di modalità e convenzioni, non si prestava a giochetti e sotterfugi, aveva talento, ma aveva anche lavorato, letto, studiato, e ancora lavorava, leggeva, studiava, mai trombone, mai fanfarone, mai solone. Si schierava, ma non giudicava. Scriveva, ma non sentenziava. E non se la tirava.

In un paio di discipline Gianni Mura non aveva rivali: mnemoniche (sfide su cognomi di calciatori o corridori, titoli di film o canzoni) e degustazioni (assaggiando l’Armagnac, ne riconosceva l’anno di produzione). Se n’è andato da detentore dei due titoli mondiali.

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Questa è una buona notizia per tutti quelli che desiderano partecipare alla Chianti Down Country, ovvero la seconda tappa del Circuito Gravel Maxxis che prenderà il via il 17 maggio a Greve in Chianti...

Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning Skinsuit, il body che Castelli ha prodotto unendo le prestazioni offerte dai...

Prologo si appresta a vivere un altro grande giro da protagonista. Il marchio italiano di selle e accessori di alta gamma sarà presente al Giro d’Italia 2026 con ben...

Specialized presenta la nuova Sworks Recon EVO, una scarpa offroad progettata per chi cerca massima trasmissione della potenza, stabilità assoluta e comfort di livello mondiale, dalle competizioni XC più esplosive alle lunghe...

L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una montatura leggera e comoda, ma soprattutto di una singola lente...

Si è chiusa a Girona, in Spagna, l’edizione 2026 di The Traka, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario gravel europeo svoltosi dal 29 aprile al 3 maggio, che ha visto Northwave al...

LEGO Italia scende in pista al Giro d’Italia 2026 portando l’energia dei mattoncini LEGO® lungo le strade della Corsa Rosa. In occasione della 109esima edizione di una delle competizioni ciclistiche...

La velocità conta e conta moltissimo, inutile girarci tanto attorno, ma non tutti possono aspirare ad un top di gamma caratterizzato da contenuti esclusivi. Rapida, la nuova proposta Wilier Triestina, non rappresenta...

Oggi a Milano il cielo è grigio, ma non per questo se fossimo usciti in bicicletta non avremmo dovuto usare una valida protezione solare. Ce lo ha ricordato la presentazione...

In occasione del Giro d'Italia, la Bardiani-CSF 7 Saber correrà con una bicicletta speciale: la De Rosa 70 Ogni Maggio, un tributo alla storia e ai valori del ciclismo italiano....

Il mondo delle e-mtb sta cambiando sotto i nostri occhi, una rivoluzione che non lascia indifferenti gli attentissimi proprietari di Doctorbike, negozio fisico situato a Magenta e store online costantemente orientato...

ASSOS of Switzerland ed EF Pro Cycling svelano oggi la speciale capsule collection "Ride In Peace”, un kit in edizione limitata progettato per il Giro d’Italia 2026. Ogni anno, la...

Lo vediamo nelle gare di ogni giorno, sia su strada che nel gravel: i record crollano e le medie orarie sono schizzate alle stelle. È un processo che parte da...

Al telaio, al manubrio, al sottosella e alla forcella. E TAAC che, con quell’inconfondibile rumore secco e breve, tutte le borse sono agganciate alla bici, pronte a percorrere gli sterrati...

Nalini propone una soluzione innovativa per elevare la sicurezza di chi corre in bici e lo fa attraverso l'Airbag Bibshort System, il primo pantaloncino con airbag integrato per ogni specialità...

Factor Bikes ha appena annunciato l’arrivo di SARANA, un nuovo innesto che perfeziona la gamma gravel del marchio. Progettata per ridefinire i concetti di velocità, controllo ed efficienza sulle lunghe distanze...

Santini Cycling presenta il nuovo body MADSS Gravel, evoluzione del proprio iconico body da strada, pensato per rispondere alle esigenze delle discipline gravel e delle lunghe distanze. Il capo si...

Bianchi annuncia la star della MotoGP Marco Bezzecchi come nuovo global ambassador del brand. La partnership con Bezzecchi — attualmente leader della classifica MotoGP dopo aver conquistato le prime tre...

Quest'anno Castelli raggiunge un traguardo davvero storico: celebra il suo 150° anniversario con una serie di iniziative di alto profilo, a cominciare dalla presentazione di una speciale divisa commemorativa che...

Proxim W660 è la sella che Prologo ha realizzato per chi in mtb non si ferma davanti a nulla,  sfidando salite e discese, fango e terreni asciutti o rocciosi nell’enduro...

830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte prestazioni. Leggera, dinamica e reattiva, è un top di gamma...

Sidi conferma la propria presenza al Bike Festival Riva del Garda, in programma dal 1 al 3 maggio 2026, uno degli appuntamenti più attesi del panorama europeo dedicato al mondo...

I nuovi pneumatici Hutchinson sono progettati con precisione e soluzioni avanzate per garantire massimo controllo e velocità, esattamente come richiesto oggi dalla divisione Gravel Racing. Arriva oggi il nuovo Touareg...

Arriva un momento in cui un'innovazione smette di essere una pietra miliare e diventa uno standard. Quel momento è arrivato: presentiamo il nuovo gruppo Campagnolo Record 13. Con il Record 13,...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning...
L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una...
830 grammi di pura originalità, cosi si presenta Anima, la bici gravel prodotta da Guerciotti per chi vive di alte...
di Giorgio Perugini
Non sono certo una novità assoluta, ma una cosa dovremmo subito metterla in chiaro: le 303 XPLR S sono ruote...
di Giorgio Perugini
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A...
di Giorgio Perugini
Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
di Giorgio Perugini
Siamo alla quarta generazione per la celebre sella SLR di Selle Italia,  una dinastia di selle che attraversa indomita diverse...
di Giorgio Perugini
Spesso siamo portati a pensare che il pedale sia un oggetto definito che non può cambiare, insomma, un elemento della...
di Giorgio Perugini
Umido o asciutto? Eccoli qui, i due estremi che vi fanno tremare quando pianificate la vostra uscita quotidiana e non...
di Giorgio Perugini
Pare che l’idea di partenza sia proprio questa, ovvero quella di interpretare un nuovo concetto di occhiale sportivo in cui...
di Giorgio Perugini
Vi piace sentirvi veloci? Tranquilli, non siete i soli a desiderarlo mentre pedalate. Oggi Wilier con la nuova Filante SLR...
di Giorgio Perugini
Quando le aziende collaborano con numerosi team professionistici da molte stagioni mettendo a punto prodotti di altissima qualità e altamente...
di Giorgio Perugini
In casa UVEX il look ultra-sportivo e le migliori tecnologie disponibili per gli occhiali danno vita ad una collezione di...
di Giorgio Perugini
Fa caldo? Troppo? Dall’asfalto si elevano solo fiamme ma voi desiderate più di ogni altra cosa uscire in bici? Attrezzatevi...
di Giorgio Perugini
Per le giornate più calde un cycling kit leggero e dotato di massima traspirabilità fa la differenza? La risposta è...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy