Il sogno della maglia rosa di Giulio Ciccone è durato poco, ma resterà comunque uno dei momenti più emozionanti della sua carriera. L’abruzzese ha vissuto il suo unico giorno da leader del Giro d'Italia in condizioni durissime, segnate da pioggia, freddo e una tappa che ha messo in ginocchio gran parte del gruppo.
Per Ciccone è stata una giornata da ricordare e allo stesso tempo da dimenticare. L’emozione di indossare per la prima volta il simbolo del Giro d’Italia si è scontrata con la realtà di una corsa spietata e di un meteo quasi invernale. Il capitano della Lidl-Trek ha dovuto cedere il primato già dopo poche ore, senza però perdere lucidità e sincerità nelle sue dichiarazioni dopo il traguardo. “Alla fine penso che non sia stata la giornata migliore per indossare la mia prima maglia rosa. È stata una delle giornate più difficili e snervanti della mia vita in bicicletta”, ha raccontato Ciccone al termine della tappa.
Le immagini dei corridori infreddoliti, coperti da mantelline e con il volto segnato dalla fatica, hanno raccontato perfettamente la durezza della giornata. Pioggia continua, vento e temperature basse hanno trasformato la corsa in una vera prova di sopravvivenza. “Anche per il tempo, che a tratti era davvero pazzo, abbiamo avuto di tutto: pioggia, di tutto. Quindi ho preso un bel raffreddore e penso che si veda anche dalla mia faccia”.
Parole che spiegano bene la sofferenza vissuta dal gruppo, con tanti corridori arrivati al traguardo completamente congelati. Ciccone ha provato a difendere la leadership con tutte le energie rimaste, ma ha anche ammesso la superiorità degli avversari in una giornata così complicata. “Faceva davvero freddo. Come ho già detto ieri mattina, siamo qui senza una squadra per controllare e difendere questa maglia. Mi sarebbe piaciuto molto tenerla, ma non è stato possibile”.
Nonostante la delusione per aver perso subito la rosa, Ciccone ha voluto sottolineare il lavoro dei compagni e rendere omaggio anche a Derek Gee, uno degli uomini più attesi di questo Giro. “Abbiamo una squadra fortissima per Johnny (Milan, ndr), quindi è così. Ho ringraziato Gee perché è qui con grandi ambizioni e sta anche aiutando molto dando supporto ed è veramente un bravo ragazzo”.
Resta comunque una pagina speciale nella carriera di Ciccone. Anche se la maglia rosa è sfuggita rapidamente, il suo primo giorno da leader del Giro resterà l’immagine di un corridore generoso, combattivo e capace di stringere i denti in una delle tappe più dure di questa edizione.