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MUSEO NICOLIS. Le bici storiche in tv a "I fatti vostri"
dalla Redazione | 14/04/2014 | 17:01

Una puntata da non perdere, quella che Giancarlo Magalli dedica alla storia della bicicletta, in onda su RAI DUE mercoledì 16 aprile alle ore 11:45, nel corso del programma “I FATTI VOSTRI”. Ospite della trasmissione, con le due ruote più preziose delle sue collezioni, Silvia Nicolis, presidente del Museo Nicolis di Villafranca che affiancherà il conduttore per raccontare a milioni di spettatori due secoli di storia di questo “mezzo di trasporto” che ha attraversato intere generazioni e che è, ancora oggi, uno dei più amati da grandi e piccini.
 
Si parte con una protagonista assoluta, la Draisina del 1816. Creata dal tedesco Barone Von Drais, è l’oggetto più vicino alla nostra bicicletta. Ovviamente, i ciclisti dell’epoca avevano le loro difficoltà, basti pensare che il mezzo, un pezzo unico in legno, era totalmente privo di pedali. Per avanzare si stava a cavalcioni e si procedeva a forza di pedate sul terreno senza contare che, per cambiare direzione, era necessario fermarsi e spostare il veicolo a braccia! Il salto di qualità ci porta al 1861 quando Michaux, carrozziere parigino pieno di talento, riesce a raggiungere la “propulsione” del mezzo applicando alla Draisina i pedali e collegandoli direttamente all’asse motrice tramite delle manovelle. In omaggio all’inventore, queste antesignane delle moderne biciclette sono chiamate “Michaudine”. Seguono innumerevoli evoluzioni e migliorie che portano al Biciclo Michaux. Presentato nel 1865, il mezzo registra uno straordinario  successo commerciale e di pubblico.
 
Ed è ancora firmato dai cugini d’oltralpe il Triciclo da Corsa de Dion, realizzato in Francia nel 1885. Caratterizzato da due ruote posteriori praticamente eguali, veniva proposto come il “triciclo di famiglia che vinceva le corse!". Negli anni 1893/1898 sembra che il favore del pubblico per i tricicli  fosse così grande da indurre numerosi fabbricanti inglesi a inserire nei loro cataloghi più modelli di tricicli che di bicicli e di biciclette. Oggi viene da sorridere osservando questi veicoli, ma essi hanno scritto un capitolo veramente significativo di storia della locomozione e del costume.
Da allora, l’evoluzione della bicicletta è stata inarrestabile e la due ruote a pedali è diventata un oggetto di uso quotidiano; per molti è un insostituibile mezzo di trasporto, per altri una passione senza età; per altri, ancora, un oggetto di culto cui dedicare infinite attenzioni.
 
Nella collezione del Museo Nicolis se ne possono ammirare centinaia, di manifattura straniera o italiana. Oltre a questi tre gioielli, i telespettatori sintonizzati su Rai Due potranno ammirare anche
il Biciclo a leve STAR, il Biciclo RUDGE e il Cardano del 1899. Vediamo di conoscerli, più da vicino:
 
Il Biciclo a leve “STAR”
Brevettato nel 1880, il biciclo di sicurezza STAR fu messo in produzione nella primavera del 1881 dalla Smith Machine Co. di Smithville, New Jersey. Il nome STAR deriva dalla doppia stella, formata dai raggi montati sui primi modelli; il mezzo è  dotato di una grande ruota anteriore per garantire una maggiore sicurezza. Da qui, anche il nome di “safety”, cioè biciclo di sicurezza che, unito alle prestazioni veloci, ne fece un veicolo di grande successo. Lo Star è stato il primo biciclo di sicurezza americano e, forse, l’unica innovazione USA nel design velocipedistico.
Gli aneddoti curiosi riportano che, proprio per la sua “safety”, veniva considerato un mezzo con il quale era possibile fare anche imprese “bizzarre” come, per esempio, scendere a due ruote i gradini del Capitol Building di Washington, o giocare a polo!
 
RUDGE & CO
E’ francese, e nasce più o meno nel 1878, questo Biciclo da corsa con telaio tubolare in ferro e forcella in lamiera. Un piccolo paracosce, costituito da un telaietto in metallo originariamente rivestito da una striscia di pelle, è sistemato sopra la ruota anteriore, a protezione delle gambe del guidatore durante le curve. Una predellina, collocata sul lato posteriore destro del telaio, consente di montare sulla sella, in pelle e leggermente imbottita. Il manubrio, di piccole dimensioni, ha manopole in legno e un freno a pattino che agisce sulla ruota anteriore, comandato da una leva posta proprio sul manubrio!
 
Da ultimo, il CARDANO, prodotto in Belgio nel 1899. Dotata di cerchi in legno con pneumatici in caucciù, ha parafanghi in legno, fanale ad acetilene ed è senza freni in quanto la frenata viene effettuata con una “contropedalata”! Questa bici, una autentica “sciccheria” per l’epoca, era molto costosa in quanto le eventuali riparazioni del cardano richiedevano ricambi ad hoc non sempre reperibili e un meccanico veramente sopraffino. Il cardano impediva che la catena sporcasse gli abiti, deragliasse o si rompesse……
 
Come si può vedere, le biciclette hanno storie meravigliose da raccontare……per questo sono così amate…..e anche per questo la puntata che “I FATTI VOSTRI” dedica alle due ruote del Museo Nicolis è assolutamente da non perdere. Su Rai Due, mercoledì 16 aprile – alle 11:45

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