Ecco cosa vedremo da oggi e fino a domenica, quando la corsa rosa arriverà sugli Appennini e la classifica generale inizierà ad essere più chiara. Dopo la suggestiva apertura balcanica con tre tappe in Bulgaria, il Giro d'Italia torna finalmente sulle strade di casa, per una settimana che promette spettacolo, fatica e primi verdetti in classifica generale. A guidare il gruppo alla ripartenza sarà l’uruguaiano Guillermo Thomas Silva, padrone della maglia rosa dopo il trittico inaugurale, mentre il francese Paul Magnier vestirà la maglia ciclamino grazie alla sua potenza nelle volate.
Dal caldo della Calabria fino alle montagne dell’Appennino Tosco-Emiliano, il percorso attraverserà alcuni dei territori più belli della penisola, alternando tappe per finisseur, giornate adatte agli attaccanti e primi grandi arrivi in salita. Da martedì a domenica sarà un crescendo continuo di difficoltà.
Martedì: Catanzaro-Cosenza, il ritorno in Italia apre subito con una salita
Il Giro riparte da Catanzaro con una quarta tappa di 138 chilometri diretta verso Cosenza. Una giornata apparentemente semplice, ma destinata a creare già una prima selezione. Il percorso ricalca in parte quello del 2016, quando la corsa tornò in Italia dopo il trasferimento dai Paesi Bassi e vide il successo di Diego Ulissi a Praia a Mare. Questa volta, però, i corridori lasceranno presto la costa tirrenica per affrontare l’unica vera asperità della giornata: una salita di 14,4 chilometri al 5,9% che porterà il gruppo fino ai 921 metri di quota di Cozzo Tunno.
Dalla cima mancheranno ancora 43 chilometri, metà in discesa e metà in falsopiano ascendente verso il traguardo di Cosenza. Una tappa perfetta per uomini esplosivi e per chi vorrà mettere pressione ai velocisti puri.
Mercoledì: da Praia a Mare a Potenza, arriva la prima vera fatica
La quinta tappa porterà il gruppo da Praia a Mare a Potenza per 203 chilometri e ben 3.700 metri di dislivello. Sarà la prima vera giornata da corridori completi. Dopo un avvio immediatamente impegnativo verso Prestieri e Lauria, il percorso proporrà continui saliscendi fino al durissimo tratto della Montagna Grande di Viggiano: 6,6 chilometri al 9,2% che potrebbero già mettere in crisi diversi corridori.
Il finale a Potenza sarà nervoso e spettacolare. A sette chilometri dall’arrivo i corridori dovranno affrontare un’ulteriore salita di 2,3 chilometri al 5,8%, prima degli ultimi 350 metri all’8%. Un arrivo perfetto per attaccanti e uomini da classiche.
Giovedì: Paestum-Napoli, occasione per i velocisti
Dopo due giornate impegnative, il Giro offrirà una possibile tregua con la sesta tappa da Paestum a Napoli. I 142 chilometri del percorso sono quasi completamente pianeggianti e attraversano luoghi ricchi di storia, dai templi greci di Paestum fino alle pendici del Vesuvio. L’unica difficoltà sarà la breve salita di Fuorigrotta, 2 chilometri al 6,2%, posta a meno di dieci chilometri dal traguardo.
Napoli ospita il finale del Giro per il quinto anno consecutivo. Negli ultimi anni qui hanno vinto Thomas De Gendt, Mads Pedersen, Olav Kooij e Kaden Groves. Questa volta gli sprinter avranno probabilmente una nuova opportunità, e Magnier proverà a consolidare la sua leadership nella classifica a punti.
Venerdì: il Blockhaus emetterà il primo verdetto di classifica
La settima tappa rappresenta il primo grande spartiacque del Giro. Con i suoi 244 chilometri sarà la frazione più lunga dell’edizione e si concluderà in cima al mitico Blockhaus. Dopo oltre 130 chilometri relativamente tranquilli, la corsa entrerà progressivamente nel cuore dell’Appennino abruzzese. Le salite verso Rionero Sannitico, Roccaraso e Passo Forchetta prepareranno il terreno all’ascesa finale: 13,6 chilometri all’8,4%, con gli ultimi 10 chilometri al 9,4%.
Qui hanno scritto pagine memorabili campioni come Eddy Merckx, Nairo Quintana e Jai Hindley. Sul Blockhaus si comincerà a capire chi potrà lottare per la maglia rosa fino a Roma.
Sabato: Chieti-Fermo, giornata da finisseur
L’ottava tappa da Chieti a Fermo potrebbe regalare uno degli spettacoli più imprevedibili della settimana. I primi cento chilometri lungo l’Adriatico saranno relativamente semplici, ma gli ultimi 60 chilometri saranno un continuo susseguirsi di strappi e salite brevi. Monterubbiano, Capodarco e soprattutto il finale nel centro storico di Fermo renderanno la corsa estremamente nervosa.
L’arrivo, con punte superiori al 12% e le strette strade acciottolate della città marchigiana, sembra perfetto per corridori aggressivi e specialisti delle classiche vallonate.
Domenica: Corno alle Scale, altra montagna e classifica sotto pressione
La seconda settimana si chiuderà con la nona tappa, da Cervia a Corno alle Scale per 184 km. Per oltre 150 chilometri il percorso sarà quasi interamente pianeggiante, ma gli ultimi 28 chilometri cambieranno completamente il volto della giornata. La salita finale verso Corno alle Scale sarà lunga, irregolare e molto impegnativa negli ultimi chilometri, dove le pendenze toccheranno il 14%.
L’unico precedente del Giro su questa montagna risale al 2004, quando Gilberto Simoni conquistò una splendida vittoria in solitaria davanti a Damiano Cunego.
Dopo il Blockhaus, anche Corno alle Scale offrirà terreno ideale agli uomini di classifica per attaccare. Al termine della settimana ne sapremo certamente di più su quel che ci potrà regalare il Giro nelle due successive.