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IL CONSIGLIO DI CHEULA: «ALTERNARE GARE IN ITALIA A GARE ALL’ESTERO AIUTA LA CRESCITA DEI NOSTRI U23»
di Luca Galimberti | 29/08/2022 | 08:15

Le pagine di tuttobiciweb ospitano ancora una volta il dibattito sul ciclismo dilettantistico in Italia. Lo facciamo raccontandovi la realtà di Aries Cycling Team, formazione novarese Under 23.

In questi giorni è stata ufficializzata la partecipazione di Aries Cycling Team alla Vuelta Hispania, il Giro di Spagna riservato alla categoria U23 che si terrà dal 24 al 28 settembre prossimi. Il team novarese sarà l’unica compagine italiana al via della competizione iberica e questo inorgoglisce i dirigenti del team che ad inizio 2022 hanno intrapreso un percorso in cui gli appuntamenti agonistici all’estero hanno una importanza strategica: da inizio stagione ad oggi sono otto le competizioni disputate dai giallo-neri.

A proporre il progetto ai dirigenti del team di Gargallo è stato Giampaolo Cheula che, oltre a fornire le sue biciclette Lepontia al team, è uno dei primi tifosi di Aries Cycling Team e mette la sua esperienza a favore della crescita della squadra.

Tuttobiciweb ha raggiunto telefonicamente il 43enne verbanese - professionista dal 2001 al 2011 ed attualmente Direttore Sportivo alla Drone Hopper Androni Giocattoli – e ha raccolto la sua testimonianza, le sue impressioni e i suoi spunti di riflessione.

Giampaolo, ti abbiamo descritto come uno dei primi tifosi di Aries Team: come ti sei avvicinato a questa formazione?

«Sento un po’ Aries come team del mio territorio, sono legato al presidente Zanetta e ai dirigenti da una grande amicizia. Sin dalla fondazione cerco di stare vicino alla squadra, sapere come va l’attività e quando i dirigenti mi chiedono consigli mi fa piacere mettermi a disposizione».

Come nasce il progetto della attività all’estero per la squadra?

«Da un preciso obiettivo del presidente: differenziare la squadra rispetto alla maggior parte dei team italiani della stessa fascia, proporre qualche cosa di nuovo agli atleti. Zanetta mi ha chiesto un consiglio e io ho suggerito di puntare sulla attività all’estero. Anche grazie alla esperienza maturata in ammiraglia con la Drone Hopper Androni Giocattoli, mi sono reso conto di quanto sia essenziale per la crescita degli atleti. Ho la sensazione, invece, che nel mondo dilettantistico italiano manchi la consapevolezza di come l’attività all’estero può aiutare il movimento»

Spiegaci meglio. Quali vantaggi dà alternare l’attività in Italia a gare oltre confine per una squadra Under 23 come Aries Cycling Team?

«Proponendo delle esperienze in gare all’estero gli atleti sperimentano un modo di correre diverso rispetto all’Italia: tatticamente una gara in Spagna o Francia, per esempio, è molto più aperta rispetto a quelle che si corrono da noi. Uscire dai confini poi permette agli atleti di conoscere altri team, avere nuovi avversari con cui confrontarsi e aumentare le possibilità di mettersi in mostra verso squadre di altre nazioni. Oltre all’esperienza sportiva sottolineerei l’esperienza umana che i ragazzi fanno viaggiando all’estero: una cosa importantissima per la crescita e la formazione del carattere».

Veniamo agli aspetti più pratici. È difficile trovare gare in Paesi stranieri ed iscriversi?

«Assolutamente no. Sui siti delle Federazioni Nazionali sono riportate le corse riservate alla categoria, si fa richiesta di partecipazione e si attende la risposta da parte degli organizzatori. Aries Team, che non è Continental, da inizio stagione ha partecipato a tre gare in Francia, tre gare in Svizzera, al GP Azores in territorio portoghese e ad una gara in Spagna».

Hai dei feedback dai ragazzi che hanno partecipato a gare all’estero?

«Da quello che mi racconta il presidente Zanetta i ragazzi sono molto motivati e felici di poter alternare gare in Italia con esperienze in competizioni straniere».

 All’estero quali team si incontrano?

«Nelle gare in cui si è schierato il Team Aries hanno preso il via formazioni Under23 di alto livello, alcune delle quali formazioni satellite di WorldTeam  o di ProTeam. Posso citarti le formazioni “cantera” della Kern Pharma, della Euskaltel – Euskadi, della Eolo Kometa, della Ag2r o della Cofidis».

In alcuni di questi appuntamenti sono arrivati anche risultati importanti per il Team Aries.

«Esatto, i ragazzi hanno vinto il GP Monaco in Francia, sono saliti sul podio al GP Azores ed anche alla Vuelta Madrid».

Ed ora dalla Spagna è arrivato un invito prestigioso.

«Essersi messi in mostra alla Vuelta Madrid ha permesso al team di ricevere l’invito alla Vuelta Hispania ma, come ha detto più volte il presidente, la partecipazione al Giro di Spagna non deve essere visto come un traguardo ma come un punto di partenza»

Giampaolo, in conclusione, quale consiglio daresti al movimento dilettantistico italiano per migliorare?

«Lo stesso che ho dato al presidente Zanetta ad inizio anno: portate i ragazzi a correre all’estero. Ovviamente Aries Team, essendo in una zona di confine, è più facilitata negli spostamenti, ma credo che ogni team Under23 italiano debba proporre almeno una trasferta fuori dai confini ai propri atleti. Ci sono molte gare in giro per l’Europa, anche gare a tappe di 4 o 5 giorni: parteciparvi, lo ripeto, aiuta i ragazzi a crescere sul piano sportivo ed umano e può dare al movimento quella spinta che serve per essere maggiormente competitivo».

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