La Red Bull-Bora-Hansgrohe si presenta al Tour de France con una strategia tanto ambiziosa quanto affascinante. Al via da Barcellona il prossimo 4 luglio, la formazione tedesca schiererà infatti due uomini per la classifica generale: Remco Evenepoel e Florian Lipowitz.
Sulla carta il leader designato resta il campione belga, uno dei corridori più completi del panorama mondiale e già vincitore di un grande giro. Ma all'interno della squadra nessuno vuole precludere opportunità al giovane talento tedesco che negli ultimi dodici mesi ha compiuto un salto di qualità impressionante. Per questo motivo la gerarchia iniziale potrebbe rapidamente lasciare spazio a ciò che accadrà sulle strade francesi. In altre parole, sarà la corsa a decidere.
Lo ha spiegato chiaramente il team manager Ralph Denk durante la presentazione della squadra. «Sono convinto che funzionerà molto bene. Remco rimane il leader e Florian svolge un ruolo di supporto».
Una definizione che, però, non racconta tutta la realtà. Perché se Evenepoel parte con i gradi del capitano, è altrettanto vero che il rendimento mostrato da Lipowitz nell'ultimo anno lo ha portato a essere considerato una concreta alternativa per la classifica generale.
Denk non ha nascosto che il vantaggio iniziale di Evenepoel è legato soprattutto al suo status internazionale. «Remco ha maggiore visibilità mediatica grazie ai suoi successi, al titolo mondiale a cronometro e alle due medaglie d'oro olimpiche. Ma dal punto di vista della condizione fisica i due sono sullo stesso livello». Il concetto chiave arriva però nella frase successiva. «In definitiva arriverà il giorno in cui uno dei due si sentirà meglio. A quel punto dovranno decidere tra loro in gara».
Una gestione moderna della leadership, che lascia aperti tutti gli scenari. I numeri delle ultime due stagioni spiegano perfettamente perché la Red Bull-Bora-Hansgrohe abbia deciso di non chiudere la porta a nessuno dei due.
Lo scorso anno fu Florian Lipowitz a sorprendere il mondo del ciclismo. Il tedesco indossò la maglia bianca di miglior giovane e concluse il Tour de France al terzo posto della classifica generale, alle spalle soltanto di Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar. Un risultato straordinario che certificò la sua definitiva consacrazione tra i grandi uomini da corse a tappe.
Il ritardo finale da Pogacar fu di circa undici minuti, un distacco importante ma comunque sufficiente per mettersi alle spalle gran parte dell'élite mondiale.
Un anno prima era stato invece Remco Evenepoel a conquistare la maglia bianca e il terzo gradino del podio del Tour. In quella circostanza il belga aveva chiuso a nove minuti da Pogacar e ad appena tre minuti da Vingegaard, dimostrando di poter competere ai massimi livelli anche nella corsa più importante del mondo.
Due podi consecutivi, due maglie bianche e due percorsi diversi che oggi si intrecciano all'interno della stessa squadra.
Da una parte c'è Evenepoel, il campione affermato, l'uomo ingaggiato dalla Red Bull-Bora-Hansgrohe con un investimento multimilionario per riportare il team al vertice del ciclismo mondiale. Dall'altra c'è Lipowitz, il corridore cresciuto all'interno del progetto e diventato progressivamente una delle rivelazioni più interessanti del World Tour.
La domanda che accompagna la vigilia del Tour riguarda soprattutto la montagna. Se la corsa dovesse entrare nel vivo sulle grandi salite alpine e pirenaiche e Lipowitz dovesse dimostrarsi più forte del compagno di squadra, la formazione tedesca sarebbe pronta a cambiare strategia?
Le parole di Denk sembrano lasciare pochi dubbi: «la squadra seguirà il corridore che offrirà le migliori garanzie di risultato».
La crescita del tedesco, del resto, è sotto gli occhi di tutti. La sua stagione è stata praticamente impeccabile e proprio nei giorni scorsi ha conquistato il Tour de Slovénie, confermando uno stato di forma eccellente a poche settimane dalla Grande Boucle. «Finora la stagione è stata fenomenale per Florian e per tutta la squadra», ha sottolineato Denk.
Nonostante le ambizioni della Red Bull-Bora-Hansgrohe, il ruolo di favorito principale resta saldamente nelle mani di Tadej Pogacar. Lo sloveno arriverà al Tour dopo aver dominato ancora una volta il Giro di Svizzera e appare il principale candidato alla vittoria finale. «Se tutto andrà secondo i piani, sarà incredibilmente difficile sfidarlo», ha ammesso con realismo il manager della squadra tedesca.
Ed è proprio per questo motivo che la Red Bull-Bora-Hansgrohe ha deciso di presentarsi al via con due carte da giocare. Evenepoel e Lipowitz rappresentano due modi diversi di interpretare le corse a tappe, ma condividono lo stesso obiettivo: provare a interrompere il dominio di Pogacar.
Chi dei due avrà le gambe migliori lo dirà soltanto la strada. Fino ad allora, la squadra tedesca continuerà a credere nella forza della doppia leadership.
Perché al Tour de France, spesso, avere due possibilità è meglio che averne una sola.