Milo Marcolli è tra i corridori varesini con maggior talento. Ancora non si rende conto appieno delle sue possibilità perchè ha soltanto 15 anni (compiuti a gennaio, ndr) e ha bisogno di crescere sia dal punto di vista fisico che da quello tecnico e mentale. Con un numero considerevole di risultati, tra vittorie e piazzamenti ha superato la quarantina, Marcolli ha spaziato con disinvoltura in tutte le specialità: strada, pista e ciclocross dimostrando di avere ottime qualità.
Il 2019 lo ha proiettato alla conquista del titolo tricolore nella Velocità a Squadre esordienti, in coppia con Matteo Fiorin, nel successo in Coppa Italia di Ciclocross, e in sette traguardi su strada tra cui spicca la vittoria nella corsa in linea Sesto San Giovanni-Inverigo, il cui arrivo è posto in cima alla rampa che porta all'Istituto Don Gnocchi. Grandi emozioni per Milo, che tuttavia non è rimasto del tutto soddisfatto della sua annata agonistica: «Proprio così. Non ho mai trovato il mio stato ideale di forma, non sono riuscito a rendere al massimo. Forse alla base c'è stato qualche errore nella preparazione, il dubbio resta. Le vittorie comunque sono arrivate, non potrei dire di essere deluso anche perchè ho mostrato di riuscire a tenere le ruote dei migliori nelle corse importanti».
Marcolli, che in questi giorni si trova in Valtellina e si è avventurato lungo i tornanti dello Stelvio e del Passo Gavia con la sua bicicletta, ha praticato la ginnastica artistica prima di seguire la passione del padre che pedalava per diletto. Milo è di Sumirago, comune in provincia di Varese, dove vive con i genitori Paolo, che lavora nel ramo antifurti (componentistica e qualità dei prodotti) per la Vodafone, e Viviana (origini siciliane) impiegata alla Carl Zeiss Vision a Castiglione Olona. Marcolli ha un fratello, Marcello, che fa il tornitore, e una sorella, Petra (faceva le gare di campestre), studentessa in biotecnologia sanitaria. Il giovane varesino, classe 2005, studia meccanica meccatronica all'Itis "Isaac Newton" di Varese, ed è un punto di forza della squadra allievi della società Busto Garolfo, diretta da un bravo ed esperto tecnico come Marino Fusar Poli.
Cosa ne pensi del momento del ciclismo italiano?
«I ciclisti italiani hanno fatto e continuano a fare la storia. Oggi ci distinguiamo soprattutto nelle gare in pista».
A quale età hai cominciato a correre?
«A 10 anni per la Polisportiva Besanese, con una Vicini bianca e rossa».
Il più forte corridore di tutti i tempi?
«Gino Bartali per le sue sfide con Coppi e la sua tenacia».
Quale altro sport ti piacerebbe praticare?
"Arrampicata sportiva».
I«tuoi peggiori difetti?
«Sono un tipo un po' irascibile».
Il tuo modello di corridore?
«Mathieu Van Der Poel».
Cosa leggi preferibilmente?
«Storie e narrazioni di viaggi».
Cosa apprezzi di più in una donna?
«Il carattere».
Cosa cambieresti nel ciclismo di oggi?
«Rivedrei l'organizzazione di moto e auto al seguito delle gare. Io le reputo troppo invasive nei confronti della sicurezza dei corridori».
Piatto preferito?
«Pizzoccherri alla valtellinese».
Attrice o attore preferito?
«Leonardo Di Caprio».
Chi è il tuo collega più simpatico?
«Il collega di bici Alessandro Mario Dante».
Sei religioso?
«No».
Paese preferito?
«La Svizzera per la sua pulizia e i suoi boschi».
Cosa vorresti che si dicesse di te in particolare?
«Va bene qualsiasi cosa le persone dicono di me».
Hobby?
«La meccanica sulle bici».
La gara che vorresti vincere?
«Parigi Roubaix».
Ti senti in debito con qualcuno in particolare?
«Con i genitori che mi supportano sempre».
Quale sarà il tuo obiettivo al rientro nelle gare?
«Migliorare il mio rendimento nelle gare pianeggianti».